Tipi di Femmina: la Confusa

Tipi di Femmina: la Confusa


Un gatto nasce felino, un cobra rettile e uno scorfano pesce (o sfigato, ma magari simpa).

Ma il tipo di femmina di cui parliamo oggi, quella appartenente alla famiglia delle Confuse, difficilmente ci nasce. Più spesso sviluppa tale patologia in età adulta, e quasi sempre in seguito a un qualche trauma sentimentale subito in itinere.

La confusa è spesso un’ex ReM (Romantica e Monogama), convertita al Confusianesimo dopo una (o più) gran tranvate dall’altro sesso.

Se la Ponderata è un diesel, di quelli anni ’80 che vanno accesi mezz’ora prima di partire, la Confusa è un cinquemila benzina: si presenta entusiasta, istintiva, molto passionale e va da zero a cento in pochi, pochissimi secondi… salvo poi fare dietro front prima del secondo giro e sparire nel nulla tanto velocemente quanto è arrivata.

La famiglia delle Confuse comprende la varietà delle Lunatiche (quelle che vogliono un boscaiolo di un quintale oggi e un poeta anoressico domani), delle Stordite (non sono confuse, in realtà sono solo un po’ tarde e ci mettono un po’ per accorgersi quando qualcosa non va), delle Romantiche (“ti dico che in fondo è un bravo ragazzo, il fatto che si sia fatto 6 anni di gabbio non significa nulla”) e delle Idealizzatrici (“si, non è altissimo, ma crescerà e poi io con le ballerine sto da dio”).

Tuttavia, la Confusa reale, ovvero la capostipite del branco delle suddette è la Mammifera Riluttante: ovvero colei che, con uno o più pargoli al seguito,  è ancora fresca di separazione e lotta fra la segreta speranza di sentire di nuovo aria d’ammore in giro per casa e le metaforiche macchie di sangue per lo scempio pregresso. 

La Riluttante non si fida, per quanto le piacerebbe, poi ci prova (… finché c’è vita…) e poi tituba a scoppio ritardato, lasciando la propria vittima spesso esterefatta.

–  ma scusa, non dicevi che ti piacevo da morire?
–    Si, ma non ti conoscevo abbastanza e quindi non vale.
–  E adesso pensi di conoscermi???
  No, ma quello che conosco non mi piace.

E a seconda del Tipo di Maschio che si trova di fronte, l’uscita di scena è la seguente:

L’uomo-analista: “secondo me hai solo paura”.

L’Ivanhoe: “dammi tempo, ti innamorerai di me e vivremo per sempre felici e contenti”

Onan il barbaro (quello così concentrato su se stesso che non vede altro intorno a sé): “te ne pentirai per tutta la vita e/o nessuno ti ha mai amato come ti ho amato io”

La volpe: “si alla fine neanche tu piaci a me. Meno male che ce lo siamo detti subito”
 …
La Riluttante in fondo vorrebbe mollare gli ormeggi  e puntare allo Zenith, ma non riuscendo a fidarsi delle previsioni meteo (come darle torto?), non smette un attimo di scrutare l’orizzonte in cerca di nubi  e – quasi sempre – a dieci metri dalla banchina ributta giù l’ancora pensando “mmmh. Oggi no. non ancora. Magari domani, chissà”. Per la titubante un refolo di vento è anteprima di un tifone e un nembo spampanato, sicuro presagio di tempesta.

L’antidoto?
Non c’è. 
La Confusa – a prescindere dalla sintomatologia del caso –  è malata (per quanto felice si presenti). 

Tocca lasciare che il virus faccia il suo decorso, esattamente come accade con l’influenza. 
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