MAN AT WORK VERSUS CEO?

MAN AT WORK VERSUS CEO?


Poco prima dell’estate, in casa di Wum è saltato un tubo condominale e a riparare il danno s’è presentato un idraulico mooolto interessante.

Meno di un mese fa, questa volta in ufficio, c’era una squadra di tecnici a riparare i condizionatori.   Fra questi un figone che in confronto il modello della coca cola sembrava un nerds con i brufoli e la pancetta. Così figone che la sottoscritta e sottoscrivente, dimenticandosi per un breve istante delle proprie corvee professionali, è uscita dal proprio taillorino business per entrare nei panni di Wum, e postare in fb- per il giubilo di tutte le sue lettrici- lo scatto rubato all’ignaro man at work.
L’altro ieri, giusto per non annoiarsi, Wum ha chiamato un’altra squadra per verificare le condizioni del proprio tetto condominiale. Su tre elementi due erano da urlo: sui trent’anni, poco più o poco meno, e fisique du role con tutta una serie di lucidissimi muscoli ben in mostra.
Idraulico interessante, tecnico uscito da uno spot, e muratori da angina pectoris.

La domanda a questo punto è: perché cazzo Wum continua ad uscire con manager, broker, e amministratori delegati?
mmm. forse perché non uscendo quasi mai dal proprio nido (se non per andare e tornare dai propri appuntamenti), quello è il parterre di cui la Wum-Poiana dispone?

Ma vogliamo mettere?
Da una parte (sul versante MAN AT WORK) muscoli, attitudine allo sforzo fisico, niente grilli per la testa e un sacco di endorfine pronte ad essere liberate contro – sul lato biz- stress a pallet, addomi rilassati, rughe di incazzatura, e agende in perenne overbooking.

E in più visto che Wum lavora, c’è pure il rischio che il fanta-manager di turno (a tutte prima o poi ne tocca uno così, ma per fortuna dura poco, quanto basta a riconoscerne i sintomi) si senta minacciato dalla professionalità della sua controparte in tanga (commercialista gay a parte).

Per non parlare poi dell’eventuale diversissima utilità domestica dei due esemplari:
com’è come non è un idraulico (o un muratore, o un falegname) sa sempre dove e come mettere le mani. 
Ma prova a chiedere al CEO di passarti la chiave del nove. Se ti va bene ti dice :
“io la chiave non ce l’ho. Però mi  han dato il badge, può andare cara?”
E se tanto mi da tanto (oggi Wum è tutto un fiorire di luoghi comuni, vero?), è pure difficile beccarli su facebook. Il muratore difficilmente usa un BB. E se lo usa è perché ha già fatto l’upgrade passando da manovale ad impresario edile e quindi dirigendosi verso la via che lo condurrà prima o poi ad incontrare – nell’ordine- un familybanker, un broker, un cardiologo, un dietologo e un personal trainer. Fino, nei casi più gravi, ad arrivare ai terribili mental coach (che termineranno lui e alleggeriranno i suoi conti correnti fino a riportarlo sui tetti con spatola e malta).

E non fate quella faccia pensando “si e poi, te e il muratore, di che cosa parlate?”
MACHISSENEFREGA!
perché al momento parlare è l’ultima delle attività di cui una come Wum (e come milioni di altre Wummine) avrebbe davvero bisogno. Già parla tutto il giorno. Al telefono, di persona, con i suoi avvocati, con i fiscalisti, con i contabili, con il board di direzione, a tu per tu con il decision-maker finale, o di fronte ad interi plotoni di manager. Perché dovrebbe parlare ancora? E di cosa poi? Di altro lavoro? Di altri business? Di rendiconti e budget? Naaa. Meglio tacere. E – once in a while –godersela in sacrosanto silenzio (urletti di gioia a parte!). 

(post ripubblicato – versione originale: ottobre 2011)
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