Numerologia alla coques

Numerologia alla coques

Una volta un grande manager mi disse: “i numeri non sono tutto”. E il fatto che me lo stesse dicendo subito dopo aver urlato che i suoi uomini non erano numeri e che i numeri in oggetto fossero i miseri risultati delle estrapolazioni della query finale di un programma studiato per monitorare una rete di commerciali, beh, è solo un bit in più nei miei circuiti.

Numeri. Già. Matematica. Poesia. Numero, peso e misura. E statistica.

Un’altra volta, un altro uomo (forse non imponente quanto il primo, ma certo altrettanto determinante nella vita di chi scrive), a proposito dell’ultima disciplina citata, disse: “la statistica è quella scienza che afferma che se hai la testa in forno e i piedi in freezer, mediamente stai bene”.
Ed è di statistica che parliamo, stanotte, per spiegare a chi s’interroga, perché sia così diabolica mente difficile trovare un’altra metà della mela compatibile con la propria.
Dunque.
Sei miliardi di esseri umani sul pianeta. Di cui due e rotti in Cina.
Quanti di questi, tolti i killer, la malavita organizzata, i pirati freelance e i mormoni, secondo voi, non sono esseri abbietti, meschini, falsi, egoisti fino allo schifo?

Siete ottimisti? Ok. Faccio finta di credervi.
Diciamo un trenta per cento.
Quanti non vi tradirebbero mai? Nemmeno involontariamente?
Quanti non vi farebbero coscientemente del male e si preoccuperebbe del vostro benessere almeno quanto del proprio. Quanti?
Arriviamo al 20. Forse.
Di questo venti, che parte – sempre giocando al pallottoliere – secondo voi potrebbe inserirsi nel vostro mondo senza stridere troppo, e anzi apportando sensibili miglioramenti al quadro generale?
Polyanna direbbe almeno la metà. Io dico al massimo cinque (e questo è un giorno buono). 
Cinque su venti, ovvero il cinque per cento dell’umanità disponibile.
Pensate, ora, di inserire quest’ultima stima nel contesto delle vostre aree geografiche di pertinenza.

Abitate a Roma? Avete qualche chance di incontrare qualcuno di speciale. Non molte, considerando che se siete donne e cercate un principe azzurro, avete contro di voi l’esistenza di sette femmine per
ogni maschio, ma qualcuna sì.

Vivete a Parma, Piacenza, Grosseto o in qualche altra cittadina di provincia tra i 50 e i 200 mila inhabitants?
Lasciate perdere e puntate su un buon libro.
Su 100 possibili partner lungo la vostra strada, solo 5 valgono lo sforzo di richiudervi la porta alle spalle verso l’ignoto.
Agli altri un cattivo libro sarà spesso preferibile.
Ecco perché al migliore dei possibili incontri a tinte rosa, nove volte su dieci, preferisco il peggiore dei romanzi pari colore.

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