Tipi di Femmine: LA BARBIE

Tipi di Femmine: LA BARBIE


Manco a dirlo é bionda. 
Nata mediamente mora/castana, la Barbie subisce le prime mutazioni mescianti intorno ai confini sud della pubertà, passando negli anni da dalla naturale tonalità scopa di saggina a quella (artefatta, ma giuro non sembra) “miele di acacia”.


Nasce media, cresce come tale e diventa un’iper gnocca da competizione solo dopo il sedicesimo compleanno, ovvero quando viene assalita – dalla sera alla mattina – da celiachia e palestrite acuta. 

Grazie ad un buon telaio di partenza, a privazioni glucidiche da terzo mondo e sessioni di allenamento degne di un’atleta olimpica, mentre le normo-femmine con gli anni metton su qualche kg, lei – crescendo – si asciuga, si tonifica e alle volte si lucida pure.

Mangia solo in pubblico. Non fuma, non beve (al massimo brinda), parla poco, pochissimo di sé, e sempre troppo delle altre femmine.

Considera qualunque cosa senza un pisello una potenziale antagonista e, fra i suoi passatempi preferiti, troviamo la demolizione cm dopo cm delle altre femmine e lo sputtanamento selvaggio; nella sua Luigi (o nella sua Birkin), oltre ad un astuccio da truccatrice professionista, non manca una bottiglietta di Evian, un porta-pastiglie con omega 3 e un lipo-detector per individuare eventuali falle nelle altrui cosce.

Pur essendo la femmina ideale dell’Ipertonico (ovvero di quel tipo di Maschio che si nutre di acido lattico, proteine e nike da corsa), la Barbie si accoppia normalmente con finanzieri, costruttori e imprenditori con molti fratelli (in modo da facilitarsi l’eventuale promozione al più ambito ruolo di super Brooke Logan).

Difficilmente supera il trentesimo anno d’età senza un mega brillo all’anulare e per quanto poco possa durare il suo primo matrimonio, spesso é sufficiente a garantirle una signora rendita per il resto dei suoi giorni.

La Barbie, oltre che mediamente bionda per definizione e precisa scelta, statisticamente non è un’aquila.
Pur frequentando l’università (in cerca di polpose prede cui accoppiarsi e amiche modaiole e mononeuroniche con le quali fare lunghe sessioni di shopping complusivo), Miss Cel’hosoloio, non sceglie la propria facoltà consultando i programmi, piuttosto ne valuta il parterre, ne soppesa gli iscritti e le conseguenti possibilità di caccia.

Non appena agguantata LaPreda e acquisito la status di Signora Ken-Alta-Finanza, la Barbie figlia. A getto d’inchiostro, come una stampante laser. E produce una nidiata di elegantissimi pargoli in Ralph Lauren e blazer.

L’esemplare adulto, over trenta, dopo aver portato i cuccioli a scuola, raggiunge le altre blondies in pasticceria, dove si ferma giusto il tempo per un cappuccino e quattro spetteguless. Poi riparte alla volta di pilates (2 ore), e corvée del giorno (due volte alla settimana dal parru a controllare il boccolo, una a fare mani e piedi, e luce pulsata e il resto delle mattine equamente diviso fra shopping per sé e per il resto del branco).

La famiglia della Barbie ha il prolungamento sulla garanzia, tipo Apple Care, e difficilmente scade: anche tradita, umiliata e triste, Lei resiste e non molla il nido. A meno di non averne un altro già pronto (con dentro un più grosso e facoltoso rapace ad aspettarla).

L’ANTIDOTO.
Presentatevi senza portafoglio, fingete di essere sull’orlo del fallimento e portatela ad una mostra di fotografia sugli annodatori di reti da pesca di qualche isola indiana, parlandole, nel frattempo, di quanta soddisfazione vi dia il vostro lavoro probono nella ONG che avete fondato.
Non la vedrete più.
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