Short Message Service. Part Two.

Short Message Service. Part Two.

No. Evidentemente no che non bastava il part-one (c’era la spinale, maybe). Oppure questa è la prova che Mr G tarocca anche le statistiche di chi le guarda tanto per fare e ciao. Voi non leggete. E se leggete, non leggete con attenzione. E se leggete con attenzione, porcapaletta, poi vi dimenticate e tocca ricominciare, o mangiare più fosforo, per esempio (il pesce dicono aiuti, giuro).
Dunque, facciamo un riassunto, così che ci sia un bigino da stampare e infilare nel portafoglio:

  1. scrivete POCO
  2. disattivate il T9 e attivate il controllo ortografico
  3. usate la punteggiatura. 
  4. non fate piovere puntini come ci fosse il diluvio
  5. lasciate perdere il meteo
  6. usate la fantasia
  7. mollate le citazioni
  8. fate la brutta in word e se supera i 140 caratteri, ricominciate
  9. se avete un Iphone, scaricate what’sup, 

Annunci
SMS: istruzioni per l’uso

SMS: istruzioni per l’uso



Definizione.
dicesi SMS, acronimo di SHORT MESSAGE SERVICES, da Wiki, il termine comunemente usato per indicare un BREVE MESSAGGIO DI TESTO inviato da un telefono cellulare ad un altro.

Primo.
SHORT” vuol dire che tutto quello che avete da dire va detto (guarda te alle volte il caso!) BREVE, e non che potete scrivere un tema a puntate che arriverà in millemila messaggi concatenati (quasi sempre alla cazzo, per giunta, e poi vanno ricomposti tipo puzzle). Se fossero fatti per la Treccani, si chiamerebbero IMS (Infinity Message Services)  e comprenderebbero le spese per la rilegatura a fascicoli.
Per essere short, pare ovvio ma non è, tocca sintetizzare. E per sintetizzare occorre evitare giri di parole, sottintesi, ammiccamenti e circonlocuzioni.  Soprattutto nel caso il vostro destinatario sia un uomo. Sappiate che qualunque pensiero due dita sopra il livello base, cadrà nel vuoto e scatenerà espressioni da babbuino kriogenizzato.

Secondo.
State scrivendo. E non siete in chat. Non potete permettervi di comunicare la vostra esitazione con una mitragliata di puntini di sospensione, intervallati da ehm, lo sai………….è tutto il giorno che ci penso, lo so che non dovrei…. beh….ma mi conosci…… ti dirò, stavo pensando che, e cose così (imparate da twitter: qualunque cosa  vogliate dire, dovete dirla in meno di 140 caratteri).
Siate diretti, immediati e – se possibile- incisivi.

Terzo.
La punteggiatura non è un optional. Chi legge, non sente la vostra, ma la propria voce sul messaggio e difficilmente coglierà il tono di un’infilata di verbi,aggettivi preposizioni sconfanate alla cazzo sulla tastiera qwerty di un qualsiasi dispositivo UE. Ricordatevi che voi sapete cosa volevate dire, ma non sapete come e quando verrete letti e come e se, soprattutto, verrete intesi.

Quarto.
Gli sms servono a confermare, salutare, inviare un BREVE cenno o formulare domande chiuse. Per discutere, negoziare, trattare e spiegare esistono altre forme di comunicazione. Esempio di domanda chiusa: “alle 9 in piazza, ci sei?”. Esempio di domanda chiusa ma inutile: “sei ancora impegnato?”: se non lo fosse e avesse avuto voglia di dirvelo, non pensate vi avrebbe già chiamato?

Quinto.
Gli sms non fanno miracoli. Non ricuciono strappi, né sanano ferite. Per quello, rivolgetevi agli istituti preposti all’uopo, non al vostro fornitore di telefonia mobile.

Sesto.
Occhio all’ortografia e alla grammatica. Inviare a una come me un “spero che vieni stassera” equivale a un suicidio istantaneo. Tendenzialmente sarebbe bene evitare di scrivere mentre si guida, mentre si parla, mentre si fa dell’altro: le sminchiate non intenzionali e gli strafalcioni da T9 (o del diabolico correttore in dotazione su Iphone e Blackberry) toglierebbero poesia anche ai proverbi di Blake, figuriamoci a voi. “sei sembre belliffima”, magari suscita un sorriso la prima volta, ma poi finisce lì.

Settimo.
Oggi il sette mi sta antipatico, ha troppi spigoli e io non sono in vena, quindi passiamo all’otto.

Ottavo.
Per essemmesse non si può dire tutto. Sarebbe bene evitare, a titolo di esempio, informazioni quali: sono incinta, sono incinta e non è tuo, ero incinta ma tranqui che non era tuo, e cose così.

Nono.
Se di là c’è un maschio, e state giocando a ping pong, ricordatevi di mollare il colpo per prime. Se c’è una femmina, sappiate che se andate avanti così da oltre mezz’ora, o mollate voi o – se la batteria regge – farete notte.

Decimo cum laude.
Se non siete sicuri fate “cancella campo”. Aprite la rubrica e chiamate. Meglio quattro cazzate vocali di un scripta manent a perenne monito. C’è in giro gente che condivide la propria scheda di memoria con amici e colleghi. Così. Giusto per farsi due risate e gongolarsi un po’. Quando scrivete, non pensate MAI di scrivere a uno ed un solo destinatario.


Al telefono.

Al telefono.

L’argomento è delicato.
Mi sono preparata con cura.
Ho studiato.
Ho fatto un po’ di pratica (fondamentale!) e poi, prima di scrivere, ho googolato “sesso telefonico”.




Nell’ordine, la mia attenzione è stata attratta prima da un video dei Village People – Sex over the phone – e – subito dopo- dalla pagina di yahoo “domande e risposte”. Eccola qui:


Una domanda
“Cosa ne pensate del sesso al telefono tra fidanzati?




Secondo voi è giusto o sbagliato?




Lo chiedo perché ho una relazione a distanza da 9 mesi con un ragazzo e mi è capitato che il mio ragazzo mi raccontasse delle sue fantasie per telefono (ovviamente non spesso, di solito parliamo d’altro). Io ogni volta rimango in silenzio però ammetto che mi piace…




Yahoo ti va votare la migliore risposta, e al di là della scelta di chi ha posto il quesito, la mia assoluta preferenza va ad un tale che si è offerto di darle il suo contatto, e – in seconda posizione – ad una ragazza che proponeva alla signorina in questione di girare il crocifisso durante la telefonata piccante per non essere sentita (e vista) da Gesù …





La questione non è se sia giusto o sbagliato, ne tantomeno, se sia preferibile a quello reale (siamo pazzi? la domanda è fuori luogo: ovvio che sia meglio LIVE, ma quando capita in …differita, e se si verificano determinate condizioni, può essere un’esperienza molto MOLTO MOLTO piacevole).


C’è a chi viene naturale e a chi proprio no. E spesso è principalmente questione di banda. come dire…se sei sulla mia stessa lunghezza d’onda, perchè no?!
La mia opinione è che sia e possa essere un’anticipazione (una sorta di preview, come i trailer al cinema tipo …
prossimamente sui vostri… letti!) o la condivisione gioiosa di un desiderio o ancora un modo per toccare e sentire qualcuno anche a distanza.

Nelle mie storie, in quelle delle mie sette vite, e in quelle delle persone che mi raccontano la loro, posso dire di avere poche referenze, ma che quelle poche dimostrano come partendo da un ottimo, anzi superlativo, feeling di base, ci possano essere risvolti molto mooolto interessanti.


Ma bisogna distinguere fra quello inter-relazionale, fatto tra due persone che si conoscono e hanno una relazione (di qualsiasi natura) e quello a pagamento (che qui non prenderemo nemmeno in considerazione) .

Ecco una flow chart. Seguite il diagramma e saprete- sempre che vi siate trovati a farne- in quale casellina siete stati (o rimanete).