La matrigna 2.0

La matrigna 2.0

La Matrigna di Cenerella era fighissima e molto molto cattiva e non faceva niente per nasconderlo. 

Nella fiaba, due righe dopo la morte della madre, si presentava come la nuova moglie del babbo e arrivava con tutta la plumbea ferocia di cui solo le vere dark lady della Walter Disney sono capaci. Cenerella rabbrividiva subito e tu – che leggevi o ascoltavi la storia- sapevi subito, fin da quella riga lì, che per Cenerella erano cazzi.
Oltre all’innata e immediatamente sgamabile cattiveria, La Matrigna arrivava tra le pagine alla sepoltura della mamma, mica alla (o -peggio!- prima della) sentenza di separazione. 
Lama no. Lama arriva quando la mamma, magari male, ma respira ancora. E alla metaforicamente seppellita ex-legittima tocca pure istruire Cenerella perché con lei sia carina, priva d’inutili preconcetti e ben disposta e abbastanza matura (fa niente se magari Cenerella ha tre anni e mezzo) da accettare- per il bene del babbo e per la pace nel mondo- la nuova “splendida” compagna.

La signorina Trigna, di nome Lama e di fatto spesso Faina, versione 2.0 dell’originale,  arriva travestita da Biancaneve e sparge fiorellini e dolcetti e cinguettii – saltellando giuliva- dal giorno zero (in cui viene introdotta alla specie autoctona) al giorno tre (in cui acquisisce diritti). E ti incula perché non la riconosci. E, non riconoscendola, abbassi la guardia. 
Il giorno due, all’alba del matrimonio e un minuto dopo aver trapiantato il proprio guardaroba nella nuova casa, già smezza l’ilarità dei toni e l’ampiezza dei sorrisi. Ride ancora, sì, certo, ma un pelo meno di ieri e si prepara all’indomani. 
Dal giorno del giudizio, poi, molla l’ancora della sua pantomima e veleggia serena verso il SUO nuovo futuro. Da quel momento, le coccole spariscono, le torte di mele non lievitano e gli spezzatini alla cacciatora lasciano il passo a carrelli pieni di Sofficini e pasta scotta. Due/tre volte al giorno, preferibilmente durante i pasti, Lama apre la scatola del suo gioco da tavola preferito e – disposte le pedine – inizia con lo SMONTA-LA-EX. Lama è così brava in questo giuoco, da preferito addirittura alle attività botanica di semina della zizania, un cui, si sa, questo esemplare eccelle.
La matrigna del day after, poi, cambia atteggiamento non solo con la Cenerella indigena (o con le Cenerelle), ma pure con il babbo e svela un lato oscuro del proprio carattere fatto di sospetti e gelosia e di gelosia e sospetti. Se continui con l’attività da talamo, infine, non si sa. Ma si spera (per la pace nel mondo), ché per quanto lei sia di nome Lama, e di taglio pure, lui, il babbo, di fatto, l’ama. 
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