IL BRADI-CETO: scazzato come un bradipo, ma veloce come un criceto.

IL BRADI-CETO: scazzato come un bradipo, ma veloce come un criceto.

Dicesi BRADICETO il maschio risultante da un incrocio fra bradipo e criceto.

Ecco, fin qui, c’eravamo. 
ora, in questa agguerrita vivisezione virtuale del soggetto in esame, partiamo dal background. 
Il bradiceto non ha il passer-folio di James Dean, né quello di Jude Law, e tanto meno quello di Rocco Siffredi. Ecco, in quanto a background passerifico, il bradiceto sta a Jude Law, come il cervello di un Trota a  quello (per restare sui temi naturistici) di una Margherita. 
Hack.
Ciò detto, per entrare nel dettaglio scopifero, ed elencarle tutte, che tanto si fa presto, il bradicettino ha avuto nell’ordine: la prima fidanzata, una ballera al suo addio al celibato (pagata dagli amici del calcetto in 24 rate bimestrali e mai più rivista), la prima fidanzata trasformata in moglie (che ha smesso di dargliela dal terzo anno di matrimonio e se continuate a leggere capirete come mai), un’altra ballera raccolta alla festa per il divorzio (stavolta a suo carico ma mai più rivista uguale) e le ultime due conviventi (il bradipo non si fidanza, passa direttamente dal “quando ci vediamo” al “puoi portare qui il cambio di stagione”). Ordunque, facendo la somma delle sessioni sopracitate, elevando poi il risultato alla terza, e moltiplicando il tutto per due, anche dandogli un bonus di dieci punti fragola, non si arriva nemmeno alla sufficienza. Capirete quindi, con bell’agio, quanto il carrello delle esperienze del bradicettino sia, in fin dei conti,  davvero-davvero scarno.   Alla miseria quantitativa, va poi connessa la magrezza dei contenuti: capirete bene, che se fra le sue quattro/cinque fagiane ce ne fosse stata una –  a medio lungo termine- come dire, “certificata e garantita”, il risultato sarebbe diverso. Invece no, nemmeno questo, e il – come dire – “saran state poche, ma buone, per diamine”, per lui si traduce in “ne ha avute tre e tutte tre eran vispe come assi da stiro,  forse un pelo meno invitanti”.
Come se andaste in un posto per un carrè di formaggi, carichi di aspettative e sbavanti d’acquolina come boxer infoiati,  e vi arrivasse un vassoio con due crescenze (uguali), un pezzo di belpaese e una fettina d’asiago col cellophane intorno. A meno che non veniate da sette anni in tibet con dieta a zona e acqua di palude, con uno scenario così, c’è da giurare che la fame vi passi al pronti via.
A tutto ciò aggiungete una scarsa predisposizione naturale allo sforzo fisico, ereditata dalla propria bradipitudine e avrete un’immagine più o meno verosimile dell’ars amandi del soggetto in questione: dopo tre colpi, crolla e, se vi va bene e vi sta sotto, si accascia sulle lenzuola diventando tutt’uno col cuscino, e se vi va male e in un raro momento di grinta, sta sopra, è su di voi che crolla e vi soffoca.
Il bradipo, per aggravare una già disastrosa situazione, non è nemmeno curioso. Dà per scontate quelle due-tre informazioni base apprese all’oratorio ( “se misuri tre spanne dalle ginocchia, più o meno la trovi lì”), arricchite dall’entusiasmo dei primi petting con la fidanzata (“una volta, prima del matrimonio, pensa!, l’abbiamo fatto quasi in piedi!!!”) e dai racconti degli amici, sempre del calcetto (fra i quali compaiono sia il “se sei incerto tieni aperto”, che non ha ancora trovato applicazione e il “ti piace vero se ti mordo il collo?” che di solito configura nella controparte ricevente un “umpf” a metà tra la rassegnazione e il machimel’hafattofare). 
Arrivato alla sua età (quale che sia) è convinto di sapere tutto quello che c’è da sapere. Non fa nulla per evolversi e non si sogna nemmeno d’avere bisogno (un fottuto bisogno, aggiungerei) di un corso d’aggiornamento: sa dove sono le cose che contano e del resto tutte e tre ce l’avevano nello stesso posto e questo a lui (A LUI!!) basta. E avanza. La mia amica Isadora, a questo punto, almeno fino a due post fa, direbbe che la colpa non è tutta sua, ma pure un po’ nostra, ovvero di quelle che col bradicettino hanno avuto a che fare, e che se anche una sola avesse avuto il pelo di dirgliene quattro, forse non avrebbe contribuito a sedimentarne l’ignoranza, la bradipitudine e l’efferata nonché sconsiderata cricetarezza. Ma questo era fino a due post fa, come dicevo. Appiccico qui il link per chi volesse approfondire e accuriosare. o anche solo farsi un giro, su preferisco pentirmi, che male non fa.
Il bradiceto, poi, oltre ad essere bradipo, è pure criceto: se gli dite “più forte”, lui, il poverino, corre più veloce, facendovi sentire tanto felici quanto su una pedana vibrante in modalità speed 3. O forse un filo meno.
Ecco. Ho finito il tempo. Quello libero e quello no, e tocca correre. Tanto più che il quadro, secondo me, pare fair enough, anzi, visto il tema, direi: sad, enough.
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