Il Punitore/The Punisher

Il Punitore/The Punisher

Ha un nome sincero e per cognome porta il sogno domestico di ogni Princi che si rispetti (a parte la sottoscritta che ne sogna un  altro).
Non ha superpoteri, ma muscoli addestrati da estenuanti ed efficacissime sessioni calisteniche.
Non si fa annunciare da niente e da nessuno. Non usa l’ascensore e non suona al campanello. Lui, il Punitore, arriva con un cappotto che sembra un mantello, tutina in kevlar e mascherina (e già ci piace un zacco…) sfondando porte o finestre, abbattendo muri e  facendo un gran casino. 

Ribalta le sedie e fa sgranare gli occhi, tremare i cacasotto e fuggire a gambe levate (e pantaloni bagnati) impostori, traditori, stalker, scassapalle, ladri, spie, colleghi meschini, compagni di banco pettegoli, sanguisughe ed altri ex fidanzati, esattori del fisco, ispettori dell’inps e malfattori. Viene per punire chi ci ha fatto del male e lo fa con la furia di Attila e la classe di Sir Gray.

Viene per farci star bene, per salvarci facendoci (finalmente di nuovo) archiviare i malumori, ridere e dormire sereni.

Prende a sganassoni e calci in culo il ricordo di chi fino a pochi mesi prima (o l’altro ieri, che è uguale) ci teneva in scacco, confinandone le spoglie in una prigione così buia così lontana e stretta e puzzolente e fetidissima che anche uno scarafaggio tetraplegico tenterebbe l’evasione. 

Non ha bisogno di richiami, né di SOS e quando ti serve, prima o poi, forse non subito, arriva, puntuale come un orologio svizzero. Magari arriva tardi (come uno italiano), o a te così pare, che sia tardi intendo, ma non lo è perché arriva solo al momento giusto. 

E se ci stessimo chiedendo, guardando fuori dalla finestra del diciannottenterrimo piano, sullo skyline della nostra metropoli di provincia, quando sia questo cazzo di momento giusto e quando arrivi, sforzandoci di trovare fra le nuvole una che assomigli ad una forma d’uomo con un cappotto a forma di mantello e (mmh, interessante!) mascherina, diamoci pace: non siamo noi, non siete voi, non sono io, ma è solo lui che  può capire quand’è ora. E lo sarà solo un pelo prima del meglio tardi, e a cavallo del che mai, armato della spada di Anakin, della furia di Dart Fener, dell’eros panico di Michael Douglas (al terzo giorno in isolamento in un sexual rehab), della drammaticità di Siddartha del lessico di Foster Wallace e dell’umorismo sottile delicato e aspro di Tom Robbins.
(Troppo?)
Ah, certo, anche del sex appeal di Wolverine, già che ci siamo.
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