L’UOMO BOOMERANG

L’UOMO BOOMERANG

… Ci sono uomini che non puoi avere. Quelli della categoria “impossible”. 
Quelli che (anche magari) visto che sono impossible ti piacciono come non ti è mai piaciuto nessuno dai tempi delle elementari e del principe Antony di Candy Candy. Sono quelli che incidentalmente dormono nel letto di un’altra o che abitano lontano. 
Così lontano che per vederli ti tocca andare su expedia. 
Così lontano che al solo pensiero il coro dei neuroni intonava il requiem in OI  maggiore (mogli e buoi…). 
Sono quelli che hai solo guardato, annusato e sfiorato veloce prima che sparissero per sempre dalla tua agenda.

E poi ci sono quelli quelli “effetto boomerang”, che ci metti una vita per accettare e metabolizzare e metterteli via e appena ti distrai un attimo traaac, ti beccano in fronte e ti rischiantano a terra. 

E tra i due prototipi di ex, i peggiori sono i boomerang.

Sono stati  con te. Ma per poco. Abbastanza a lungo per farti affondare le dita nel vasetto del bello e del wow e non a sufficienza per trovarci le mosche, o la muffa o farti venire voglia di cambiare gusto, aroma e supermercato.
Oppure ci sono stati part time, attivando un processo di share del proprio tempo fra te e l’altra, quella con la faccia (e le appendici) dell’ufficiale.

Sono stati con te. E poi han smesso. O hai smesso tu, fa lo stesso.
 E poi sono tornati. Periodici come la marea, come le tasse e le cartelle dell’esatri, Loro ritornano. E di solito lo fanno quando tu hai altro da fare. Quando non te lo aspetti più. Quando magari solo due giorni prima stavi dicendo alla Gigia che finalmente ti era passata. Che l’avevi metabolizzata. E che magari anche grazie agli occhi da lupo di quell’architetto gigione, sentivi di essere riuscita a mettertela via.
Loro ritornano. E ritornano perché hanno bisogno della tua voce, perché quando ti rivedono “è sempre un’emozione” e “come te nessuna mai”.

L’uomo boomerang è un K della tua vita. Moltiplicando il numero e il peso degli addendi, dividendolo per le volte in cui ti ha fatto star male e sommandole a quelle in cui con la sola forza del pensiero (visto che è spesso meno loquace di un baccalà alla vicentina), ti trasmetteva tutto il ammore per te, elevando il tutto per il pathos che provavi tu e non provava lui …  il risultato non cambia.

Resta una costante. Puoi esserti presentata a casa loro per mettere in chiaro le cose, assestarequei due o tremila ceffoni metaforici che ti germogliavano in gola da mesi, puoi essere arrivata a cancellare il  numero dalla rubrica dell’iphone, e il profilo da facebook (tanto c’è la gigia che se glielo chiedo va a vedere per me), puoi anche credere di essere andata oltre. Ma continuano a tornare. E a fare effetto.
Fino a che non arriva un boomerang più grosso. O più cattivo. 
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