"IL FIANCHEGGIATORE è MORTO" (de Il Fiancheggiatore)

"IL FIANCHEGGIATORE è MORTO" (de Il Fiancheggiatore)

IL FIANCHEGGIATORE E’ MORTO!
                                                        
E’ morto Il Fiancheggiatore. Cioè, aspetta un attimo… Non proprio morto, ma da quelle parti, tra Via della Memoria e Viale dei Cipressi, dai… Ci siamo capiti? Si, insomma praticamente morto. O meglio se non lo è Il Fiancheggiatore, lo è il suo portatore, e cioè lo scrivente.
Colpito al cuore.

Trafitto da un fendente vibrato da colei che aveva soprannominato la “Mia Lei” e per la quale aveva perso la Trebisonda. Io (l’avatar) glielo avevo pure detto (al mio portatore) di stare attentino, che lei era troppo pel lui, e che, come se non bastasse, è evidentemente una spadaccina assai più abile di quanto lei stessa non dichiari. Infatti lei è entrata nella sua guardia, ha sgominato ogni sua difesa e poi ZAC! Un colpo assai preciso lo ha messo K.O. (Bravo coglione, così impari a tirare di scherma quando il tuo sport è un altro N.d.A.)

                                                        
E il tutto fatto senza – spero – l’intenzione ultima di infierire. Il confine del fronte NORD, quello con tutti quei monti, il più difficile da difendere dalle intrusioni dei contrabbandieri che non vogliono pagare le tasse, ha ceduto e un baldanzoso ed aitante Romolo Qualsiasi si è infiltrato nel di lei territorio, superando in un battibaleno quanto il mio povero portatore, per il quale ovviamente io continuo a parteggiare e fiancheggiare essendo Fiancheggiatore, aveva cercato di costruire…
E’ accaduto. Semplicemente come accade che il sole sorga e tramonti. Dopotutto uno degli slogan di maggior successo negli States non è quello “SHIT HAPPENS” di cui noi magari stiamo lì a  domandarci il perché di tanto successo? Ora lui, il mio portatore,ne conosce il perchè, anche se non sa spiegarne per filo e per segno tutte le ragioni.
Bene (…), passiamo a noi: sono conscio che questo è un blog  un po’ al femminile e che – usually – supporta le ragioni delle XX che vengono bistrattate o maltrattate da noi XY. Ma WUM è sempre stata buona con me e ha sempre dato spazio al mio pensiero e alle mie parole. E né io né lui abbiamo recentemente bistrattato nessuna XY. Quindi magari deciderà ancora di ascoltare e di far sentire una voce da oggi un po’ più fuori dal coro e, sempre da oggi, un po’ più piccata col genere femminile, ma pur sempre – credo – amichevole.
Che tanto alla fine i miei interventi sono radi, la presenza di WUM ultimamente è ancora più rada e non si sa mai che ad ascoltare una voce leggermente più “ostile” si aiuti l’essenza dello “USERS MANUAL”.
O forse sto supponendo ancora una volta troppo dalle mie capacità?
Con la consueta simpatia, e spero senza aver “spaccato troppo i cabasisi” (cit.)
Un abbraccio.
I.F.

Annunci
LA MIGLIORE AMICA… DI TUTTI!

LA MIGLIORE AMICA… DI TUTTI!

SOTTOTITOLO:
LA vanitosa per necessità

written by
IL FIANCHEGGIATORE


Non arricciate il naso! Non sono M. Ferradini, non parlo da uomo ferito; l’uva non mi piace e la volpe non è il mio animale totem. Ho sbagliato, ma l’errore l’ho commesso ex tunc quando la reputai una gran persona.

Ma per quello ho le mie attenuanti: n° 1 ero obnubilato dai cuoricini che vagavano davanti ai miei occhi, n° 2… idiota, n° 3 lei è assai brava a farsi benvolere. Da chiunque. Ecco il mio più grande errore. Non essermi reso conto che lei non era splendida con me e per me, ma lo era per sé stessa. Insomma ho scoperto che è un tipo di donna – e a questo proposito aspetto un eventuale, chiarificatore post di WUM su questi tipi di femmina – che per vivere in modo soddisfacente ha necessità di essere ben vista e ben voluta da tutti. 

Lei è l’amica di tutti, ovviamente a rotazione, in quanto uno non può avere 1.562 contatti su FB e considerarli tutti come MIGLIORI AMICI. Anche per il semplice fatto che 24 ore in un giorno e 7 giorni in una settimana ti portano giocoforza a bidonare qualcuno di questi migliori amici… I più stolti alla prima sua moina (e lei le moine le sa fare un gran bene) la perdonano, altri alla seconda moina restano più guardinghi ma le concedono una nuova possibilità, i più saggi alla terza moina si concentrano su amici più affidabili. Io alla quarta moina ho deciso che perdevo il mio tempo. Insomma lei è una specie di donna che ha bisogno di essere benvoluta ed ammirata per essere felice. E fino qui niente di male, chiunque si sente realizzato se è il “bersaglio” dell’ammirazione e dei complimenti. Ma la cosa si distorce un pochetto quando uno ne fa una ragione di vita, e questo è sufficiente, senza che insorga la necessità di andare avanti e realizzare qualcosa.

Esemplifico per chiarire: se io sono oggetto delle attenzioni di una donna e desto in lei ammirazione ne sono assai lieto. Se poi lei mi piace pure, mi reputo un uomo fortunato… e vissero felici e contenti. Se per caso invece lei non risponde alle mie aspettative, giro l’angolo e spero di trovarne un’altra. Cioè non continuo a farmi adulare da questa, magari illudendola di chissachè, solo perché mi piace essere ammirato.

Lei invece funziona così.
E l’idiota sono stato io che non me ne sono accorto o che non ho voluto accorgermene anche se gli indizi c’erano. Tipo l’ex moroso che nonostante fosse ex e mollato da lei, perché a sua detta era un cretino, che continuava ad avere risposte ai contatti e complimenti per lei; tipo il compagno di università che la osannava per le torte che faceva, che tra l’altro non erano nulla di speciale (io ne faccio di migliori, ma non potevo mica dirglielo – N.d.A.); o ancora l’altro amico a cui scriveva una mail dicendo “uh che palle, quello mi ha chiesto di andare al cinema e io non ne ho voglia” mentre a “quello” (=io) scriveva che le “sarebbe piaciuto tantissimo ma non poteva a causa impegni di lavoro”…(altra N.d.A. – ho un paio di amici haker e quindi sono piuttosto sicuro di questi suoi comportamenti).

Ecco quando il ricevere complimenti ed attenzioni, bearsi di ciò, dare seguito e risposta ad essi anche se provenienti da chi non ti interessa minimamente, diventa il tuo modus operandi… per me è da ricovero. Senza contare che dopo aver riacquistato l’uso della ragione mi viene spontaneo chiedermi: in quanti altri letti si infilò la tizia mentre flirtava con me, così giusto per compiacersi e per autostima? 

Dopotutto se una vanta 1.562 buoni amici, con altrettanti rapporti d’amicizia che non vuole interrompere, e se il suo modo per non rovinare i rapporti d’amicizia è una seratina  scopereccia… (a facc di zoccola vacchia).

Leggendo vi starete chiedendo: ma di chi cavolo sta parlando? Chi è così figa e al contempo piena di sè da aver bisogno di tutto questo? Charlize Theron? Bianca Balti? Bo Derek? No, no… niente di tutto ciò. Lei è si una ragazza carina, ma più che altro è furba. Ha avuto il gran merito di saper coltivare nel suo orticello una folta schiera di ammiratori che la seguono qualsiasi cosa faccia. Il che non è stato poi così difficile. La sua forza risiede nel fatto di essere cresciuta scolasticamente e lavorativamente in un ambiente prettamente maschile e assai inquadrato, quello tecnico-ingegneristico, in cui la presenza di una tizia di 170 cm (al netto del tacco 12 spesso presente), occhioni celesti, una più che discreta terza piena e un B-side – quello si – da copertina patinata, è una cosa a dir poco destabilizzante.

N.B. Questi sono i connotati positivi della tizia. Quelli negativi pur presenti anche a livello fisico, che di quelli morali ne facciamo qui un buon compendio, dalla categoria ingegneri non vengono presi in considerazione, perché essendo piuttosto desueti all’incontro col gentil sesso, tutto ciò che di bello essi vedono oscura il resto.
E attenzione non ho usato il termine “desueto” a caso. Non è che gli ingegneri siano dei cretini o degli allupati cronici… è semplicemente che se frequenti un istituto (tipo ITIS) in cui ci sono 1.047 studenti di cui solo 15 femmine e poi un ateneo in cui su 800 iscritti la quota rosa giunge si e no allo 0.375% non sei proprio abituato a trattare con l’altra metà del cielo, e credi che il tutto si possa risolvere come una disequazione, per quanto complessa e piena di incognite essa si possa presentare.

La conclusione della storia è che lei era li di fronte a me, beandosi della mia vista, come se nulla fosse cambiato in questi due anni, con il suo miglior sorriso in faccia e i Ray-Ban sugli occhi anche se piovigginava (ma tenerli fa figo o non poteva sostenere la conversazione senza un filtro che le permettesse di distogliere lo sguardo senza farsi accorgere, dovendo ancora una volta recitare la sua parte senza essere sgamata?) e mi ha raccontato le sue ultime evoluzioni in campo lavorativo ed abitativo “oh, adesso lavoro qua e vivo là, da sola, e devi ASSOLUTAMENTE venire a vedere il mio nido”… dimenticandosi di fare il benché minimo accenno al presente fidanzato (toh, che strano).
“…e tu come stai? Ma sai che ti trovo bene? E che è successo alla tua auto?”
Io, che di natura sono gentile e ho una buona educazione ho risposto pedissequamente con un laconico “sto bene, grazie, la mia auto è diventata azzurra e per la visita al tuo nido organizza tu, mica vengo io a suonarti al campanello”, ma credo proprio che se mai mi darà una data, io quel giorno non potrò muovermi da casa perché sarò malato, o impegnato per lavoro, o in Kurdistan a raccogliere margherite.
Gli incontri succedono. Anche quando ne faresti a meno (e volentieri)

Gli incontri succedono. Anche quando ne faresti a meno (e volentieri)

written by 
Il Fiancheggiatore
(presto on line con nuovi spunti)
INCIPIT
Gli incontri succedono. Anche quando ne faresti a meno. Anche quando vai al supermarket la mattina e sei tranquillo. Poi arrivi nel parcheggio con le tue buste della spesa e la trovi li, a piantonare la tua auto.
E ti chiedi:

Ma è proprio lei? O è una proiezione di un pensiero inconscio o di una paura?
E come accidenti fa a sapere che quella è la tua vettura se lei è scomparsa dalla tua vita da quasi due anni e tu l’auto l’hai ipoteticamente sostituita meno di una settimana fa?
Ma soprattutto, cosa cazzo vuole adesso? A più di una ventina di mesi di distanza dall’ultima volta?

Tutte queste sono domande che resteranno senza una risposta, perché chiaramente non puoi porgliele senza farle pensare che ancora presti attenzione ad una qualsiasi sua azione. Si, perché fortunatamente – e finalmente – hai smesso di nutrire ogni forma di interesse nei suoi confronti, che già te ne ha fatte passare a sufficienza.

Chiariamo: per lei avevi preso una solenne sbandata. 
Era una cara amica, stessi interessi, ottimo feeling, tempo di qualità trascorso assieme… poi le situazioni vi hanno ulteriormente avvicinato e tu – idiota – fai due più due ed arrivi a credere che avrebbe potuto essere la donna per te. E invece qui iniziano le incomprensioni, in quanto SOLO TU – idiota – credevi a quella storia della donna per te. A lei quest’idea non sfiorava nemmeno l’anticamera del cappello (cioè la cosa più vicina al suo cranio dato che di cervello, forse, non ne ha tanto quanto tu – idiota – ipotizzavi).

Lei a questo punto in rapida sequenza:
  1. dichiarò che “non voleva rovinare la bellissima amicizia e il grande rapporto che c’era tra voi”
  2. venne a letto con te ancora una volta
  3. dichiarò che “ti voleva troppo bene, e che non poteva mettersi con te perché avrebbe rovinato tutto, pasticciona e incasinata com’era”
  4. si dipinse in viso l’espressione più triste(mente falsa) del suo repertorio
  5. sparì come neve al sole dal campo visivo mimetizzandosi alla bisogna anche dietro muschi e licheni
  6. di conseguenza non rovinò l’amicizia… la demolì proprio.
Tu che da coglione ci eri già passato anni avanti quando la radiologa decise di tornare dal suo ex, salvo poi tenere il piede in due scarpe per un annetto, perché del suo ex mica era sicura che avesse smesso di cornificarla, mentre di te poteva fidarsi, hai preso la saggia decisione di azzerare ogni possibile contatto con lei rimuovendola dai followers di Twitter, dagli amici di Facebook, dalla rubrica telefonica e dalla casella mail. E hai anche deciso di non essere più un idiota (era ora!).

Tutto ciò ti è costato caro perché a lei ci tenevi. Se fossimo in un film americano direi che questo ti è valso 5 anni di analisi. Fortunatamente non siamo in un film, per ciò so di valere qualcosa in più di quegli attori da strapazzo e quindi di non aver bisogno di 5 anni di analisi per azzerare una tizia che alla fine delle finite si è rivelata una nullità.
Tipi di femmine: L’adddolorata eterna, anche in 3D

Tipi di femmine: L’adddolorata eterna, anche in 3D

PREMESSA:
Questo post non è farina del sacco di Wum, ma arriva da un non meglio precisato per quanto affascinòso AlphaC.


L'adddolorata eterna, anche in 3D.
SOTTOTITOLO: TIPI DI FEMMINE
Questo è un essere mitologico ricorrente, ma che dico essere mitologico, un archetipo che neanche Jung saprebbe come trattare. 
Ha una età fra i 20 ed i 35 anni, limite oltre il quale o si salva o finisce in autocombustione, alle volte neanche tanto "auto".
L'addolorata eterna è inconsolabile, il suo dolore è oltre e noi poveri meschini non potremo mai capire, lei non sa di pensarlo, chiusa com'è nella sua torre di vetro nn si accorge neanche dei passanti, eppure il vetro ha la superficie specchiante all'interno.
Voi direte, sei tu a non comprendere la spiccata sensibilità dell'universo femminile, un paio di ciufoli! Risponderei, un motivo,  un barlume, un dettaglio devi pur fornirlo.

Voi però di questo particolare esponente non sapete ancora nulla, anzi ogni volta si reimpara, voi che guardate e passate, purtroppo finirete per curarvi di lei, essì perchè le anime sconsolate hanno il loro fascino, almeno fino a quando non si realizza quanto simili siano le une alle altre, e quanto non necessitino di ascolto bensì di secchiate d'acqua gelida in pieno volto, e perchè no, un solidissimo tram male non farebbe.

Ma prendiamo un caso pratico, ti trovi di fronte ad una figura di tal fatta, una metà di te concupisce, l'altra spacchetta l'armatura de fero e subito il cavaliere senza macchia che alberga in te esclama "oh pofferbacco! Una pulzella in pericolo! Mai non sia ch'io lasci una fanciulla nelle mani di cotanto scorno!"
Essì, quel lato contraddistingue maschiacci di ogni dove, chi per esaltazione della propria figura chi per masochismo, ma non ci inoltriamo in territori troppo vasti.
Tu sei lì, cappello pennuto sotto il braccio, la sua mano nella tua a chiedere se puoi esserle utile nel lenir la ferita dilaniante il cor suo (e se ti senti pure un poco artista le regali un bell'orecchio perfettamente infiocchettato).  

Lei si limiterà a lanciarti un'occhiata umida, voltarsi tergo e con uno scatto felino fuggire a passetti leggeri leggeri, neanche fosse nel pieno di una traggedia. 
Non sono da escludere frasi come "me tapina! Nessuno mi vorrà mai!" e declinazioni sul genere. Ovviamente i vostri due neuroni due ancora sani stenograferanno "e chi stracazzo sono io?".

Purtroppo non c'è nulla da fare, queste donne vi spingeranno a chiedere "ma scusaaspettaunattimo.." o meglio "ma che porcocazzo ti succede?" La risposta sarà variabile a seconda del soggetto in questione, si va da un "La costrizione alla terra sudicia e gretta sozza le vesti della mia candida anima avvolgendole in un tetro abbraccio tessuto di dolore sì dilaniante che'l taglio di lama carezza in confronto (respiro) è", qualcun altra si potrebbe limitare ad un "Sniff-nun-zo-Sniff".

Ecco, molte di queste porteranno ogni dolore a sè, una cosa del tipo "terremoto omicida in giappone" -> "Ahimè il mondo sempre foriero di dolore è", una forma di narcisismo contorta che neanche Escher. 
Come? Ah sì, il verbo lo mettono sempre al fondo, probabilmente la loro concezione della poetica ruota intorno all'inversione dell'ordine complemento-verbo.

Essì che soffrono eh,eccome, mica fingono, è un problema serio a volte, spesso però si tratta di cieco narcisismo, ecchecipuoifar, buttarle sotto la metro? Mah non facciamoci venire idee succulente.
Nei casi più disperati qualsiasi tentativo fallito sarà un successo per il loro masochismo, aprire uno squarcio è un lavoro minuzioso, lavoro che tutto sommato nn siamo tenuti a fare, ma alle volte sì, tutto dipende da chimica, forza personale e precessione degli equinozi.

Le relazioni della addolorata finiscono sempre in tragedia, ha la capacità soprannaturale di attrarre ciò che è peggio per lei, forse perchè è proprio quello che cerca forse perchè non crede nella sfortuna ma la sfortuna crede in lei, chi-lo-sa. 

Rimane lo stato delle cose, non la puoi schiodare, e di certo l'ultima cosa che vuoi fare è salire sulla pira con lei, e se ci sei meglio scendere perchè non serve a nulla, una volta compresa l'antifona finisci per lasciarla fare, al massimo puoi stuzzicarla con un legnetto mentre è accasciata al suolo, giusto per sapere come se la passa, poco altro, è quel genere di conflitto che parte e finisce in sè stessi.

E voi direte, niente addolorato eterno? 
... Non proprio, le consuetudini della sfera maschile sconsigliano uscite troppo melodrammatiche, atteggiamenti eclatanti che possano essere ricondotti al femmineo, l'eterno addolorato quindi si sviluppa diversamente, e quello racconterà di come la madre lo mandava a scuola vestito da sbirulino e gli amici lo scherzavano e da allora ogni volta che vede un naso rosso si ritrova a soffrire di eritemi ed autocombustioni inconsulte (le autocombustioni, cercate o augurate sono una costante).
Uomini di questo dipo sono più rari, forse perchè i costumi riservati ai maschi rendono più difficile il sopravvivere di un atteggiamento simile, forse perchè non lo danno a vedere, ma se dopo un amplesso amoroso vi troverete a consolarlo nella fase di caduta, forse sì avrete fra le mani un soggetto simile.

In ogni caso siano essi omini o donnine, parlate loro del piccolo principe, spiegate con tutta la verve possibile quanto una rosa non possa sopravvivere in una teca, picora o non picora, continuate sostenendo l'idea secondo la quale l'immagine del piccolo e del suo asteroide vi fa rivalutare il film Armageddon.

Se ancora non basta, evitate di salire sulla pira, raramente ne vale la pena. 
A volte però sì, è una questione di precessione degli equinozi e di inquisizione spagnola.
WHAT WOMEN WANT

WHAT WOMEN WANT

(TITOLO)
WHAT WOMEN WANT
cioè
Friedrich Hegel,  Francis Crick & James D.Watson,  Harry Callahan

(AUTORE)
 IL FIANCHEGGIATORE
Ho voluto mettere come titolo di questo brano gli ispiratori dello stesso.
Non sono un filosofo, anzi non ho mai studiato seriamente filosofia, nemmeno al liceo, e non sono neppure un biochimico (sorry… what exactly is “biochimica”?). Ma non ci vuole una laurea alla Sorbona per conoscere chi ha scritto la “Fenomenologia dello spirito”  e di cosa in essa si parli, pur ovviamente se per tratti MOLTO sommari; e non serve aver studiato al M.I.T. per conoscere il nome di chi ha vinto un Nobel disegnando la struttura del DNA.
Il cinema invece mi piace assai, e “dirty Harry” è uno di quei personaggi che non parlava molto, ma quello che diceva restava impresso a chiare lettere. E mi colpiva in particolare quando sentenziava “ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti”.
Fenomenologia, DNA e limiti… ecco di cosa parlo!
Per ultimo aggiungerei una sana ricerca o osservazione empirica, cosa che mi riesce ben più agevole essendo la verità e la razionalità due principi che mi ispirano e che cerco di seguire nel modo più rigoroso possibile.
Ora proviamo a prendere un pizzico di ogni ingrediente ed a infilare il tutto nel nostro shaker quotidiano. Ciò che ne esce è una serie di osservazioni sul comportamento ma soprattutto sui desideri del genere umano, di quello femminile, che è poi quello che mi interessa…

Cosa vogliono le donne?
Ritengo che l’archetipo di uomo desiderabile sia un bel mix tra il corpo di un modello, di quelli che vedi da Abercrombie, il fascino di Sean Connery, il cervello di Leonardo da Vinci, e l’affidabilità di una Toyota Corolla.
Desiderio, ahivoi irrealizzabile!


Si perché avrò un sacco di difetti, ma so riconoscere i limiti, miei e altrui. Poiché è certo che sia io, sia tutto ciò che mi sta intorno di limiti ne ha eccome. Ed ecco anche perché nel momento in cui opero una scelta so che essa ha dei limiti e mi rendo conto che può avere pregi e difetti. Tutto sta, credo, nel capire quali minus sei disposto ad accettare in funzione di ciò che vuoi avere. Perché mi sa tanto che nessuna scelta sia solo rose e viole… Quindi se voglio una compagna che mi faccia impazzire in ogni situazione, perfino durante un C.d.A., con il sesso, devo mettere in preventivo che essa non sia Maria Goretti reincarnata, anzi sia di fondo un po’ maiala, e quindi soggetta a tentazioni anche esogene al nostro rapporto. In soldoni, è assai probabile che mi metta un bel palco di corna con il primo ragazzo più bello o più ricco che incontra. Se esco con Paris Hilton, so che è possibile trovare su Youtube un filmino porno in cui recito, dopo qualche giorno.

Non fate quelle facce! Sono situazioni ipotetiche, l’ho detto che conosco i miei limiti! E ancora, non fate quelle facce! E’ una questione di probabilità. Alta quando dico che la mia donna se maiala può uscire con uno più bello e più ricco, bassa quando si parla di quella svampitella  troietta biondina multimiliardaria. Ma pur sempre probabilità.

Ora le lettrici saranno assai incazzate con lo scrivente, ma io ritengo che se una donna è un po’ maiala lo è con tutti, non solo con me, perché è il suo DNA che le dice di essere maiala. Se una è infedele una volta, è assai possibile che lo sia di default e non una tantum, se una è attratta dal potere è più probabile risponda al nome di Nicole Minetti (se per caso stai leggendo e sei Nicole Minetti, non volermene… sono tue dichiarazioni) invece che di Madre Teresa.

Uno dei miei mantra è: “non uscirei mai con una che lascia il proprio uomo per me. Perché? Potrebbe rifarlo!”
So già che il popolo femminile sta pensando che queste sono tutte – tranne quella della Minetti –  cazzate. Il gineceo al gran completo è assai più virtuoso e queste cose non le fa. E forse è vero.

Esso è, per la gran maggioranza, migliore di così, e certi comportamenti non sa cosa siano. Forse sono solo molto sfigato e tra i miliardi di femmine che vivono sul nostro pianeta io ha avuto la rogna di incontrare solo quelle che si comportano nei modi appena descritti.
Io non credo molto alla statistica. Credo di più alle scienze empiriche, e le mie osservazioni sono quindi reali, non frutto di astrusi costrutti matematici dimostrabili solo per assurdo. Posso però accettare il fatto contrario, ovvero di aver incontrato solo quelle persone che fanno parte delle categorie residuali, quelle che inificiano la veridicità di un’affermazione. Può essere. La mia scarsa conoscenza dell’universo femminile – essendo uomo sono a svariati anni-luce dal comprendere la mente donna – può portarmi a conclusioni errate.

Ma tali conclusioni sono corrette per quanto riguarda la situazione opposta.
Cioè, i comportamenti dell’uomo verso le donne sono piuttosto radicati e standardizzati. Il limite tutt’al più sta nel fatto che se uno ha un’attitudine la metterà in pratica sempre, e spesso a prescindere della persona che si trova di fronte. Il vostro uomo l’avete scelto per la sua pacatezza? Non incazzatevi se non vi propone ogni sera sesso facendo bunjee jumping ma a volte si accontenta della routine a letto. Se siete attratte dal “bello dannato e maledetto” che magari ha avuto pure una vita complicata con qualche periodo al gabbio, ricordate che la sua peculiarità è quella di una vita pericolosa, in cui può essere frequente aver a che fare con le forze dell’ordine; la settimana cippa-lippa & amoruccio in beauty farm a farsi sommergere dal fieno non fa per lui. 

Se vi innamorate di un pilota, è difficile che lui vada a spasso con un’utilitaria e che quando ha fretta rispetti i limiti di velocità. O ancora se vi piace il superpalestrato, maniaco del suo fisico in ogni dettaglio, è possibile che vi freghi la tessera per la ceretta dall’estetista, o la dieta supermacrobiotica a zone, o se siete particolarmente sfigate magari pure un amico (…). Ognuno ha le sue peculiarità che non possono essere mutate, pena l’eventualità che poi il vostro uomo non vi piaccia più perché “non è più quello di un tempo”, e soprattutto esse sono tanto differenti quanto incompatibili l’una con l’altra.. Ecco perché dicevo che l’archetipo ideale non è realizzabile. Se uno è figo, lo sarà con tutte, ed essendo esposto alle attenzioni di tutte – in quanto figo – è molto difficile che sia anche fedele e attratto da una sola cosa bella. La saggezza popolare dice che chi vede vuole e che l’occasione fa l’uomo ladro. Esemplifico: se siete delle supergnocche e riuscite a concupire uno dei già citati modelli di Abercrombie, e facile che anche un’altra ragazza bella quanto o più di voi, faccia la stessa cosa il giorno successivo, e il modello, poiché dotato di un corpo atto al femminil  sollazzo, si spacchi in due per sollazzare appunto anche l’altra. La peculiarità del figo è quella, non è la fedeltà.

Apro una piccola parentesi ad uso e consumo di un paio di donne che ho conosciuto: per aver le attenzioni di uno di questi modelli BISOGNA essere molto fighe. In senso assoluto, non relativo. Chiarifico ulteriormente: se io dico che siete delle bellissime ragazze è inteso che lo siete dal mio punto di vista. Che è relativo. Ciò non fa di voi delle cesse, anzi, ma è ovvio che vi ridimensiona rispetto a Gisele Bundchen. Funziona nello stesso modo quando voi dite che io sono un bel ragazzo: lo so che è relativo. Anche perché voi, non essendo né Eva Herzigova né Charlize Theron, siete abituate a vedere gente comune, tra la quale io posso anche apparire carino. Se mi trasferite nell’harem di una delle succitate personagge è chiaro che faccio la figura di una caccola. Quindi per far colpo sui modelli di Abercrombie bisogna essere molto belle per i loro standard, che sono un (bel) po’ più alti del mio e  di quello del 98,3% delle persone che conoscete.

Il principe azzurro con bianco destriero solo nei film – anzi solo in quel film – si innamora di una puttana di Hollywood boulevard. Però voi volete quello. E lo volete proprio Azzurro con cavallo bianco questo Principe. Se è un po’ sbiadito o un po’ più cupo, o se il cavallo è un ronzino grigio, proprio non lo cagate. Anche se lui per voi si smazzerebbe che so, il viaggio in un ospedale a 120 km da casa solo per accompagnarvi a ritirare le vostre analisi del sangue e aver la possibilità di passare qualche momento con voi (hai capito cara “amica” mia? N.d.A.)

Però voi continuate a volerlo Principe ed Azzurro e non guardate altrove. 
Sognare va bene, lo fanno tutti, ma quel sogno lo hanno già fatto altre. Siate originali: nell’originalità spesso si trova soddisfazione.
BESTIARIO DEL MASCHIO TARGATO SECOLO XXI: "the best of".

BESTIARIO DEL MASCHIO TARGATO SECOLO XXI: "the best of".


… “the best of” : ecco la classifica di BLONDEVIL sulle frasi più celebri, nonché ricorrenti,  pronunciate dagli uomini alla fine di una relazione.

1) Non ti ho mai preso in giro;

2) Sono stato sempre sincero con te (solo in apparenza sembra lo stesso concetto della sub 1); in realtà trattasi di due pensieri stupendi diversi);

3) Sono sempre stato chiaro (vedi sub. 2));

4) Non ho recitato con te (alle volte con l’aggiunta di “mi fa male che tu lo possa pensare”);

5) Ti voglio bene ma non ti amo (non conoscono la differenza di significato);

6) Non volevo solo scopare (ma anche, non ho fatto mille chilometri solo per);

7) Non è stato un trombamici tra noi (però per te siamo amici e abbiamo trombato);

8) In quei momenti sono stato me stesso (senza controfigura, of course);

9) Siamo su strade diverse (eccerto, io abito da un’altra parte della città);

10) Ti prego di perdonarmi, la colpa è solo mia (ci mancherebbe che dessi a me la responsabilità della tua stoltezza congenita);

11) Scusa tu non c’entri, sono io che ho la testa confusa (capisco, l’abuso di sostanze psicotrope e di alcool rende poco lucidi);

12) Tu sei una persona speciale (non mi ci volevi tu a dirmelo, sapevo già);

13) Ti auguro il meglio (sarà il caso di effettuare qualche rito scaramantico);

14) Restiamo amici perché io sono affezionato a te (lo stesso affetto che nutri verso la tua tartaruga?);

15) Ti penso e non ho niente da nasconderti ma non credo sia opportuno incontrarsi (cos’è. ti vergogni?ti senti in colpa per avermi trattato come un guanto da cucina?);


To be continued..

Posted by BLONDEVIL
Preferisco pentirmi: FIORELLA MANNOIA – C’è TEMPO.wmv

Preferisco pentirmi: FIORELLA MANNOIA – C’è TEMPO.wmv

(Tributo a Isadora Drunken)

Preferisco pentirmi: FIORELLA MANNOIA – C’è TEMPO.wmv

Dicono che c’è un tempo per seminare
 e uno che hai voglia ad aspettare
 un tempo sognato che viene di notte
 e un altro di giorno teso come un lino a sventolare.
C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.
C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro c
he non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
 di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.
C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.
Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare