Uffa

Uffa

“Uffa”?


Uffa cosa?
Uffa che non puoi vedermi?
Uffa che non hai modo di scappare da me o con me?

Oppure perché sei là? Ed è là che vuoi/devi/non puoi fare a meno di stare?
O che, come Vasco, siamo ancora qua?
O che non lo siamo come vorresti, forse, e come vorrei io, anche.
Uffa perché vorresti svegliarmi infilandoti sotto il lenzuolo e non puoi nemmeno chiamare?
Uffa perché la tela non è mai pronta
o perché io continuo a disfarla e a spostarla?

Uffa perché io sono Circe o uffa perché io sono Itaca?
O perché se tu sei Ulisse, 
sono io che non mi fermo mai, che non ho casa, che non ho confini?

Uffa perché sei stanco o uffa perché sei arrabbiato?
Uffa perché non sai perché o per il contrario?
Uffa perché?

Perché scrivi uffa?

Penelope L. S.
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"Mi è bastato vederti da lontano" – Flavio Oreglio

"Mi è bastato vederti da lontano" – Flavio Oreglio

Vederti da lontano

“Mi è bastato vederti da lontano… per capire quanto era grande la tua bellezza;
mi è bastato vederti da lontano… per capire quanto ti avevo già desiderata;
mi è bastato vederti da lontano… per capire da quanto tempo ti avevo aspettata.
Mi è bastato vederti da vicino… per capire… minchia, da lontano non ci vedo proprio più un cazzo.”
Flavio Oreglio

Si sta come d’autunno, i bagnini, a Riccione.

Si sta come d’autunno, i bagnini, a Riccione.

Non sono la persona adatta per dare consigli. 

(Ecco un buon motivo, quindi, per avere un blog?)
No. Soprattutto, visti i pregressi, sono davvero negata per darne sulle relazioni.
(Non si dice che chi non sa fare insegna?)
Può darsi. Ma oggi non ho voglia di luoghi comuni.
Ne vorrei di nuovi. Di straordinari. Ma alla fine credo (temo?) che per avere qualcosa di straordinario, tocchi poterselo permettere. E io non posso. S’è visto. E ho dei testimoni.
Quindi, oggi, niente blog. Oggi non ci cavo un ragno dal buco. 
Oggi.
Addirittura.
Me la cavo perfino meglio con la poesia. 
Inutile per inutile, meglio che quel che scrivo, almeno oggi, lo sia fino in fondo.
“Si sta come d’estate,
Sulla merda,
Le mosche.
Come d’autunno,
I bagnini,
A Riccione.
Come d’inverno,
A Utrecht,
Le rondini.
Come a maggio,
Sull’erba,
Gli skilift.
Come di giorno,
A Les Iletas,
Nosferatu.
Come di sera,
Su un crisantemo,
La farfalla del mattino.”