PUBBLICITÀ INGANNEVOLE versus SII TE STESSO (che l’è mei).

PUBBLICITÀ INGANNEVOLE versus SII TE STESSO (che l’è mei).



Che tu sia gazzella o tritone, allo start-up di ogni new-co-relation, i partner ti sembran sempre perfetti e ti dici “certo che un Adelmo (o un’Isotta) così non pensavo esistesse, non su questo pianeta per lo meno”.

Dicono cose interessanti, svelano dettagli accattivanti e politically correct. Sono smart, sono clever, sono easy ma chic e sono dannatamente affascinanti.
Di loro sai poco. E quel poco che sai ti piace tutto.
Poi.
Ci esci ancora.
E ancora. E magari ancora.
E sera dopo sera, com’è come non é, iniziano a piacerti un po’ meno…

Li ascolti, li guardi, li osservi e ti vien su il sopracciglio mentre ti chiedi “maPerché?”.

Semplice.
Perché nell’incipit di ogni relazione, l’ 80% dei bipedi – umani, umanoidi, gallinacei e altri volatili in genere  – non parla affatto di sé, ma da voce alle proprie proiezioni. Come dire: “col cavolo che ti racconto chi sono sul serio.”

Il problema, quello alla fonte del 90% dei misunderstanding relazionali, é che mentre l’80% si ridisegna piallando le proprie turbe, photoshoppando il 96,4% delle zone d’ombra, gonfiando il gonfiabile e bufalando il bufalabile,  il restante 20% del pianeta, credendo che sia normale essere spontanei, si smutanda sul serio e prende per buono/oro colato quello che si sente raccontare.

Se la verità è: “non ho ancora trovato una in grado di farmi davvero perdere la testa e se l’ho trovata non è andata bene comunque”, LA MINORANZA SMUTANDATA SVELA: sono single perché sono un po’ stronzo, no dai, non diciamo stronzo, però esigente e al MALEACCOMPAGNATO preferisco il MEGLIOSOLO”.
LA MASSA di BUFALATORI, invece di raccontare tutta la verità e nient’altro che la verità, ci infila una ritoccatina qui e una lì, e due tonnellate o tre di polvere mitizzante per guarnire: il Traditore seriale – sgamato e mollato dalla moglie –  si ripropone come Tradito (“ho cominciato a tradirla 1 anno dopo il matrimonio, ma sapessi come ci son rimasto male quando l’ho cuccata a flirtare online”), Abbandonato e taaanto bisognoso d’affetto. La Fanta-Iena- più acida di un belgioioso e premurosa come un cobra- si disegna tenera, materna e pronta a prendersi cura di te.

E mentre i Revisionisti si gonfiano d’orgoglio nel sentirsi (da sé medesimi) raccontarsi con cotanta arguzia, gli Smutandati s’infilano nella trappola a piè pari, salvo poi ricredersi una volta aperti gli occhi, giusto in tempo per venire tacciati d’assoluta incoerenza.

Maccome? Ti ho detto che sono nata con le meches, il carattere di Madre Teresa e son cresciuta a pane e Orsoline e tu te ne salti fuori che ho la ricrescita, impreco come uno scaricatore ai semafori e taglio la strada alle vecchiette?…ingrato! Con tutta la fatica che ho fatto per piacerti…”

E quindi? Come la mettiamo?

Bah.
Si potrebbe tentare di non esagerare con la pialla, per esempio. Di non andarci pesante con i ritocchi.

…Sì ok, lo so che non si può dire tutto-tutto subito, ma tra il non dire T.T.S.  e il reinventarsi di sana pianta ci sarà pure una via di mezzo, no?

E ricordarsi magari che un super spot (di quelli ben studiati e dannatamente lontani dalla realtà) magari alza i volumi dei nuovi clienti, ma non ne permette la fidelizzazione.

Se compri un prosciutto promosso come super soffice e scartandolo la prima volta ti accorgi che è duro come il marmo, che il colore che vedevi era quello del cellophane per alimenti e che sa di carta-forno salata, col piffero che lo ricompri di nuovo.

E –on the other hand – tocca anche farsi un pochino furbi, alle volte. Tipo che se compri un detersivo che promette prima di entrare da solo in lavatrice e poi anche di convincere i capi colorati ad uscire dal cestello dei bianchi, forse-forse è meglio che tu smetta di mangiare pane e naif per colazione,  scenda da Pandora e ritorni qui con noi, su questo pianeta, no?

Ciò detto, la pubblicità è ingannevole. Per default. E quella comparativa non funziona. Ma esiste. E tocca farci i conti, come con un paio di altre cosette in questo mondo popolato da 5 miliardi di ladri di polli e 1 di gallinacei.

E come direbbero nelle lande di PU (pesaro-furbino): ‘at salut.

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