QUANDO LEI È PIÙ GRANDE (piccoli ToyBoy crescono)

QUANDO LEI È PIÙ GRANDE (piccoli ToyBoy crescono)



… Le cose da fare quando lei è più grande?

(by the way, 
sono anche quelle da fare quando lei è più piccola, 
quando non lo è (ma va in giro come se lo fosse), quando ha la tua stessa età 
e quando un’età ha smesso di averla dopo il bacio in fronte)





1. Non trattarla come fosse più grande.
TRATTARLA COME UNA GRANDE EQUIVALE A FARLA SENTIRE VECCHIA.
E in barba alla panzana della gallina e del brodo, non ce n’è una – dico una -che ami sentirsi un pezzo vintage.
Che sia più grande lo sai tu, lo sa lei (fin troppo bene) e lo sanno tutte le sue amiche – equamente suddivise fra un buon 65% che dice “maddai maccosa ci fai” ed il restante 50% (wum è una bomba con la matematica!) del “wow sei tutte noooi”. Per inciso, sommatorie a parte, quelle del uau sei tutte noi, pesan di più, ma solo un filo.
Quindi niente occhioni sgranati e oooh e maaadaaaai quando lei snocciola la sua expertise, e niente, ma proprio zero, zerbinismo da pseudo-senso-d’inferiorità latente. Niente confronti con le shampiste e altrettanto niente commemorazioni della tua prima nave scuola del club valtur di Italia ’90.

2 (a). Non venderti per quello che non sei.
Se fai il serioso, tutto impostato e impomatato, tanto ti sgama uguale e- avendo l’occhio lungo-  ti sgama pure subito. Ti conviene la versione au nature. Che tra le altre cose, oltre a non farti fare la figura del pirla, ha il vantaggio di essere una versione facilmente replicabile. E ti evita di doverti segnare sull’Iphone cosa le hai detto che facevi e quelle robe lì. Tipo che se a 31 anni sei invischiato in uno stage da 4, non è il caso di raccontarle che è solo un lavoro sotto copertura e che in realtà sei l’alter ego del ceo in incognito (tanto linkedin ce l’ha anche lei e come minimo -ancora prima di darti il numero del cell aveva già fatto nome cognome in google!).

2(B). Non giocare all’uomo vissuto.
Nemmeno se hai due matrimoni falliti alle spalle (succede), nemmeno se negli ultimi otto anni hai cambiato continente sette volte (a meno che tu non sia un agente del MI6 o un ex ballerina di lap dance convertita di recente al pisellismo).
Non farlo. E se ti chiedi perché, torna al punto uno. Il che equivale a dirti che se lei vede te come uomo vissuto, nella migliore delle ipotesi si sentirà presa per le tasche posteriori dei diesel. Nella peggiore, invece, penserà: “e io cosa facevo mentre tu vivevi le tue ultime 15 vite, a parte una tesi che non ha letto nessuno, un’estate a Formentera, la spesa on line e qualche sessione su yoox?).

3. NON fare il TOYBOY.
Se non vuoi fare il T.B. (alias COIN OPERATED BOY, ma non quello delle Dresden Dolls, che ha tutto un suo perché), non comportarti come tale.
Cosa?
“come si comporta un TB?” chiedi?
Beh.
Semplice.
 Il TB (modello base, poi ci sono le varianti super accessoriate della linea friendly fckrs) è uno che difficilmente passa il primo plug&play, molto spesso non supera il secondo e molto moolto raramente – anzi diciamo pure mai- raggiunge il terzo.

… uno di quelli con i quali lei magari ci sta, magari perché una sera ha l’ego anoressico e magari perché ora come ora basta poco per riempirne le credenze,  magari solo perché le va-ecco-perché, o  uno vestito da“magari chissà”, ma… ma niente, non ce n’è. Non attacca. E vabbè pazienza.

Uno di quelli che han poco da dire, pur parlando un casino, o che dicono cose che lei non ha voglia di ascoltare, o –ancora- uno di quelli che dopo una passionalissima sessione notturna fanno i fighi e non richiamano per enne giorni (salvo poi attaccarsi al tastino verde quando si rendono conto che lei non risponde!). Il Tboy è infatti uno – lo dice il label- che copula (facendo dei numeri da circo per arrivare in meta) e poi sparisce. Usa paroline a vanvera come “tesoruccio” e “amorino”, ma poi non si fa sentire per giorni e quando lo fa si aspetta pure che lei risponda facendo i salti di gioia come i bulgari per ri-uscire con lui.

E soprattutto, il TB è uno che aspetta. 
Seduto sul divano all’happy hour più che sulla riva del fiume. E aspetta che lei chiami, e compaia. Non prende l’iniziativa. Non la chiama. Non le scrive. Non la cerca. Sta semplicemente lì. In stand by. Convinto, dopo una o due rotolatine, di essere entrato nel server e di avere diritto ad un down load ogni tanto. Quando poi chiama dice cose come “ti stavo chiamando io” (eccerto!). e “mi sei mancata un casino” (ennonsidirebbe..).

poi…sappiate che qui si fa di tutta l’erba un fascio.
non si sottilizza (soprattutto sulle sottilette).

tenete conto che Wum non ha la faccia da predicatrice,  i suoi lettori fanno parte di una setta (per quanto stiano giungendo voci di una piccola congregazione segreta in fase di costituzione!).
quindi.
quindi niente.
… gigioneggiamo un po’.
raccogliamo gli spunti delle lettrici e dei lettori (in incredibile trend di crescita: Wow!!)
e non abbiamo la pretesa di insegnare niente a nessuno.
e se poi, per sbaglio, qualcuno capitasse qui e dovesse prender per buone le sfruculiate dei post, beh. lo sapete, no? …    negheremmo qualsiasi responsabilità!


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Donne. Istruzioni per l’uso

Donne. Istruzioni per l’uso

Donna, questa sconosciuta.
Innanzitutto dobbiamo chiarirci le idee su come sono le Donne. Da quanto vedo sono volubili e mutevoli come le condizioni atmosferiche nelle zone tropicali.
Incostanti e variabili come elementi della teoria del caos.
Discontinue e fluttuanti come i campi magnetici attorno a un buco nero. Per quanto, un attimo di smarrimento lo hanno anche gli uomini di fronte alcuni buchi neri…
Uomini, semplice certezza
Gli Uomini, invece, sono noti per essere fissi nella loro immutabile natura.
Se la donna è l’antimateria, ingestibile e instabile, l’uomo è un masso di una lega sconosciuta proveniente dallo spazio siderale, quello dove i buchi neri abbondano. Vizioso!
PRIMO APPUNTAMENTO.

PRIMO APPUNTAMENTO.

ISTRUZIONI PER LUI.
Non si accettano inviti last-minute. Aspettatevi un NO, forse anche due. Soprattutto chiedendole di uscire la sera stessa. Una signora impegnata ha bisogno di almeno 3 giorni di preavviso e se non glielo darete, siate pronti a un rifiuto: non a diretto a voi, ma – nella fattispecie – alla vostre tempistiche.
Fatele sapere – nel frattempo – che morite dalla voglia di vederla. Anche se non dovesse rispondervi, ne sarà felice. E voi guadagnerete punti alla velocità della luce.
Andate a prenderla. Sempre. Se una Signora deve raggiungere il suo cavaliere, perderà grazia e smarrirà fin da subito la poesia. Montate sui vostri millemila cavalli e correte sotto la sua finestra.
Accoglietela sorridendo. Se la giornata è stata un disastro, sforzatevi lo stesso e magari la sera che passerete con lei non farà la stessa fine … e poi i sorrisi sono come le ciliegie ma senza gli effetti collaterali delle medesime (uno tira l’altro, e se sorridete molto non dovrete correre al cesso).
Ditele quanto è bella. Sorridete. E poi riditeglielo ancora. I complimenti non bastano mai. Ma vanno tradotti … Non riuscite a togliere gli occhi dalle sue tette fantastiche (volete toccarle adesso, ora, subito!)? ditele che il suo è il collo più lungo e bello che abbiate mai visto.
Guardando il suo vestito non riuscite a non immaginarlo per terra e a brandelli? Tralasciate questa informazione e concentratevi sulle scarpe … ditele che vi piacciono, che le donano, che sono stupende.
Osservate le sue labbra mentre parla: percepirà che desideriate baciarla.
Guardatela negli occhi, a lungo, intensamente (se occorre allenatevi con la mamma) e poi distogliete lo sguardo (andrà in brodo di giuggiole).
Siate galanti. Comportatevi da gentiluomini.
Aprite la portiera quando sta salendo in macchina (ed evitate di caracollarvi dalla sua parte per farlo prima di scendere).
Fatele strada nei locali (per controllare che non ci siano pericoli..)
Statele vicino mentre camminate cercando il contatto ma non imponendolo.
Raccontatele di voi. Parlatele di cosa vi piace. E ascoltatela. E fatela ridere.
Non raccontatele delle vostre ex. Nemmeno se è lei a chiedere (divagate, siate elusivi come fosse una marescialla delle fiamme gialle, o rischierete di instillare nella sua debole mente un tornado di dubbi e insicurezze che vi tornerebbe indietro sotto forma di boomerang di domande imbarazzanti). Le donne non amano i confronti. E sono quasi sempre terrorizzate dalle altre femmine. Non vuole sapere se Anna cucinava le lasagne come nessuna, se Carolina a letto era una bomba, o se dopo Mariapaola non avete più amato nessuno. C’è lei, qui davanti a voi, e non gradisce altre invitate.
Se avete una relazione mentre uscite con lei, prendete fiato, guardatela dritto negli occhi e siate trasparenti. Sarà lei a decidere come e se proseguire. Se non lo fate e vi scopre,  prima o poi ne pagherete le conseguenze (nessuna cattiva azione nel regno dei giusti resta impunita).
Parlatele di cosa vorreste fare da grandi (e non importa se avete passato gli anta, e se siete più stropicciati di uno Sharpei, ciò che conta è come immaginate il vostro futuro), e di cosa facevate da piccoli.
Controllate il suo bicchiere e non lasciatela morire di sete.
Non azzardatevi a proporle di dividere il conto alla romana. Nemmeno nella più squallida trattoria di Trastevere. Nemmeno se siete disoccupati, appena licenziati o avete sei ex-mogli da mantenere: non è un problema suo. Se siete davvero in difficoltà, proponetele una passeggiata in un parco pubblico o un gelato.
Chiedetele se le è piaciuta la cena, invitatela a fare due passi e poi riaccompagnatela a casa (senza provare a trombarla nel parcheggio), ringraziate per la serata e salutate con un bacio sulla guancia.
Auguratele la buonanotte con un messaggio. SEMPRE. A meno che non vi sia piaciuta e non vogliate più rivederla (se non riceverà un sms dopo avervi salutato, saprà che non vi piace abbastanza).
E il buon giorno la mattina seguente (le femmine adorano il buongiorno, si svegliano e ancora prima di aprire il secondo occhio, controllano il telefono).
Poi lasciatela crogiolare nell’attesa riflessioni per 24 ore prima di rispuntare dal nulla con una telefonata (le toglierete il fiato).
Se non resiste ed è lei a fare la prima mossa, perdonatela e sappiate che non tutto il male viene per nuocere: la signorina è una preda facile e potete considerare le sue gambe già arrotolate sulla vostra schiena.
BUON COMPLEANNO A CHI?

BUON COMPLEANNO A CHI?

Io sono un tuo ex corteggiatore.
Ti ho scaricato dopo una settimana di sesso, coccoline e pucci-pucci-bau-bau in riva ad uno dei mari più belli dell’emisfero occidentale.



Ti ho salutato dicendoti, a 48 ore di distanza dal volo di rientro, che non mi mancavi abbastanza e che non sentivo le farfalline nello stomaco.


Prova con due porzioni di bagnacauda, annaffiata con abbondante Primitivo di Manduria, e vedrai che risultatone: altro che farfalline, nello stomaco ti ci ritroverai falene amazzoniche e condor delle ande!!!


Mi conoscevi da poco e, alzando il sopracciglio, hai inghiottito quelle due o dodici perplessità e te ne sei fatta una ragione senza perderci altro tempo. Forse tu volevi una storia. Forse io no. Così è andata e tu, che sei bionda ma non pirla, hai accettato le mie affermazioni e- senza battere ciglio – hai preso il primo treno per Altrove.


Nelle settimane seguenti, forse io mi sono un po’ pentito. In fondo eri uno schianto e il sesso con te era da urlo. Per uno timido, impacciato e un po’ sfigato come sono io, una come te forse era addirittura troppo. Comunque ti ho pensato un casino(soprattutto da solo, prima di dormire) e ho continuato a mandarti qua e là un po’ di messaggi.


Ma tu niente, non hai nemmeno risposto.
Una sera, in particolare, ti ho scritto che mi mancava il sesso con te. Credevo ti avrei provocato. Mi aspettavo di essere almeno mandato affanculo. E invece: zero al quoto, niente, nada, nichts. Silenzio stampa su tutti i dispositivi.


Oggi è il tuo compleanno.
Non ho più contatti con te da due settimane. Ho pensato di chiamarti.
Pensato? Ah perché pensi, adesso?
Ma poi ho deciso che non era il caso.
Prova con pane e coraggio a colazione, e vedrai che la grinta arriva!
E quindi ecco il mio messaggio:
“Tanti auguri di buon compleanno”
(no, così non va” devo scrivere qualcosa di carino, se no col cazzo che mi richiama.)
“Tanti auguri di buon compleanno. Come va?”
(così almeno sai che ti penso)
“Qui bene. Piove e fa freddo.”
(dai, scrivimi che vieni a scaldarmi)
“Un abbraccio.”
(taaac. Colpo di grazia. Adesso mi chiami. Vero?)


NdR
Nelle marche direbbero “ma come ce penzi?”
… non ti viene in mente (ah. Già. No, certo che no) che dopo che uno fa una figura barbina come quella che tu hai fatto tu con lei, mollandola di ritorno da una sorta di luna di miele last minute, non solo deve annichilirsi e sparire, ma se si azzarda a scrivere per ritentare un approccio(e un compleanno è un’ottima occasione), deve TASSATIVAMENTE farlo con una certa grazia, per diamine!


Che almeno l’approccio sia decente, per bacco!
Bastava un semplice “tanti auguri da un cretino”
Le avresti augurato buon compleanno, lei avrebbe sicuramente riso e ti avrebbe magari anche richiamato. Se non altro per dirti “hai ragione”.
Un’ultima indicazione.
Un siffatto sms andrebbe SEMPRE firmato: se lei avesse cancellato il tuo numero, andrebbe in palla cercando di capire a quale cretino rispondere. Quindi conviene far seguire al messaggio numero uno, un vassallo chiarificatore :
ps. Sono Carloalberto. Ma credo tu lo sappia 😉

A LA CARTE, MADAME…

-come lo gradisce, Signora?

-Lo voglio maschio. Lavato e profumato, ma maschio.
Di quelli veri, che non hanno paura di incollarti al muro e se decidono di prenderti, ti inseguono fino a Trieste a piedi, ma non ti mollano.
Lo voglio adulto.
Lo voglio attivo.
Innamorato della vita.
Solare come l’estate e forte come un’onda atlantica.
Lo voglio Gigione, Galante e Goloso.
Lo voglio figo. Da togliere il fiato.
E grosso.
Lo voglio fisicamente imponente, mentalmente solido, psicologicamente elastico e sessualmente imbarazzante ...Ha scritto?

-si, Signora…

– aspetti. Non ho finito…Lo voglio coraggioso quanto basta per avventurarsi -se occorre- all’esselunga da solo per improvvisarmi una cena, e-nel caso- riacciuffarmi al volo se infilo la porta presa dal panico.
Lo voglio abbastanza forte da sollevare come niente tutto il peso specifico delle mie sinapsi impazzite, e sufficientemente ardito da tentare di sbrogliare le mie doppie vie nodali doppie.
Lo voglio sincero.
Schifosamente sincero.
Lo voglio pazzo (di me). lo voglio buono, generoso e illuminato.


Lo voglio Cavaliere errante, Protettore dei deboli, e Dissuasore urbano degli arroganti e dei meschini.
Lo voglio gentile e premuroso.
Lo voglio mascalzone (latino), sensibile (in ogni senso) e sensuale.
Voglio due cucchiai di suspense e una spruzzatina di impossibilita’ (che dan’ sapore); voglio umorismo e ironia a volontà’.

…ah. sì. e se possibile gradirei anche ormoni impazziti, ovaie alla coque e sorrisi stampati. Voglio un sesso degno di chiamarsi tale (nel senso del mezzo) e maratone di sesso rovente (nel senso del fine).
Voglio chimica, fisica e poesia.

…ha scritto?
– si, Signora. E’ tutto?
-no. Mi raccomando: al sangue.

Siamo in un periodo di vacche magre (non me ne vogliano le puttanelle anoressiche, perché non è a loro che mi riferisco, ma al clima di generale sconforto che aleggia in tema relazioni fra i sessi).

Il numero di chi –passati gli enta – si confessa in difficoltà nell’approcciare e scegliere un partner (a tempo determinato o in prova) continua a crescere.
Il campo dell’amOoore è più sterile: vediamo meno margherite e farfalle, e incrociamo sempre più ortiche, buche insidiose e alle volte mine anti uomo.

… Oggi quindi raccolglierò ad uso e consumo del mio piccolo popolo (di lettori, che i miei elfi non hanno ancora l’adsl) due-suggerimenti-due che male non fanno:

PER I LOR SIGNORI:
siate MASCHI in tutto quello che fate, in quello che dite e in quello che NON dite (fino a Italia ’90 nessuno di voi ha mai risposto alla domanda “a cosa stai pensando”, poi siete impazziti).

L’ omo ha da esse omo.
(Pulito, però. Che non ci piacciono i puzzoni. E ….il rutto libero è escluso, quello resta appannaggio dei vostri amici del calcetto).

….si, lo so che l’ho già detto, e che mi sto ripetendo, ma si sa mai che a furia di sentirselo dire qualche uominicchio tiri fuori gli attributi e la smetta di fare la femminuccia.

Non chiedeteci se vi stiamo pensando (se non ve lo diciamo noi, di solito e’ perché non e’ cosi.) Tenetevi i vostri dubbi (tanto se ne avete, stiamo per sparire).

Comportatevi come vi suggerisce l’istinto (per trovarlo, provate a togliervi di dosso quei due-tre strati di creme after seventies, che vi sono rimasti addosso dagli anni settanta, la brillantina yuppy degli anni ottanta e la più recente melma macrobiotica post-Lehman & Brothers, poi mangiate carne al sangue e provate ad andare a caccia, o a scalare una montagna, o a fare qualcosa di irresistibilmente maschio come rimettere a nuovo un vecchio motore).

Cominciate a decidere DOVE portarci, poi azzardate qualche consiglio sul menù, e magari – why not- appena usciti dal ristorante/locale sdraiate un po’ di sana e robusta iniziativa sul cofano e godetevi gli effetti della vostra rinnovata maschitudine.

ALLE JOLANDE FURIOSE (tributo alla più sexy delle torinesi):
dimostratevi meno intelligenti di quanto siate.

L’homo impeditus, teme l’arguzia e rifugge il genio (vi ricordate il vecchio detto sed ubi maior, minor cessat?) e aborre la competizione (ibidem).

… E non è stronzaggine, la sua, o almeno non sempre … in effetti, guardando bene, ha talmente tanti cazzi per la testa during the day (dovuti al business, alla borsa che fa pena, al capo che stressa o ai commerciali che vendono bene solo se stessi e a millemila altre rogne …), che il poverino quando esce non vuole una conferenza sulle variazioni climatiche, le contrazioni del mercato e gli effetti della politica estera della Merkel.

Vuole sesso. Un po’ di cibo, del buon vino… Due risate. E ancora sesso. Niente altro.

… Fair enough?

A noi piaceva da matti ascoltarli per ore, fino al giorno in cui abbiamo scoperto che ci dicevano TUTTI le stesse quindici frasi (ci torneremo…ci torneremo: l’argomento stuzzica e merita un post, vero?!) E da quel momento niente ci ha più davvero sconvolto.

Ci siamo trovate a pensare alle multe, alle riunioni della settimana, perfino alla roba da stirare mentre il cavaliere di turno faceva da colonna sonora alle nostre elucubrazioni.

Ci siamo innamorate. Siamo state sincere e trasparenti.
Abbiamo preso la “loro” via, chiedendo e dando solo meravigliose sessioni di Fisica applicata in stile minimalista (abolendo suppellettili e romanticismi).
Abbiamo scritto molto, poco o niente e anche “il giusto”.
Abbiamo creduto che fossero pronti per abbracciare il nostro spirito e (ODDIOSIIIANCORA) scuotere le nostre membra.

Ma non e’ ancora il momento…
L’essere umano e’ lento…migliaia di anni di pisellistico potere (e pochissime tracce di civiltà matriarcali) non si seppelliscono con un giro di ere.
E c’è un’altra very important consideration da fare, care Rite e Margherite: sarà mica meglio godersi una serata parlando dei vostri tanga, dei cappelli, di quanto amate le scarpe (occhio che se parlate di borse, vanno in confusione) e di quanto vi piace ascoltare lui… non siete voi? magari no, non tutte e non per intero, ma che male c’è a fare un po’ finta (purché, care Winx, il gioco valga la candela).
Se la Tigre sparisce…

Se la Tigre sparisce…

Rispondo a M, che nei commenti di “errata corrige:uscite e riproducetevi”, mi chiede di aiutarlo.

Caro MaschioAnonimo,
Per darti davvero una mano, dovrei avere un’infarinatura di base sulla tua storia, sull’evoluzione,
sulla fine e magari anche sull’inizio (le premesse costituiscono molto spesso una parte fondamentale!)…

Perche’ la tua Tigre non c’e’ piu’? Cosa e’ successo?
…Le tigri, quelle vere non imbalsamate o geneticamente ricostruite, sono rare.
Anzi rarissime. E in via d’estinzione.
Se tu ne hai incontrata una (e non le hai puntato un laser in mezzo agli occhi), tocca capire prima di tutto com’e’ che te la sei fatta scappare…

Per come sono fatta io,
e per i Leoni (si contan sulle dita di una mano monca) che ho incontrato sulla mia strada, posso dirti che fossi in te cercherei di riacciuffarla.

Tu… Raccontami. E poi vedremo se la sottoscritta o le sue lettrici riusciranno ad aiutarti…
Let me know.