SIGNORE IMPAZZITE AD UN SOFFIO DAI CINQUANTA.

SIGNORE IMPAZZITE AD UN SOFFIO DAI CINQUANTA.

È un dato di fatto: le donne nate tra il 62 e il 65 sono ufficialmente impazzite.
Tenendo conto che hanno vissuto l’adolescenza a cavallo degli anni Ottanta, in un periodo in cui vestirsi da giocatore di football americano faceva “fichissimo”, tutto sommato hanno resistito fin troppo bene, solo che ora molte di loro sembrano aver perso il lume della ragione.
Brave a scuola (tra loro moltissime pagelle d’oro), eccellenti nelle relazioni sociali, parche in quelle con l’altro sesso, sono prima diventate le mogli encomiabili del fidanzato storico per poi trasformarsi in madri da oscar.
Statisticamente, fra i mariti di tali signore rientrano i cd yuppies di seconda generazione, i quali anno dopo anno hanno visto crescere i propri patrimoni dando loro modo di trascorrere l’ultimo ventennio a costruire ed accudire nidi dorati (… nidi dorati e tempestati di pietre preziose, case al mare, chalet sulle alpi e pacchi e ciuffi di birkin).
… Senza peraltro doversi preoccupare d’altro a parte il menù del cenone o il coordinamento cravatta-calzini dei loro beneamati padroni di casa. E ne sembravano realmente soddisfatte: tant’è che guardando un’outsider impegnata nell’associazione casa-lavoro, non potevano trattenersi da pensieri di commiserazione per la sfortunata “madre-lavoratrice”.
Tutto ciò fino all’altro ieri.
Oggi però si sono svegliate. E ad un soffio dal cinquantesimo compleanno, aprendo gli occhioni (è una generazione di cerbiatte), si sono rese conto di non avere granché in portfolio, a parte un paio di giovani adulti (spesso tormentati) che ancora vagano per casa, svariati set di tovaglie di fiandra coordinate con posate e cristalleria, e tende perfettamente intonate ai cestini del pane.
E si sono sentite – di colpo- oppresse … Schiacciate dal successo del marito (Lui. Lo stronzo sempre fuori casa. Che le ha costrette a crescere i figli praticamente da sole. Coperte d’oro, sì certo, ma a che prezzo?!) Intrappolate in un ruolo che forse forse non era il loro.
Ricordandosi – suddendly – di com’erano a vent’anni (quando nell’aria c’era ancora un residuo – portato dritto dritto dagli anni settanta – di sandalo, patchiully ed altre meno fiorite erbette), della libertà a cui agognavano e dei corteggiatori lasciati alle spalle.
Quindi, com’è come non è, adesso vogliono la loro rivincita. E sbuffano. E chattano. Scoprono i social network e ritrovano la verve tipica dei tempi in cui temevano l’acne.
Passano le notti su facebook. Caricano foto dai loro i-phone come indemoniate. Si mettono a dieta e si iscrivono in palestra. Comprano kilt lunghi come cinture e stivaloni da cat woman (che indossano andando alla coop). Poi sbottano. Guardano il loro consorte come fosse un comodino retrò (con lo stesso sguardo che alle medie riservavano ai loro genitori) e bofonchiano di prigioni, di mancanza d’aria, di bisogno di libertà.
Devono pensare. Dicono. Nel frattempo escono con le amiche (separate o single), riesumano vecchie fiamme (incontrate per caso, offcourse!), e acquisiscono familiarità via via crescente con la tecnologia e la rete.
Ma. La crisi di mezza età non riguardava i maschietti?
Li abbiamo presi per il culo per decenni, ridendo delle loro capigliature nero–corvino, delle giacche improvvisamente strette sui nuovi pettorali, delle Porsche comparse per magia nei loro garage…
Ci siamo chieste – impietosite- se non si guardassero allo specchio, se non si accorgessero di essere ridicoli e (sì l’abbiamo pensato) davvero PATETICI!
Siamo sulla stessa barca, Ladies… E ora? Come la mettiamo?!
… che quelle con i pantaloni a zampa, e senza reggiseno invocando la parità dei sessi intendessero dire che anche le donne hanno il diritto di essere tanto stronze quanto gli uomini?
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