Mutande parlanti su Amazon

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ESCORT PER SIGNORE?

ESCORT PER SIGNORE?

Facevo la spesa per le vacanze, (rivelatasi assolutamente inutile, perché manca ancora più di una settimana alla partenza e dei 5 libri comprati me ne resta uno solo da leggere), e mi sono imbattuta in NOTTE DI PIACERE di HART MEGAN. Per scrivere la mia recensione oggi sono andata a cercare in internet il nome dell’autrice (e anche il titolo, si lo ammetto, anche il titolo) e ho scoperto che si trattava di un HARMONY. Serie “PASSION”. Giuro che non lo sapevo. Leggere un HARMONY equivale a una penitenza per la sottoscritta, (oooh come sono snob!) che è stata attratta dal titolo e dalla quarta di copertina:

“Grace Frawley è una donna dai mille impegni. Indaffaratissima con il proprio lavoro di giorno, single impenitente di notte. Non ha tempo, o voglia, per una relazione seria. Non vuole complicazioni, così preferisce rivolgersi a un’agenzia, per non rinunciare ai piaceri del sesso e provare tutte le fantasie che le vengono in mente. Gli unici limiti sono la sua immaginazione e i soldi. Grace paga gli uomini con cui fa sesso, perché così non ha legami, non mette in gioco il cuore ma solo il suo corpo, e non ha paura di soffrire.”

Well. Ladies and Gentleman. Anche se non avessi scoperto testé la Harmonyana fonte di tale capolavoro, l’avrei comunque assimilato alla medesima dopo averlo finito (veramente anche in itinere). Anyway. Malissimo non era, certo non aspettatevi un capolavoro e siate pronti a veder infrante le vostre aspettative: non è certo una lettura hot. Al massimo tiepidina. Ma insomma, la protagonista (che per inciso fa un lavoro un poco macabro ma che non risente della crisi, essendo la titolare di un’agenzia funebre), sembra molto risoluta e compiaciuta delle proprie scelte, ovvero degli accompagnatori che incontra, con i quali chiacchera, civetta e conclude (il tutto nell’arco di quattro ore max). Ma non c’è pathos, né entusiasmo: sembra quasi che la signorina in questione sia solo in attesa di trovare il proprio PA e al tempo stesso ne sia assolutamente terrorizzata.

Non so come funzioni sul serio e fino ad ora – pur avendo visto American Gigolò almeno tre volte – non pensavo esistessero strutture organizzate rivolte ad un target femminile (l’equivalente servizio declinato per i nostri amichetti invece continua a riempire le pagine dei quotidiani nazionali, e vista l’ enfasi sull’argomento fan venire il sospetto che col caldo siano a corto di idee).

… potrebbe essere un gioco.
Potrebbe essere un diversivo.
Oppure una rivincita sul sesso forte . (?!!)
Ma mi chiedo “per chi?”e per cosa? E come funziona? Ti arriva un catalogo per e mail e scegli il “capo” da indossare per la serata? E come lo scegli?

– Oggi piove, Marco non va bene, mi si trasforma in cugino it dopo tre gocce, prendo Randolph che ha i capelli corti.

– Stasera voglio mettere le scarpe tortora, esco con Miguel, il brasiliano, che fa pam pam*.

Serata a treatro? James, senz’ombra di dubbio. Oppure George (che tra l’altro porta sempre il martini e se mi annoio almeno mi posso ubriacare).

E se poi non ti sta? Se ti va stretto? Se è antipatico? Se non coglie le battute al volo? (sarà possibile scegliere anche il curriculum universitario? … e magari sentire le referenze?!)

E poi come funziona? Ti mandano una check list sulla quale barri le attività e/o i servizi richiesti… a la carte???
Dunque…aperitivo?
Si. Cena? Si.
Dopocena? Si.
Motel in pantegan class o Fanta albergo con jacuzzi e champagne?

Oh. Che cosa elaborata.
E poi…
Se non ti piace?
Tieni lo scontrino e hai sette giorni di tempo per ottenere un rimborso???
Certo deve senza dubbio essere meno rischioso che non abbordare uno sconosciuto in un lounge bar e rischiare di ritrovarti legata e imbavagliata nel baule del collezionista d’ossa di Brugherio… ma… uff. se la mia immaginazione cavalcante (solo di nome) lì per lì mi aveva fatto alzare un sopracciglio, a libro finito ed elucubrazioni cotte sono arrivata alla conclusione che potrebbe piacermi solo a livello di fantasia.

* “pam pam” è il modo che un’amica usa per dire “pendant”: da quando l’ho sentito la prima volta non posso più fare a meno di usarlo.