UN UOMO CHE TI REGALA UNA BORSA…

UN UOMO CHE TI REGALA UNA BORSA…

In oltre 30 anni di vita, ho ricevuto/accettato una borsa da un solo uomo. Ma quella che ho ricevuto batte tutte quelle che ho rifiutato sei a zero – cappotto.

È nera. Di pelle. Di una pelle che si chiama togo, come i biscotti, leggermente e impercettibilmente martellinata.

A forma di trapezio isoscele con due maniglie.

Non è una valigia e non è una pochette inutile.

Ha un lucchetto d’oro.

Un piccolo e discreto marchio serigrafato in oro sulla parte frontale.

All’interno due comodissime tasche in cui all’occorrenza posso infilare la via lattea e andromeda.


È raffinata. Discreta. Esclusiva. Poco imitata. Moooolto chic. Perfetta con un tubino e un paio di Louboutine, meravigliosa con i jeans e le ballerine.
Già.  E’ una Birkin…

E la mia si chiama “Boscaiola”, battezzata così in onore di chi me l’ha comprata.

Una volta qualcuno, parafrasando un’attrice, mi ha detto “non puoi lasciare un uomo che ti ha regalato una birkin”.

Mi ricordo di aver pensato:

 “ChisseNeFregaDellaBirkinNonSonoFeliceLuiNonMiAmaIoSolaResto”, così l’ho lasciato e ho continuato a portarmi a spasso la birkin.

Ma. All’improvviso, una mattina in ascensore verso il mio ufficio al millesimo piano meno uno, mi casca l’occhio su un dettaglio e mi si attapira un sopracciglio: la Boscaiola si sta rovinando.

Meno di venti mesi di vita e i dettagli in oro si stanno lentamente sgretolando lasciando apparire un fondo color argento.

Potrei andare da Hermes. Mi dico. E chiedere di sistemarmela.
Poi mi fermo. E … Penso:

E se entro, loro la vedono, capiscono che è falsa, io cado dalle nuvole e – peggio- poi loro se la tengono, mi denunciano per porto illegale di oggetto del desiderio contraffatto, e mi arrestano? … una borsa è pur sempre una borsa, anche quando si parla del sostituto del cestino di Jane (al secolo Birkin).

Poi penso “non può essere così subdolo da avermi fatto aspettare un anno che arrivasse da Paris con una scatola arancio più grande della mia camera da letto, per rifilarmene una di Said, o di Mohammed (partendo da Limbiate o giù di lì, sarebbe arrivata in 3 giorni dhl)”.

Quindi mi dico:
ok. è strano che si sia rovinata.

Ma io sono una belva.

E non c’è nulla (nemmeno lei) che tratti con cura. Io le cose le uso, mica le conservo.

E poi, per quanto super fighissima sia, è una borsa e come tale contiene l’universo, compresi i miei trucchi sparpagliati, l’agenda, il BB, l’auricolare, tre quattro matite, un gormito o due, i tampax (che non si sa mai) e gli scontrini di almeno due settimane, si appoggia ai miei piedi mentre lavoro, salta sul sedile posteriore mentre guido e cade da tutto.

Dunque, a meno che io non me ne faccia fare una in corian (il materiale che usano per le cucine), le mie borse si rovinano e la Boscaiola non poteva fare eccezione.

Quindi, anche fosse falsa, non è importante. L’ho aspettata. L’ho attesa un’eternità. Ora la porto molto spesso con me (molto spesso e non sempre, perché il mio armadio delle borse è un due ante e se lasciassi le altre a far la muffa sarebbe un vero peccato) e continuerò ad amarla e coccolarla e riempirla della mia vita ancora per molto.

Un giorno, quando il mercato si riprenderà (perché succederà!), e io ritornerò a far urlare il fax con contratti a pioggia e l’amministrazione ritornerà a far le ore piccole sulle riba, ne comprerò un’altra.

Magari color biscotto.
Aspetto consigli sul nome … (Annunziata, Resurrezione, o … Divorzio??)

AH. Per inciso la citazione era:
“Un uomo che ti regala una borsa è speciale. Un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro”.

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