COME DIVENTARE UNA VELINA.

COME DIVENTARE UNA VELINA.

Istruzioni:
Partendo dal presupposto che velina si nasce e difficilmente si diventa, ecco di seguito alcune perle di saggezza in pillole idrosolubili per tentare l’impervia via della velinitudine.
Innanzitutto, si sa, per fare la velina oltre all’indole ti serve il cosiddetto physique du rôle, alias tette culo e cosce (TCC) da paura, cellulite neanche a parlarle, chiome fluenti e occhio malandrino. Partiamo dalla difficilerrima combinazione TCC. O ce l’hai di tuo o se speri di velinizzarti ti tocca arrangiarti per migliorare la dotazione base di partenza, integrando ad una forsennata attività sportiva quotidiana pure uno dei seguenti regimi alimentari ipocalorici a piacere (si fa per dire):

Dieta Dukan (consentita solo la fase di attacco)
Dieta A Zona( fonti certe dicono che la  BANGLADESH E DINTORNI sia strepitosa)
Dieta dissociata a giorni alterni (nel senso che mangi un giorno poco  e l’altro niente)
Dieta della fotomodella (variante glamour della DDAGA – Dissociata a giorni alterni, che prevede in più l’utilizzo – in parti uguali – di stupefacenti , vitamine e olio di pesce).
Fra le discipline più efficaci e tonificanti annotiamo: le vasche in tacco 12 (senza plateaux, se no non vale) e minigonna in latex sui sanpietrini di Corso Como (Milano; la ronda in via Vittor Pisani (sempre a Mi) tra le 11.00 am e le 15.00 e tra le 18.00 e le 20.00, in finto taillour da manager o  tenuta da fotomodella (leggings, ballera e nano-canottiera semi trasparente) e il famoso  salto del cocktail a tutte le presentazioni auto dei marchi premium . Oltre, ovvio, al sempre ben visto pilates orizzontale.
Sistemato il problema TCC, immaginando che le chiome siano fluenti (se non lo sono, esistono le extension) e che l’occhio sia in grado di malandrinizzarsi a comando, spostiamoci su un altro  – fondamentale e propedeutico – aspetto della carriera in oggetto: il vuoto cosmico a comando. Perché una velina sia velina fino in fondo (e possa aspirare quindi allo sgambettamento sul palco di Striscia) occorre che mai e poi mai, per nessuna ragione, dimostri di essere, in ordine crescente di gravità :
1.colta;
2.intelligente;
3. intelligente e colta.
Non è necessario che non lo sia, anzi, di solito (non sempre, ma di solito) son doti che aiutano, ma è assolutamente imprescindibile che l’aspirante non lo dimostri. Affatto. Nemmeno per sbaglio. Nemmeno da ubriaca, nel sonno o in preda ad un raptus di autocoscienza. Nemmeno sotto tortura. Almeno fino al passaggio da velina ad attrice e – in ogni caso- sempre con molta moderazione.
E poi? E poi niente, tocca avere il coraggio di presentarsi ai casting, superare le selezioni, perdere la faccia davanti a qualche milione di italiani e sperare che la sera in cui esci tu le altre sian più racchie di te. 
Fine.
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VELINE

VELINE

Greggio: leggo qui “fotomodella”, è vero?
Athina Covassi – Velina: sì infatti mi dileguo con un po’ di fotografie qualche sfilata così insomma…

Greggio non raccoglie. La velina non coglie e la kermesse continua, dando la corona, molti molti minuti dopo, ad una bella e caliente Belenina, di sicura provenienza ballerina, tale Kristin Martirosjan, di mamma armena e papà argentino.


(a chi si stesse chiedendo cosa ci faceva WUM davanti a “veline”, rispondo spallucce. E aggiungo, per amore del personaggio che si è disegnata, che WUM ha un figlio, e che questo figlio lei lo credeva piccolo, fino a quando, ieri sera, l’ha sentito chiedere “dai ti pvego mamma, fammele vedeve”).