Davvero ci credi? (Discorso tra Elettrico e Blu)

Davvero ci credi? (Discorso tra Elettrico e Blu)

Blu: Davvero ci credi ancora? Nell’happy ending, intendo?
Elettrico: Sì.
Blu: Come fai, me lo dici?
Elettrico: Non lo so, ma ci credo.
Blu: Ah sì? E sulla base di cosa, scusa?
Elettrico: Boh. non so. Niente in effetti. Niente di particolare. Non è che devi sempre trovare una spiegazione logica per tutto, sai. Ma me lo sento…
Blu: Seee certo, ma piantala va’… se lo sente, lui e da che lo senti, scusa, eh, dalle vibrazioni? Cos’è una questione di energia?
Elettrico: ForZe sì… che ne sai tu, pieghevole di uno spettinato moscio che non sei altro? Tu te ne stai lì in attesa di essere portato in giro per il mondo, un giorno a Catania, una notte a Parigi, un weekend a Campiglio. Aspetti solo di entrare nel beauty e partire e quando Lei è a casa non ti guarda neanche… cosa ne vuoi sapere tu, eh, di amore, di energia, di empatia? Secondo me uno come te, tutto preso dai suoi viaggi, non si innamora neanche!
Blu: guarda, non raccolgo nemmeno. Sappi però che io mi innamoro eccome. E di sicuro più di te: sapessi quante spazzoline one shot ho visto, io, solo nell’ultimo anno… dalle quattro stelle superior con il casco di vetro, alle plasticose usa e getta dei tre fino alle agilissime ribaltabili da B&B…
Elettrico: e secondo te è amore quello? Una notte e via lo chiami amore?
Blu: amore? Certo che lo chiamo amore! È il più totale e sicuro degli  amori, quello da una notte e via, e l’unico che non ti deluderà mai, imbecille! Il tempo rovina tutto, anche le statue. Figurati l’amore.
Elettrico: eh no, caro mio: ti sbagli, di grosso, anche! È un altro il nome da dare a quelle robe lì, e non finisce per ore, ma per esso. Quello di cui parlo io, invece, il tempo lo supera, anzi lo schiaccia ed è così forte e potente che puoi anche prenderlo a sberle, buttarlo giù dal balcone, raccontargli scemenze per farlo andar via, fingere un elettrochoc, far finta di essertelo dimenticato e correre veloce come il vento o lanciarlo il più lontano possibile, ma lui, quello vero, non ti molla. Fa un po’ di giri dell’isolato. Lascia che le acque si calmino e poi torna. Come un boomerang.
Blu: e quindi tu dici… davvero sei sicuro…
Elettrico: no. Non dico niente e non sono sicuro di nulla. Ma so solo che certe cose, per quanta energia tu ci metta nel tentare di spegnerle, non smettono di farti vibrare.
Blu: sarà, ma io mica ci credo, sai. E poi, scusa, forse t’è sfuggito, ma non tutto torna, non tutte le storie finiscono con il lieto fine come le ciambelle col buco.
Elettrico: vero. Non ti dico che tutte finiscano bene, ti dico solo che per esperienza personale qualcosa può anche finire, anche essere buttata via, come è successo a me con Kelly Caleche, ma se ti è entrata dentro, non ti lascerà mai davvero.
Blu: mmh. Sì, ho capito, parli delle gemelline Hermés. Una delle due, la piccola, ha condiviso anche un viaggio con me, una volta, verso Londra. Ma mi risultano morte, o sbaglio?
 Elettrico: non lo so. Sono mesi che non ho più notizie. Ma ho ancora il loro profumo in testa e ti dico che quello, di sicuro, non se ne andrà mai. E poi, chi può dirlo, è un attimo, sai? Basta che tornino…
Blu: non sarebbero le stesse. Io no, mi spiace, ma non ci credo, neanche un po’.
Elettrico: Io sì, invece, almeno un pezzettino. E poi, pensaci: dopo un po’, anche due minuti alle volte, non  siamo gli stessi nemmeno noi, no?1
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MUTANDE PARLANTI: il contrattacco.

MUTANDE PARLANTI: il contrattacco.

Nel cassetto della biancheria.

  • (LaRossa, rivolta a Sophie) Ma tu l’hai vista, di recente, no, scusa, ma ti rendi conto di com’è messa?
  • (Sophie) Perché scusa? Cos’ha di strano? Mi sembra stronza, indaffarata e incasinata come sempre.
  • (LaRossa) Ma daaaai, non ci credo che non l’hai notato! Non vedi che faccia? Non ti accorgi che non dorme? Che non esce? Che non ci guarda nemmeno più? Anzi, non solo non ci guarda neanche ma non ci vede nemmeno!
  • (Sophie) E va bene, dai, sarà un periodo più incasinato degli altri, vedrai che passa.
  • (LaRossa) Ma allora sei proprio scema tu, eh! Non vedi che non mette altro che le secondapellediintimissimi? Io faccio la muffa da almeno tre mesi. Tu… tu boh, saran sei o sette. Toccherebbe chiedere sotto, al cassetto delle sottovesti, come vada da loro e se ci sia movimento.
  • (Sophie) Aspetta che ora mi sporgo e le sento. Ragazze, Toc Toc, ci siete? Siete sveglie?
  • (Regynald, il reggicalze) Mmh.. no. Cazzo, dai, sono le cinque e mezza! Lo sai che non ci svegliamo mai prima di cena!
  • (Sophie) No, scusate, davvero ma è un’emergenza!
  • (Regynald) Parla allora, e spicciati, che col cassetto aperto fa un  freddo boia e se mi si spappolano le gommine poi non tengo su le calze nemmeno col bostik.
  • (Sophie) Sentite: la rossa mi dice che secondo lei c’è qualcosa che non va, che non c’è più movimento, che Lei non dorme e dice che ha una brutta cera. Voi ne sapete qualcosa?
  • (Regynald) Mah. Per me non ci sono grandi drammi. Sono uscito un mese fa con le veline di seta e direi che è tutto apposto… anzi, una gran serata a dirla tutta.
  • (Barbarella, microsottoveste di pizzo verde) no, aspetta, Reggy,in effetti qualcosa è cambiato e non ci credo che non se ne sia accorto nessuno. Io sono fuori spesso, a settimane alterne perché poi lei non mi lava in lavatrice e mi tocca andare in lavanderia, ma non la vedo più dormire con un lui da almeno … fammi pensare… da almeno un paio di mesi, circa.
  • (Ursula, babydoll nero) anch’io son fuori e confermo la versione di Barbarella. Dormo con lei (io però vado in lavatrice, a trenta gradi e non ho mai visto una lavanderia) e per quanto ne so non ha compagnia notturna da settembre. Ipad, libri e cervo di pelouche a parte.
  • (LaRossa) ve lo dicevo io! Dev’essergli successo qualcosa. Dobbiamo reagire!
  • (Sophie) in che senso scusa?
  • (LaRossa) allora: chiama le secondapelle e falle nascondere, io, te e Trilly ci mettiamo al posto loro, nella scatolina bianca e mandiamo le altre in esilio per qualche giorno. Almeno così sarà costretta a metterci, sai, nella fretta dell’alba prima di catafiondarsi in ufficio…Poi vediamo che succede.
  • (Sophie) secondo me se ne accorge e poi salta fuori un casino.
  • (LaRossa) ma va’! Per come è messa, non se ne accorgerebbe neanche se ci spalmassimo tutte di latex e croccantini per il gatto. Proviamoci. E poi vediamo.
(continua, forse, un giorno, ma non vi assicuro niente)

CONVERSAZIONI IN TACCO 12: LA RIVOLUZIONE VIRTUALE DI WUM.

CONVERSAZIONI IN TACCO 12: LA RIVOLUZIONE VIRTUALE DI WUM.


L’ambientazione:
Cabina armadio della casa di Wum.
Stacco sul terzo ripiano dal basso. Scarpe da giorno.
Pomeriggio inoltrato.
I personaggi:
DAY RUSH: Ferragamo ruggine. Tacco 8 (dette anche la milanese da metrò).
BONTON : Pelle beige. Piccolo plateau. Tacco 12. Femmina, alta ma comoda e un po’ naif.
BLACK MAMBA. Vernice nera. Tacco 12. A spillo. Una bomba sexy pret a portèr.
THEQUEEN: Birkin nera medium size. Pelle togo. 2008.
GENERALE LEE: stivale nero, lucido. Al ginocchio. Maschio. Molto serio.

PRIMO TEMPO.
DAYRUSH (sottovoce): ragazze…
BONTON: sì, Day, cos’hai?
DAYRUSH: avete sentito cos’è successo?
BLACK MAMBA: non ce l’avrai ancora con i sandali da vichinga mi auguro?
DAYRUSH: ma no, ma no,  è acqua passata. E poi parlavo della veglia funebre. Ne sapete niente?
BIRKIN: se volete dettagli, io ci sono.
BLACKMAMBA: sìsì dettagli dettagli. Tipo, secondo te com’era?
BIRKIN: niente di che, ad essere onesta.

BONTON: beh. A me piaceva però. Era carino.
BLACKMAMBA: mah. Secondo me tu ti fai di lucido. Carino? Che parola è “carino”?
BONTON: sì. “carino”. cosa c’è di male a dire che uno è carino?
BLACKMAMBA: c’è che CARINO si dice di un cane. Di un vaso. O di un criceto. Ma di un uomo, ciccina, tutto puoi dire fuorché carino.
BLACKMAMBA: maddai, che lo sappiamo che a te basta che respirino e  non dicano parolacce, anzi soprattutto che non dicano parolacce, vero? Miss mi va bene tutto?
BONTON: certo, a sentir te non ce n’è uno decente, son tutti insignificanti. O idioti. O insignificanti e idioti.  È perché sei una vipera!…  una vipera: ecco perché ti chiamano blackmamba.

BIRKIN: smettetela ragazze. Sempre a litigare voi due.
BLACKMAMBA: guarda Birkin, con tutto il rispetto, solo perché lei ha quella faccia da maria goretti lì non vuol mica dire che vada santificata, sai? Io avrò anche questo corpo da urlo fetish, ma non me la faccio con il primo cappotto che passa, per lo meno.
DAYRUSH.  Piantatela. Non gliene frega niente a nessuno dei vostri battibecchi da pollaio. Tanto meno ai lettori di WUM. Arriviamo al punto. Birkin, hai news?

BIRKIN: altro che news. Qui c’è in ballo una rivoluzione.
DAYRUSH: rivoluzione? Ho sentito bene? Hai detto rivoluzione?
BIRKIN: Ha ah.
BLACKMAMBA: ovvero? Vai al sodo!
BIRKIN: è complicato, ragazze, sfocia nell’astratto. Un po’ come l’arte contemporanea.
BONTON: non capisco.
BLACKMAMBA: strano.
BONTON: stronza!
BLACKMAMBA: l’hai sentita? Ha detto una parolaccia. Come minimo adesso andrà da Padre Ralph a confessarsi. Chissà che spettacolo!

BIRKIN: continuo o mi butto dallo scaffale e chi s’è visto s’è visto?
In coro: continua.

BIRKIN: beh. È una cosa virtuale.
BLACKMAMBA: virtuale? Tipo sesso telefonico? Si fa interessante!
BONTON: troia.
BLACKMAMBA: bonton, guarda che se vai avanti così finisci all’inferno.
BONTON: inferno? C’è un inferno anche per le scarpe?
BLACKMAMBA:  certo, l’inferno è il cassonetto, e il purgatorio il container giallo della caritas.
BONTON: parlo con te, Birkin, che con lei è tempo sprecato. Mi dici allora, cos’è la storia del virtuale?
BIRKIN: è che si è presa una cotta.
DAYRUSH: chi? Lei? SuaSignoria? Non ci credo!

BIRKIN: infatti no, lei no. ma l’avatar sì.
BONTON: l’avatar? Cioè Wum?
BIRKIN: sì. Ve l’avevo detto che non era semplice da spiegare. E in effetti è un bel casino.
BLACKMAMBA: WUM? Impossibile. Non esiste WUM. Wum è solo l’acronimo di Women Users Manual. Da quando gli acronimi si prendono le cotte? Se andiamo avanti così, prima o poi toccherà anche alle sineddoche.
BIRKIN: già. come fa, chiedi? Mmh. Prova a pensarci. Nello stesso modo in cui tu, cara la mia Mambonumberfive, sei qui che parli.
BONTON: e per parlare parli, oh se parli! A vanvera, magari, ma parli!
BLACKMAMBA: Bonroll, stai zitta. Che ancora non abbiamo capito come tu sia finita qui.
BONTON: piantala un po’, Casadei in saldo, che lo sanno tutti che vieni da un outlet.
BLACKMAMBA: tu no. Botolo. Ma sei grassa lo stesso.

DAYRUSH: ragazze. Siete noiose. E perdete di vista il nocciolo. Qui c’è un’avatar con una scuffiata. E direi che toccherebbe concentrarci su quello, invece che litigare sul prezzo di una o la stazza importante dell’altra …
BONTON: STAZZA IMPORTANTE A CHI? Vecchia ciabatta! Sarai pure una Ferragamo. Ma sembri mia nonna belarda. E quelli cosa sarebbero? Tacchi? Ah sarebbero tacchi? Pensavo un brufolo.

GENERALE LEE: SIGNORE! AAAAAAAAATTENTI!
BIRKIN: buonasera Generale.
GENERALE LEE: non le tiene più eh, signora?
BIRKIN: cosa vuole che le dica, son ragazze …
GENERALE: ma quando è troppo è troppo.
BIRKIN: piuttosto, lei sa niente dell’avatar?

GENERALE: mmh. Qualcosa. Non molto. Ero in ufficio con lei, qualche giorno fa. Ma sa, dalla mia posizione non è che si veda granché.
BIRKIN. Come la capisco Generale… anch’io alle volte finisco sotto la scrivania. Comunque quel giorno, ero sopra, non sotto. E ho visto tutto.
BLACKMAMBA: cos’hai visto?
BIRKIN: ho visto Wum e l’avatar maschio, gigioneggiare on line.

BLACKMAMBA: ovvero?
BIRKIN: beh. Prima hann fatto un salto su expedia, per scegliere la destinazione, poi han preso un volo su luftansa.com. in prima classe.
DAYRUSH: Oh! Lufthansa! Io ci son stata, sapete? Mi ha portato alla borsa del turismo a Berlino l’anno scorso… che spettacolo, signore… che spettacolo.
BLACKMAMBA: a quello servi allora? Alle fiere? Ora capisco.
DAYRUSH: mi sa che ha ragione Bonton. Ma non raccolgo. A parte Birkin, mi sa che qui sopra sono l’unica Signora di nome e di fatto. Comunque, dicevamo, dove sono andati poi?

BIRKIN: Direzione caraibi.it. sono stati lì per pranzo, han fatto due bracciate e al rientro son scesi per un caffè  a Napoli, in piazza del plebiscito, sul sito della proloco.
BLACKMAMBA: apperò. Si trattan bene i due virtual- peugeon!
BIRKIN: certo. Possono permetterselo: sono solo bit.

GENERALE: Sssh, zitte! Ho sentito un rumore. è la chiave! È arrivata. Tutte ai propri posti. Che non voli una mosca.

BLACKMAMBA (sussurrando): birkin… birkin, occhio, nel parlare t’è sceso il lucchetto. T’aveva chiuso per benino, no stamattina?
BIRKIN (con un fil di voce): grazie black. A buon rendere. 
VEGLIA FUNEBRE IN MEMORIA DI BLU

VEGLIA FUNEBRE IN MEMORIA DI BLU


Verde: ssh. La piantate? Dovremmo essere tutti un po’ più rispettosi, non credete?

Azzurro: “rispettosi”? maddechè, per uno che abbiam visto sì e no 48 ore e in tutto avrà detto a far tanto una parola. E poi, sorry bambolo, ma non stiam mica facendo baldoria. Per due chiacchiere tutto sto casino?

Verde: era taciturno. Questo è vero. Ma non per questo non merita il nostro rispetto. Anche se per poco, è stato uno di noi e ha fatto parte della nostra famiglia.

Azzurro: c’hai uno strano concetto di famiglia, tu, lo sai? E tutto per un outsider. Se penso che alla veglia del tanga non sei nemmeno venuto, guarda, mi girano le spazzole a elica e prendo il volo.

Verde: il tanga? Quale tanga?
Azzurro: quello blu.

Verde: “blu”? un altro blu? Sarà il colore che porta sfiga?

Azzurro: mi stai facendo incazzare. Io ti avviso. Se vai avanti ti faccio fare un giro nella jacuzzi. Versione “tutti giù per il tubo”.

Verde: comunque giuro che non mi ricordo proprio.

Azzurro: è colpa del neurone dell’acqua lete. È da solo e non fa contatto con nessuno. Il tanga era quello con i fiocchetti di velluto marrone, quello arrivato da Cannes.

Verde: Cannes? Giusto a tema, mi pare.

Azzurro: se non la pianti chiamo lo spazzolino del cesso e gli dico che ti sei innamorato di lui. Poi vediamo come la metti.

Verde: chi? Attila? Attila no, per favore. Non è proprio il mio tipo. In ogni caso, senza che ti scaldi tanto, adesso ho capito: parli di quella troietta francese … una più facile di così non si era mai vista. almeno non fino all’arrivo di Sophie.

Azzurro: si dà il caso che la “troietta” fosse MIA AMICA. E fosse davvero una della famiglia, brutto bigotto di uno.

Verde: mpf. E quand’è che sarebbe morta che non mi ricordo?

Azzurro: non lo sappiamo. Sappiamo solo, dalle cugine a balconcino, che è stata fatta a pezzi e lanciata da un finestrino a 90 all’ora.

Verde: mmh. Triste, sì. Per il tanga, almeno. Comunque, torniamo a noi che manca poco. Tra dieci minuti sarà qui Padre Ralph.

Kelly: padre chi?
Azzurro: Raph. Padre Ralph. La croce tempestata di pietre preziose. Quello appena tornato dopo due anni al gabbio.

Verde: quello sì che è un gran maschio. E pure mistico: celebrerà lui la funzione.  Ma cosa faceva in prigione?

Azzurro: macché prigione, era in cassaforte, pirla!

Verde: ah. Beh. Comunque sarebbe stato ancora più affascinante.

Kelly: … Scusate un attimo, piccioncini, ma quando è sparito Blu,  io mi stavo preparando per uscire con Yves. Ero distratta, quindi, qualcuno per cortesia, potrebbe spiegarmi com’è avvenuto lo smaltimento?

Verde: guarda, una scena pietosa: lei è arrivata, si è lavata i denti con l’Elettrico, si è truccata e si è messa due goccie di Allure e stava per uscire quando. All’improvviso. Le è caduto l’occhio su Blu. Ha fatto “Ha!” e senza battere ciglio l’ha preso e l’ha buttato nel cestino.

Kelly: quindi è ancora lì? Nel cestino?

Verde: no no. è passata quella cicciona col CIF, le ciabatte rumorose e il terribile sacco nero dell’immondizia. Ha preso il cestino e l’ha svuotato.
Azzurro: sì sì è vero ho visto anch’io.

Verde: ma non dire cazzate, bortolo, che ti sei nascosto dietro la pasta del capitano appena è entrata! Fai tanto l’uomo ma sei un cagasotto ecco cosa!

Azzurro: cagasotto a me? Sei fortunato ad esser lontano, oggi, o un giro nel cestino dei tampax non te lo risparmiava neanche Padre Ralph.

Kelly: sssh. eccolo. È arrivato. Si comincia.

Padre Ralph: siamo pronti, fratelli?

Yves: un attimo solo, finisco di mandare una mail a Parigi e sono da voi.

Azzurro: io quello lì lo odio.

Verde: certo, esce con la tua ragazza.

Padre Ralph: siamo qui riuniti in questo triste giorno per celebrare la prematura scomparsa di uno di noi. Un oggetto che per quanto poco abbia potuto mostrare di sé, e per quanto poco abbia detto o fatto o significato…

Azzurro: ehm ehm. Scusate tutti, non vorrei fare il solito bastian contrario, ma…
Padre Ralph: parla pure, fratello, ti ascoltiamo.

Azzurro: era solo per dire che “prematura” è un parolone, e “uno di noi” una beata fava.

Padre Ralph: un po’ di rispetto, Azzurro, un po’ di rispetto. Per quanto poco sia stato qui, merita il nostro cordoglio. E il nostro rispetto.

Azzurro: scusate. Avete ragione (ma dire rispetto tre volte nella stessa frase, se non c’è l’eco, è povertà neurale, lo saprà?).

Padre Ralph: dicevamo. Siamo qui per ricordare Blu, lo spazzolino arrivato e ripartito nel tempo in cui la terra compie un giro sul suo asse.

Verde: padre, mi perdoni, ma lei ha studiato fisica al cepu o cosa?

Padre Ralph: allora! Adesso mi avete rotto. Già con ‘sta storia che solo perché sono forgiato a croce m’è toccato fare il prete, non mi si fila neanche Giallina. Vorrei vedere voi se tutte le fighe del quartiere vi guardassero tipo MonnaLisaSmile e passassero oltre. E mi tocca pure sentirmi insultare mentre cerco di commemorare uno che nemmeno mi piaceva. Che cazzo!

Kelly: il padre ha ragione. O facciamo i seri, o la piantiamo con la farsa della veglia. Tanto più che nell’incipit l’ha detto pure lui: per quanto poco abbia fatto. O “SIGNIFICATO”.

Azzurro: io voto la seconda.

Verde: ok. sono stufo. Anch’io. E vaffanculo pure a Blu. Tanto era etero. E pure stronzo.

Padre Ralph: Amen.
MA TU L’HAI VISTO QUELLO (2 PARTE)

MA TU L’HAI VISTO QUELLO (2 PARTE)

(un dialogo nel mobiletto del bagno)
tanto per cominciare se non hai letto la prima parte, provvedi (o ti perdi il bello)
http://www.womenusersmanual.com/2011/03/ma-tu-lhai-visto-quello.html
Verde: possiamo cambiare discorso?? Non credo che la mia vita sessuale riguardi te o chicchessia qui nel mobiletto del bagno.
Azzurro: già-già. E comunque visto che non sei interessato al genere potresti anche piantarla di fare il simpaticone con le gemelle Caleche, no?
Kelly Caleche: scusata, voi due? … di che cosa state parlando?
Azzurro: tesoro ciaaao… mamma come sei bella oggi!
Verde: parlavamo dell’outsider che s’è infilato qui ieri sera.
Kelly: chi? Quel bel tipo blu col cappello di plexi? Sembra Paul Newman.
Azzurro: “bel tipo?” ma l’hai visto? Peserà tre grammi con il dentifricio, a far tanto! Guarda me, che belle linee, e che muscoli… mica lui, va’là. E poi, scusa, bambolona, ma, dico io, non ha un filo di gomma, è tutta plasticaccia, e poi è piatto, sarà chic, con quel cappello, ma hai visto il mio pulisci lingua? E lo sai cosa ti farei io con quello?
Kelly: mmh. No. sinceramente non l’avevo notato. E comunque non mi interessa. Lo sai che esco con Yves. Son tre settimane che ci provi a turno o con me o con mia sorella. Almeno ti decidessi…
Azzurro: ma tesoooro siete identiche! E scusa un attimo, ma Yves non era gay?
Kelly: uno, lei è più vecchia di un mese! E due, Yves non è mai stato gay. È solo francese, scemo.
Verde: comunque anch’io pensavo foste gemelle.
Kelly: certo, solo pevché siamo tutte e due figlie d’Hermes. Ma dove hai gli occhi?
Verde: ma non stavamo parlando di Blu?
Azzurro: sì si. A proposito, Kellina, ma tu l’hai visto arrivare?
Kelly: certo. Prima che Lui avvivasse, Lei mi ha tivato giù dallo scaffale, dopo la doccia e dopo la cVema si è spaVata un givo d’apertuva, e poi mi ha lasciato sul lavandino. Vicino a quella puzzona della spugnetta leva-trucco.
Giallina: puzzona a chi, brutta befana?
Kelly (ops mi deve aver sentito): scusami tanto, giallina, non credevo sentissi
Verde (sotto voce a kelly): perfidissima!
Giallina: fate tanto le snob, voialtre profumine, ma c’è gente fra di voi che sta lì a far la muffa dei mesi prima che Lei si decida ad usarvi. Invece io, sarò anche un’offerta speciale del discount, ma sto con lei tutte le sere. Mi prende, mi bagna con il latte e quando ha finito, mi risciacqua per benino.
Kelly: tanto puzzi lo stesso. rassegnati.
Giallina: sarai stronza! Io non puzzo. È che sono naturale. Mica chimica, come voi altre super snob del primo piano!
Kelly: va bene- va bene, lasciamo stare. Comunque, tu che sei così vicina a Lei, cosa ne pensi della new entry?
Giallina: di Paul, intendi, o del maschietto di ieri?
Kelly: di Paul, insomma di Blu, lo spazzolino intruso…
Giallina: mah. Blu è un bel tipo. Ma voi non sapete una cosa che io so.
Verde, Azzurro e Kelly in coro: CIOè???
Giallina: voi dov’eravate domenica?
Verde: aspetta… fammi pensare. Nella trousse di Sephora. Ho passato il week end in montagna.
Kelly: anch’io ero in montagna, ma non nella trousse, mi ha messo nella Birkin.
Azzurro: io pure. Nella borsa della palestra. Sono uscito solo ieri sera, quando ha buttato tutto in lavatrix. E per un pelo non ci finivo anch’io. E quindi? Cos’è successo domenica?
Giallina: beh. Tanto per cominciare il tipo di ieri era qui anche venerdì.
Verde: maddai! Allora si fa seria!
Giallina: aspetta, non correre. Non c’era solo lui, il maschio intendo. Con lui, mentre lei era distratta, è arrivato anche un altro spazzolino.
Azzurro: noooo!
Giallina: sì! Anzi, Azzurro, sai che sembrava tuo fratello?
Azzurro: impossibile. Sono figlio unico. E fuori produzione. La mia famiglia è stata acquisita dalla Reckitt e han dismesso la linea.
Giallina: sarà, ma mi pareva tanto simile. Comunque. Non vi interessa sapere cosa ne è stato?
Verde, azzurro e kelly- in coro – : sìììì diccelo dai
Giallina: lei domenica, si è messa a ribaltar tutto, in cerca dello chopard che le aveva prestato sua sorella. Quello della mille miglia del 2007, vi ricordate?
Verde: come dimenticarselo? Stile, classe e sex appeal da vendere in un solo oggetto. Con quel cinturone di gomma e la ghiera tutta nera… ah. Che maschio, signori, che maschio!
Azzurro: EDDAICAZZO! Piantala un po’ che ci hai rotto. Guarda chi ti pare e strusciatici pure, ma mollaci con i dettagli.
Giallina: ecco, in ogni caso, lei stava cercando il 2007 e nello spostare tutto, ma proprio tutto, ha fatto un po’ di piazza pulita. Non vi nascondo che quando mi ha preso in mano e si è messa a guardarmi storto ho passato un brutto quarto d’ora. Poi è passata oltre. E butta qui che butta lì, ad un certo punto…
Verde: …ad un certo punto cosa? non tenerci sulle spine…
Giallina: ad un certo punto, ha visto lui. L’intruso azzurro.
Azzurro: azzurro?
Giallina: sì, azzurro, non ti ho appena detto che ti somigliava?!
Azzurro: evabbè ero distratto, non t’incazzà.
Verde: perdonalo, sarà l’età (o che non tromba, ih ih!!)
Giallina: ok-ok.  comunque. L’ha visto. Ha piegato la testa a destra, come fa lei quando non le tornano i conti. S’è guardata in giro, poi è andata nel bagno rosso a controllare che ci fosse quello della sua amica e quando s’è accorta che c’era e che non s’era mai mosso, è tornata di qua e l’ha semplicemente buttato.
Verde: noooooooo!
Azzurro: vedi? Te lo dicevo io! Tempo zero e anche paul-newman-dei-mie-stivali farà la stessa fine!
Kelly: ma dai!
Giallina: non è finita.
Kelly: ah no?
Giallina: no. lui ieri sera se n’è accorto.
Verde: e tu come lo sai scusa?
Giallina: vedete, cari pezzi da museo, mentre voi state sempre lì dentro, salvo qualche fine settimana qua e là nell’arco dell’anno, io mi muovo. E si dà il caso che ieri sera io fossi con LORO in camera mentre ne parlavano.
Azzurro: a sì? e che dicevano?
Giallina: dicevano dicevano. Lui s’è accorto della sparizione, ha chiesto spiegazioni, lei è scoppiata a ridere e si è scusata.
Azzurro: “scusata”? impossibile. Non era lei.
Giallina: ti dico di sì, era lei, era proprio lei. Si è scusata dicendo che non lo sapeva, che non aveva idea che fosse suo e che non riconoscendolo l’aveva buttato.
E lui allora ne ha portato un altro, che si dà il caso ora stia lassù, dietro lo shampoo.
Kelly: e quindi? Quindi forse forse ci siamo?
Azzurro: maddechè? Solo perché ancora e sottolineo ancora non ha fatto fare una brutta fine ad entrambi, non significa che stia cambiando standard.
Kelly: standavd? Di quale standavd pavli?
Azzurro: la conosciamo da un pezzo ormai, no? e tu kellyna più di tutti noi, no? lei è single dentro.
Verde: ma tanto ottimista, e romantica, anche se nessuno lo sa, meno di tutti tu, brutto zoticone d’uno zoticone.
Azzurro: zoticone a chi? Guarda che se  m’incazzo, vengo lì e ti spettino. Così poi lei ti vede tutto sgualcito e ti butta via!
Verde: sai solo litigare, tu, tolleranza zero, eh?
Azzurro: guarda che adesso son diventato il sindaco di new york!
Kelly: la smettete?! Sembvate due innamorati! Sempre a litigave, sempre a giocare a chi ce l’ha più grosso. Perdete tempo mentre qui c’è un intruso. Son passate 24 ore e lei ancora non l’ha espulso. Tocca muoversi.
Azzurro: muoversi? Cioè? Adesso dimmi pure che ti metterai a parlarle e poi siamo apposto!
Kelly: sei pazzo? Non lo farei mai. Le verrebbe un infarto al volo!
azzurro: infarto? Figata!
Verde: cosa sei scemo? Sei caduto nel colluttorio da piccolo o cosa?
Azzurro: macchè scemo, se le venisse un infarto, tornerebbe il suo dottore … e allora ne vedremmo delle belle!!!
Kelly: ci risiamo? La mia idea eva diversa: pensavo di chiedeve alla Birkin, visto che ci esce giorno sì e giorno no.
Verde: allora vai. La prima volta che ti ci infila, non dimenticarti d’indagare e poi fai passa-parola con i trucchi, che loro tornan qui tutte le mattine.
Azzurro: oltre che ricchione sei pure cerebroleso: se i trucchi tornan qui tutte le mattine, non facciam prima a chiedere direttamente a loro, invece di aspettare che SuaSignoria metta Kelly nella Birkin e poi ce la tolga?
Verde: ma cosa devo fare io con te? I trucchi arrivano al mattino con lei, e se ne ripartono pure. Cosa vuoi? Che ci mettiamo a spettegolare in Sua presenza, Pirla! E hai pure il coraggio d’insultare la mia intelligenza.
(continua)
MA TU L’HAI VISTO QUELLO?

MA TU L’HAI VISTO QUELLO?

SPAZZOLINI PARLANTI ALL’ORA DEL THE.


Azzurro: ma tu l’hai visto quello?

Verde: Quello chi, scusa? Non dirmi che ce l’hai ancora con l’elettrico, vero?

Azzurro: Man-no, no assolutamente, quello è acqua passata e poi lo sappiamo tutti qui dentro che non rappresenta una minaccia visto che si dimentica sempre di caricarlo…

Verde: già. Non dirmelo. Ma. Scusa,  allora di chi parli?

Azzurro: Quello lassù in alto, dietro le scorte di shampoo.

Verde: Aspetta, non ci vedo, tocca sporgermi e se poi cado è un casino.

Azzurro: tranqui, ti copro io. Il campo è libero, lei è in ufficio, e se poi cadi chiamiamo il piega ciglia a tirarti su, sempre che non sia occupato a flirtare con kelly caleche.


Verde: non ci arrivo. Cazzo! Aspetta. Quasi. Ecco, ci sono: lo vedo lo vedo, ma. Chi è???
Azzurro: alleluia. Lo vedi che non sono pazzo? È uno nuovo. Ieri non c’era.

Verde: essì. È proprio uno nuovo. Ma magari sarà una scorta, uno di quelli per il non si sa mai…. che lei fa tanto la stronza ma alla fine è un’ottimista…

Azzurro: macchè scorta e scorta, sei proprio pirla tu, lo sai? non vedi che è usato? Vabbè la crisi, ma mica li compra di seconda mano, ti pare? Quello è un intruso, te lo dico io, sarà del tipo che è passato di qui ieri.

Verde: che tipo? e io dov’ero scusa? Mi sarò mica perso lo spettacolo, no? una volta tanto che succede qualcosa!

Azzurro: non so dov’eri tu e, ti dirò, nemmeno mi va d’indagare, ma io ero in prima linea e ho visto tutto.
Verde: tutto? tutto cosa? Cosa c’era da vedere?
Azzurro: beh. Tanto per cominciare il fatto che un uomo sia entrato in questo bagno, caro il mio durbans.

Verde: cafone d’un cafone, Durbans dillo a tuo nonno, che è finito in cucina nel cestino dei detersivi. Io sono un oral b, di quelli raccomandati dai dentisti.
Azzurro: siii oral b dei miei stivali, ma piantala, va’. Comunque, torniamo alle cose serie, non solo ieri è passato Zorro, ma ha pure lasciato il segno.

Verde: ommioddio. E adesso?
Azzurro: e adesso cosa?

Verde: cosa succede secondo te? Dici che ce lo lascia?
Azzurro: mah. Non so. Potrebbe. Sembrava allegra, ma con quell’animale non starei troppo tranquilla. C’è sempre il rischio che si senta minacciata e lo faccia sparire.

Verde: chi? L’uomo o lo spazzolino?
Azzurro: entrambi, direi, visti i pregressi.


Verde: ah sì! Ti ricordi le infradito sulla scarpiera?
Azzurro: ecchiselescorda?! Sono entrate nel guinness dei primati di sparizione al pronti-via: otto minuti, giusto il tempo che lei le vedesse, e CIAO-CIAO.
Verde: infatti il tipo delle infra non s’è più visto!
Azzurro: ma ti pare che una t’invita a cena e tu ti presenti con le ciabatte? Lei in quell’occasione aveva fatto stra-bene a dirgliene quattro!
Verde: ti ricordi?
“e quelle cosa sarebbero?”
“infradito”
“vedo. Vai in piscina?
“ah ah! Noo, le lasciavo qui per la prossima volta”
“… prossima?”
…una bella doccia fredda, ma meritata, in fondo. Però, stavolta … non so, secondo te è pronta?

Azzurro: vuoi la verità?
Verde: sempre.

Azzurro: secondo me no.
Verde: e perché?
Azzurro: beh. Primo perché io ho visto la faccia che ha fatto quando Zorro è entrato in bagno mentre lei si stava lavando i denti.
Verde: ma non avevi detto che era contenta?

Azzurro: prima di tutto ho detto ALLEGRA, e c’è differenza e poi non quando lui è entrato senza bussare. E poi, allegra o no, io ho parlato con le ragazze del primo ripiano.
Verde: … le profumine?
Azzurro: sì, loro .. un gran bello spettacolo, eh?
Verde: non divagare, vai al  succo, maiale.
Azzurro: maiale a me? Sei tu che sei ricchione, caro mio, e i gusti son gusti, sia chiaro, ma guarda che lo sanno tutti che hai una tresca con l’elettrico.

Verde: possiamo cambiare discorso?? Non credo che la mia vita sessuale riguardi te o chicchessia qui nel mobiletto del bagno.

Azzurro: già-già.

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