DOWNHILL, RANE E CORAGGIO DA VENDERE.

DOWNHILL, RANE E CORAGGIO DA VENDERE.

E lo chiamano downhill? Ma dove le han viste le colline, questi?
Un amico * sta facendo partire un nuovo fichissimo marchio.**
Il marchio è una rana. 
La rana, oltre ad essere il mio animale preferito, va in bici. 
Ma mica col cestino in vimini, no. Con gli ammortizzatori da trial, imbottiture da motocross e due o tre preghierine prima di partire. 
Che la rana, più che pedalare, vola. 
E vola giù da dirupi che visti dal vivo fan venire le vertigini, da fermi. Figuriamoci a 80 km orari, con i sassetti e la ghiaia sotto (niente asfalto, piste ciclabili, o segnali stradali: solo fango, muri, zompi e pini, tanti tanti pini seminati qua e là lungo i due/sette km di percorso).
Collio Valtrompia, alias il buen ritiro di Wum, laddove i prati son verdi, i cieli blu e l’ora di punta vede tre macchine tre in tutto il paese, c’è una pista di questa disciplina pazzesca e pare ci sian state anche delle gare, di recente, lassù.
Armata di ballerina con suola in gomma (ché Wum è l’unico bipede che scivola con le pedule), pantalone militare di otto taglie di più e nano al seguito, sono scesa da uno dei tracciati riservati agli amanti del DH. 
A piedi. 
No. Non c’erano bici in giro, o non sarei qui a raccontarvela. Bene. Ve lo devo dire. IO. HO FATTO FATICA, così, capito: A PIEDI. Piano piano, scendendo tipo nonna belarda, attaccata ai rami e passettino-passettino. Per non scolengarmi nel dirupo e lasciare un paio d’etti di coscia lungo il sentiero (anche se mi rendo conto che nessuno avrebbe poi potuto notare la differenza).
Quindi. Cosa volevo dire? Niente. Tornata a casa mi son documentata e ho deciso che fanculolastrizza non posso non provare. Certo. A colazione toccherà mangiare pane e coraggio, altro che yogurt greco e nespressino, ma tant’è, me lo sono messo in testa e tocca andare avanti. Ché per scaracollarsi giù da quei wanna-be sentieri e capire – veloci come lampi – se andar di qua di là o contro il platano, di audacia e di fermezza e risolutezza e pure un pelo di avventatezza, ne serve un container pieno.
Dunque, sappiatelo, se non mi vedete on line nei prossimi mesi potrei non essere semplicemente impegnata.
* l’amico di cui sopra nella vita fino a ieri faceva solo kart, oggi anche altro. 
** il figone nel banner qui a sinistra, ovviamente ce l’ho messo io, in cambio della possibilità di disegnare le magliette per il prossimo evento del mio amico.
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