Donne. Istruzioni per l’uso

Donne. Istruzioni per l’uso

Donna, questa sconosciuta.
Innanzitutto dobbiamo chiarirci le idee su come sono le Donne. Da quanto vedo sono volubili e mutevoli come le condizioni atmosferiche nelle zone tropicali.
Incostanti e variabili come elementi della teoria del caos.
Discontinue e fluttuanti come i campi magnetici attorno a un buco nero. Per quanto, un attimo di smarrimento lo hanno anche gli uomini di fronte alcuni buchi neri…
Uomini, semplice certezza
Gli Uomini, invece, sono noti per essere fissi nella loro immutabile natura.
Se la donna è l’antimateria, ingestibile e instabile, l’uomo è un masso di una lega sconosciuta proveniente dallo spazio siderale, quello dove i buchi neri abbondano. Vizioso!
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I cowboys non indossano abiti di sartoria

I cowboys non indossano abiti di sartoria

Matthew B. Crawford
Un donna over 30 sola che uomo desidera?
È una domanda che mi pongo spesso. Forse perché sono anche io un over 30 solo.
Così mi capita di fare incontri, stringere mani, regalare sorrisi, dispensare affettuosi baci sulla guancia già al primo incerto saluto. Sì, incerto. Perché non sto vendendo un prodotto sfoggiando un sorriso devi-fidarti-sono-la-persona-che-ti-frega-ma-lo-fa-con-stile, al massimo sto vendendo me stesso.
Perché  vendere me stesso?
Perché, forse (che equivale a un “sicuramente”) mi sono stancato di stare su quel cavolo di scaffale da solo. Per carità. È uno scaffale lucido e alla moda, brillante e che attira sorrisi entusiastici di chellerine ansiose di toccarmi e palparmi come fossi la lampada di Aladino pronto a soddisfare i loro desideri. Ma dopo l’uso ecco che mi ritrovo di nuovo su quello scaffale. Solo.
Così,  mi decido ad andare alla ricerca della mia metà.
Qual è il primo passo da fare?
Copyright 2010© by Sam Stoner
GLI UOMINI PREFERISCONO LA CELLULITE di Sam Stoner

GLI UOMINI PREFERISCONO LA CELLULITE di Sam Stoner

Dritte semiserie per donne in overdose da chirugia plastica.
Bentornate dalle vacanze ragazze. Allora, vi siete stressate a sufficienza? Vi siete sfogate sessualmente copulando in letti di peccato degni di Sodoma beccandovi un bell’herpes genitalis o la candida? Vi siete finalmente lasciate con il vostro eterno amore solo perché lui non voleva lasciarvi andare in vacanza da sole proprio in concomitanza, del tutto accidentale, con l’inserimento della vostra prima spirale? Vi siete infatuate del bagnino che poi avete scoperto essere attratto più dai vostri tacchi che non dalle vostre tette? Vi siete indebitate per i prossimi 12 mesi per pagarvi il viaggio che vi ha regalato il podio non per il più indimenticabile e torrido incontro di sesso ma per la più perseverante stipsi? Siete state cornificate dal vostro lui andato in vacanza “culturale” con gli amici a Ibiza?
Siete… ingrassate? Sì, avete letto bene, ingrassate. Perché dopo una primavera durante la quale vi siete alimentate a base di barrette proteiche, yogurt e insalate per apparire decenti in costume, sperando che cellulite e grasso potesse magicamente sparire dal vostro interno coscia, dai fianchi e dai vostri culoni, finalmente, dicevo, vi siete potute sfogare. Tanto in estate si cammina, si sta al mare, ci si muove e si può mangiare, quindi diamoci sotto alla faccia di tutti quei digiuni forzati che avrebbero fatto impallidire Ghandi. Brave. Avete percorso la strada giusta per arrivare a Lipo City, la città dove il grasso impera. Ma non è una sorpresa per voi, lo sapevate benissimo dove sarebbe finito ogni boccone che avete assaporato, eppure non avete potuto fare a meno di ingozzarvi. Siete riuscite a ingurgitare una quantità di dolci che nemmeno una mandria di bambini all’ora della merenda riuscirebbe a buttare giù. Ma tanto a settembre il costume ritorna nell’armadio, potrete, così, camuffare pancia e chiappe con i vestiti. Pronte a mostrare “solo”cosce e décolleté luccicanti di abbronzatura… Be’, io direi avvizziti da abbronzatura. Il sole accartoccia la pelle. Fino a un certo punto ve la cavate, dopo… un baratro incartapecorito vi attende inesorabile come la caduta del seno! E quindi, a settembre, tra grasso e rughe si parte alla grande con creme, trattamenti estetici, punturine, filler, innesti, protesi, liposuzioni, filtri magici, esorcismi per le rughe, danze sciamane per tirare su i glutei… qualunque cosa, purché funzioni!
E per chi tutto questo? Ma per noi. Sì, per noi Uomini. Ognuna di voi lo fa per un Uomo. Solo la parola vi fa tremare dalla punta dei capelli fino all’ultima stilla di estrogeni. Ci piace questa accortezza nei nostri riguardi. Ci piace essere blanditi, sedotti, essere al centro delle vostre attenzioni. Ed è inutile che, balbettanti, cerchiate di dire che fate tutto per voi stesse: quel vestitino sexy lo compro per me, quella biancheria che arde desiderio la prendo per me, mi pompo le labbra per sprecare più rossetto, perdo un’ora di sonno al mattino per impiegarla al trucco e con i capelli prima di uscire, tirandomi a lucido come una tigre che invece di ruggire grida SESSO… solo per me. Come no.

Nel mentre noi uomini ce ne stiamo lì, belli tronfi con il nostro ventre gonfio senza alcun problema. I fissati della palestra a oltranza sono pochi, una buona percentuale è gay e quelli che rimangono non sono sufficienti per soddisfare la domanda. Sì, qualcuna ci riuscirà pure a portarsi a letto uno di questi malati da manubrio, ma statisticamente è irrilevante. E per vostra sfortuna le prestazioni sessuali sono del tutto slegate da scolpiti ventri tartarugati. Insomma, avere un fisicaccio alla James Hoelett (Wolverine) non è garanzia di orgasmo. Così, dovete per forza rivolgervi a chi non è poi così in forma, il mercato non offre altro. L’Uomo, supremo imperatore adorato e venerato, desiderato, bramato. Non importa se è senza capelli, ha la pancia, le spalle cadenti, il culo piatto o le maniglie dell’amore che somigliano a lontre.

Bisogna anche dire che non tutte sono a tal punto disperate da stringere patti con spiritelli infernali per assicurarsi eterna giovinezza. C’è anche uno zoccolo duro, parlo di quelle donne che sanno bene che a noi uomini piacciono le imperfezioni, anzi, proprio quelle ci “fanno sangue”. Cellulite, smagliature, grasso… Se si trovano nei punti giusti diventano micidiali elementi di seduzione. Così, queste furbone non stanno lì a seguire diete e ginnastica, ma se la godono, anche se il rischio è di eccedere nel verso opposto diventando, così, talmente cesse da essere poco appetibili persino per un detenuto appena scarcerato dopo una decina d’anni di prigione in astinenza da passera. La linea di demarcazione è sottile, e siamo noi a tracciarla, non dimenticatelo!

I modelli estetici fluttuano, si adattano, metabolizzano mode e plasmano disinibiti, sfrontati, burrosi corpi capaci di mettere nel sacco il più esigente maschio. Pronto a buttare nel secchio un perfetto “foie gras” per gustarsi un bel piatto di trippa! Abbronzata, naturalmente.

Coppie scoppiate
L’ENNESIMA INCOMPRENSIBILE FOLLIA OVARICA
di Sam Stoner

Avere un compagno è segno di successo.
E’ questo che Giovanna continua a ripetersi.
Ma allora perché lei non è felice?
Basta fare un piccolo sforzo e ricordare come stava prima di far entrare Carlo nel suo appartamento, di presentarlo ai suoi genitori, di permettergli di ridisegnare, in bagno, la disposizione dei flaconi di crema idradante, dei districanti per capelli, della lavanda vaginale. Prima che lui le dicesse che quei volumi esoterici nella libreria dovevano far posto ai suoi dvd.
Ora ricorda: aveva bisogno di qualcuno presente mentre guardava la tv e mangiava.
Era sola!
Quest’uomo le doveva piacere? Non necessariamente.
Eppure, adesso, condivide pure il letto con questa persona che non deve necessariamente piacerle. Certo, così deve essere: perché sapere che l’altra metà del letto è occupata stabilmente significa che è una donna di successo. È riuscita a superare i trentacinque anni e avere quella fottuta metà del letto occupata da un ammasso di carne pelosa che russa e le concede le spalle per cinque/sei giorni a settimana.
Sì, perché ora, la sua vita sessuale è scandita dai sabato. Ai primi tempi della loro relazione era un last minute orgiastico continuo. Si scopava senza orari e in ogni luogo. Però, a pensarci bene, era durato poco quel periodo. Non riusciva proprio a capire come fosse arrivata ad aspettare il sabato come un drogato in crisi di astinenza. Voglio solo una leccatina! Una bottarella! Qualcuno mi fotta!!!
Però, il sabato è rassicurante.
Significa che hai un uomo.
Mentalmente è splendido. Non c’è più la palpitante incertezza di non incontrare nessuno di interessante nei locali o alle cene oppure tra gli amici degli amici e si eliminano, così, anche le conseguenti uscite e prove di sesso tremolanti, incerte, imbarazzanti, maldestre, insoddisfacenti. Anche se una parte di lei pensa alla mancanza di scopate sfrenate, coiti orali, amplessi che avrebbero fornito elettricità a una timorata cittadina cattolica del sud per una buona mezz’ora.
Roba da single sfigate.
No, ora c’è il sabato.
La procedura: Carlo, il suo compagno, il suo uomo!, le sale sopra, fa quanto richiesto dai suoi organi genitali, totalmente disinteressati a quanto accade ai loro corrispondenti femminili all’interno dei quali si sta sfregando e poi si mette a vedere la televisione. Lei, con una buona approssimazione, può ormai indovinare il numero di minuti di questa eccitante unione. Ma quello è il suo uomo! L’avrebbe ritrovato il mattino successivo e quello ancora.
Non è della stessa opinione la sua vagina. Anche se ormai, poverina, non riesce più a far sentire la propria voce uterina. L’ha persa anni prima, in quel periodo che coincideva con la convinzione di poter avere figli.
Figli. Argomento tristissimo.
Ma mai più triste della convinzione che qualunque fertile cazzo fuori della sua casa possa ingravidarla. Ma non quello di lui.
Perché?
Ma perché è presto per pensare di avere figli, gli continua a ripetere. Lui ha “solo” quarantacinque anni. C’è tempo.
Tictac tictac tictac tictac tictac tictac
Niente paura, è solo l’orologio biologico di lei che alla soglia dei 36 anni comincia a farsi sentire. Ma c’è tempo, si ripete nella sua metà del letto il cui confine è segnato dalla schiena di lui. Ho solo 36 anni. E’ presto per avere uno strafottuto figlio!
La verità è che erano solo finiti insieme. Quando quella troia di Anna glielo aveva presentato aveva scoperto delle affinità sconcertanti con quest’uomo: coincideva la meta delle vacanze, avevano la stessa predilezione per cibo messicano, inoltre lui aveva un buon profumo, era libero e desideroso di una compagna. Così, erano finiti insieme.
Il fatto che ora veda la sua vita come un totale fallimento è una falsa percezione. Lei è felice, è una donna di successo! Così straordinariamente felice da farsi venire uno sfogo sulla pelle per aver rifiutato l’invito per un aperitivo da parte di quel bel ragazzo single e del suo cazzo in erezione sette giorni la settimana! Quel beep continuo e quasi impercettibile che le sembra di sentire sempre più spesso, non si deve alla sveglia guasta di un vicino, ma proviene dal macchinario che misura i parametri vitali della sua relazione, ormai distesa su un freddo tavolo di marmo in attesa dell’autopsia. Non riesce neanche più a guardarsi riflessa negli specchi di casa, quegli specchi che prima dell’arrivo di questo sconosciuto, ritraevano una donna vitale, bella, adamantina.
– Cara, dove sono gli specchi?
– Li ho buttati! E adesso vieni a mangiare questa cazzo di colazione!
Sono adorabili le piccole gioie della vita di coppia.

Dedicato a M., H., S., S., S. e atutto il resto dell’alfabeto.