Soddisfazione da talamo e dintorni: valuta la tua.

Soddisfazione da talamo e dintorni: valuta la tua.

Dall’alto verso il basso, immaginiamo di assegnare 5 al Top della gamma, a quello (o quella) da cardiopalmo, ululati alla luna e fuochi d’artificio napoletani a capodanno. 

Il Cinque è il Tajmahal della libido, quello che ti riscalda l’habitat con la sola imposizione del pensiero. È il mentalist che ti spoglia al telefono, ti incendia con un cenno, è la strega comanda color che ti fa avvampare con un’occhiata e ti impenna con un dito.
Il cinque è un numero da circo. Dentro, fuori e intorno al talamo. Poi magari non parla nemmeno. O non sta mai zitta e non si regge. Ma se in tutta la tua vita di cinque non ne hai mai visto nemmeno uno, beh, non puoi nemmeno dire di aver vissuto.

Poi scendiamo, anzi, atterriamo e diamo un più che decoroso 4 a chi ci fa stare benissimo (pur presentando qua e là un paio di aree, come dire,”migliorabili”). 

Il 3 è una sufficienza allargata, di quelle che se chi se la merita s’impegnasse o rilassasse o s’ingrifasse un po’ di più, potrebbe pure stupirci.
Il 2 poi, il 2 è quel che passa il convento, è la minestra riscaldata senza i crostini e l’olio extravergine con una passata di pepe nero del Madagascar. È quello o quella che ti fa pensare alla lavatrice da caricare e alla serie che sta passando su Sky. Magari è quel che hai e che fai più o meno finta ti vada benone. Certo è che- fosse per il voto da talamo- non ne parleremmo nemmeno, ma magari il tuo Due ha dell’altro da dire e a conti fatti, non è che il talamo (per te che non lo sai) sia così importante.
L’1 no. L’1 è l’errore che a tutti capita. È quella o quello su cui sei inciampato per sbaglio. Una e una sola volta. Magari due, giusto perché tutti meritano una seconda chance, ma poi basta, poi: ma che, scherziamo?

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Lesson Nr Two: take it now, male.

Lesson Nr Two: take it now, male.

Oh! Già qui sei?!
(Ma sì, dai, lasciami giocare un po’!)

Direi che possiamo iniziare, se sei d’accordo.
Sì, qui. Sul divano.
Non mi va di andare in camera… E poi il panorama è splendido, il fuoco è acceso e si sta bene.
Aspetta, prendo un bicchiere e del ghiaccio.
Ecco. Bevo solo io. È un rosso piemontese del 2010. Un gran Barbera. L’ho aperto per cena…
Senti almeno il profumo. Ah. Già. Non puoi. Vabbé, niente, fa lo stesso.
Andiamo al sodo allora. Cos’è la lezione di stasera? Oh. Quello?
…mmh. Non so se mi va.
Sai, se fossi un altro, uno qualsiasi, a questo punto inizierei ad avere mal di testa, smetterei di essere loquace e ti farei capire di aver voglia di andare a letto. Da sola. Prenderei una scusa a caso e poi ti direi buonanotte.
Anzi, guarda. Anche se sei tu e non un altro, mi sa che te lo dico lo stess… Mah!? Cosa? Beh, vabbé, un bacio e poi a nanna.
Però! Una sola lezione e già baci così? Tanta roba…

Praticantato. Enjoy yourself, at least, twice a day.

Praticantato. Enjoy yourself, at least, twice a day.

Immaginando che tu sia messo/a bene per ciò che concerne l’area terminante in IA (teoria, anatomia, geografia, giuggioneria & maialeria), e che tu quindi – per lo meno- sappia dove trovare ciò che DEVI saper trovare, passiamo alla pratica.
A proposito di pratica, appunto, c’è una e una sola cosa che ti devi stampare bene in testa (e se occorre appuntarti pure sull’Iphone): ovvero che va fatta.
Sì. Già. Va fatta. Non come quella del commercialista, a fotocopie e mastrini, o dell’avvocato, a catasto e caffè, ma come quella dell’anatomo- patologo, mettendoci le mani dentro, fino al collo, e toccando, provando, sentendo e cercando.
Va fatta.
E va fatta spesso.
Su di te prima che sul resto del genere umano.
Se non sai (bene, anzi da dio) come funzioni tu, non puoi pensare di ottenere il top della gamma con qualcun altro.
Se mi chiedi cosa masturbarsi abbia a che fare con il sex marketing, ti do una testata. Sappilo.
Il massimo del massimo è vedere che l’altro essere, quello con cui scambi i fluidi, gode come un mandrillo. Che non ti resiste. Che lo fai/la fai letteralmente sbarellare. Che le fai/ gli fai perdere COMPLETAMENTE il controllo. E che come te, nessuno, mai.
Quindi? Niente. Solo pratica. E se sei un po’ arrugginita/ito e non lo fai da un pezzo, allora la posologia deve essere quella di una fase d’attacco.
Da assumere due/tre volte al dì. Come un antibiotico.

Acquisti ripetitivi, fidelizzazione e private labels (in Talamo e Dintorni)

Acquisti ripetitivi, fidelizzazione e private labels (in Talamo e Dintorni)

Abbiamo scoperto come non sia opportuno farle sapere che non ne impalmi una da un decennio, né che l’ultima fagiana, quella di due eoni fa,  ti ha lasciato perché non andava d’accordo con il tuo rapace. 
Ora, procedendo, sii furbo e usa, a tuo consumo e gaudio, la scienza che ti fa comprare la barilla al posto dei private labels e che ti fa credere che una cosa sia più figa di un’altra senza spiegarti la vera reason why, ma raccontandoti una storia e facendotene innamorare.
Lascia che lei, la dolce architettina, la severa commercialista, la barista per cui hai sbarellato o la piccola e tenera store manager di intimissimi,  immagini, prima-durante-e-dopo (anche di averti strappato a Belen), e (ti) desideri e aiutala ad alimentare il desiderio senza spegnerlo con inutili dettagli su astinenza, incomprensioni, sessioni traslasciabili e amenità affini.  Usa le leve del marketing per portare acqua al tuo mulino, ormoni in circolo e orgasmi multipli alla tua metà.

Non citare informazioni che un pubblicitario dimenticherebbe. Racconta poco. Evoca molto.
Non instillare dubbi che faresti poi fatica a rimuovere. Instilla certezze. Trasuda sicurezza (di spirito) e fermezza (muscolare).
Non permettere MAI che ti consideri un bravo ragazzo. Soprattutto non a letto.
Lascia perdere la poesia e tira fuori il lato oscuro della forza.
Non raccontare nulla che non sia vero, ma tralascia in scioltezza ogni verità che non sia in target con l’obiettivo.
 “quale obiettivo?” 
… quello di farle ripetere l’acquisto oggi, domani e dopodomani e di – nel caso per qualsivoglia motivo – domani non fosse più possibile, che lo desideri per sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Il galateo da talamo e le sue regole.

Il galateo da talamo e le sue regole.

La prima regola del sex marketing è NON AVERE REGOLA.
Già. 
NON. 
AVERE. 
REGOLA. 
E nemmeno regole, in fondo. 
Per “non avere regola” si deve intendere non avere misura, limiti, barriere o confini, salvo quelli dettati dal rispetto delle esigenze e dai gusti (pilotabili, ma non forzabili) del target. Ma se ne vuoi una (e anche se non la volete la scrivo lo stesso), allora, caro maschione, eccoti  servito: dimenticati le buone maniere.

Sì. Dimenticatele proprio, le buone maniere, e fallo perché se una femmina fuori dal letto è possibile* desideri la crème de la crème della noblesse, dentro, invece (davvero, credimi), anche no.
Sii pure, se ti ci riesce, un lord inglese a tavola e incantala con amabili conversazioni e picchi di britannica ironia, ma una volta intalamato, ti prego, ti scongiuro, appoggia il bourbon, molla il bracco, lascia perdere la caccia alla volpe e sfodera l’istinto bellico che c’è in te.
Scava nella cantina del tuo io più profondo (e barbaro) e vai a cercare Attila, tira fuori Ulk, il Signore della Guerra, Thor e l’intera armata di Avengers (senza Legolas, è meglio).
Lascia les petit prince per le coccole post coitum e il marchese di roccaverdina per gli aperitivi. 
E se vuoi che non ti dimentichi, inchiodala. 
Come nessuno mai. 
*possibile, ma non scontato.
Quante volte, figliolo?

Quante volte, figliolo?

“tante, mia Signora, tante, ma così nessuna”.

Il non plus ultra per la poiana (minor, maior e pure per quella in medio stat virtus) è un uomo che pur essendo passato tra le piume di mille fagiane, non si sia mai innamorato. Prima di incontrare lei.
Già. Appunto. E infatti, a proposito della domanda in oggetto al titolo,  l’uomo a cui una donna aspira non è vergine. Anzi. È la cosa più lontana dalla verginità che mi venga in mente.
Il sesso è istinto, ma anche esperienze ed è l’equilibrio tra:
UNO: chimica (e se non c’è al pronti via, difficilmente arriva)


DUE: tecnica (ribalta la questione e immagina, se ci riesci: se la tua donzella non sa nemmeno come prendere in mano una chiave inglese, difficile riesca a svitare un tubo e riparare il lavandino, no?).

TRE: applicazione (ora che sa come si tiene una chiave, se non ci prova o se ci ha provato un paio di volte sotto lo sguardo di un idraulico o due,  magari sbrigativi e poco inclini alle lezio magistralis, non è che, adesso, d’amblè, solo perché sei arrivato tu poi si trasformi in Manny tutto-fare).
Uno, due e tre valgono per la fagiana quanto per te. E se le tue manovre son state poche, il sex marketing insegna come sia assolutamente indispensabile non diffondere la notizia. 
Talamo e dintorni. COME SAI CERTE COSE E DOVE LE HAI IMPARATE?

Talamo e dintorni. COME SAI CERTE COSE E DOVE LE HAI IMPARATE?

Che lui lo pensi non conta, ma se ti azzardi a dirglielo, fai fiasco e rischi che l’attività in cui ti stai con tale e tanto giubilo si possa (in ordine casuale di gravità) raffreddare, ammosciare, diradare, esaurire. 
Come cosa? 
Uffa. 
Tutto ti devo dire, eh? 
… Che la tua, per così dire, preparazione è il risultato di anni di studi e applicazioni e che  no, non sei portata di tuo ma fino a ieri, fino a prima di incontrare lui, eri a casa a far la calza e a pettinare le barbie.

“E se me lo chiede? Cosa faccio? Mento?”

…mmmh. Aspetta che ci penso.

Ecco. Ho pensato: sì. Menti. Sapendo, possibilmente di mentine. Ovvero con nonchalance, leggerezza e bocca profumata. 
Impara da loro, no? Dai maschi. Che dell’arte della bufala ne han fatto una ragion d’essere, un modus vivendi, un inno alla gioia di Beethoven (e uno Zauberflute,  naturlich). 

Rispondi, sì, ma senza fermarti e continuando a dare e fare quel che stavi facendo e dando, e scivola sulla domanda come fosse un’affermazione. 
Se insiste, poi, e magari (maddai, allora è malato!) vuol sapere quali e quanti e dove e come, allora fermati. 
Assumi una faccia stupita. 
Sbatti le ciglia. E digli, con la più soffice delle voci in repertorio, che quel che ti ha portato lì,  da lui, tra le sue braccia, è servito solo per farti capire oggi che mai prima d’ora credevi anche solo possibile poter stare così.
E poi sorridi e ricomincia.