Secondo me ha un’altra.

Secondo me ha un’altra.

Lo vedi strano. Da un po’ è bipolare. Alterna momenti di scazzo cosmico (in cui si aggira per casa come un fantasma, mugugnando e sciabattando), a raptus di energia (durante i quali volteggia come Bolle, mentre ti sorride come la D’Urso e ti obbedisce come un Mini Pony).
Sta sempre su Whatsapp.
Quando è con te, il suo telefono non suona più. E tu lo sgami perché la suocera, per parlare con lui, da qualche giorno chiama te, visto che sei l’unica che risponde.
Se fino a ieri era un Bradipo in coma e il suo concetto di sport finiva al recuperarsi (da solo) le birre dal frigo durante la Champion, è improvvisamente diventato un fanatico dell’addominale a tartaruga. O del running. O della box. Si è perfino messo a dieta.
Se poi è anche andato a fare shopping (qualunque cosa abbia comprato, compresi i calzini), allora, puoi metterti l’anima in pace e iniziare a strapparti i capelli perché ha un’altra. Sicuro.
A questo punto, prima di strapparti i capelli (che fa tanto alopecia e, credimi, non giova al tuo aspetto), hai due macro-alternative.
La prima, molto new-age, è fottertene. La seconda, meno new-age e più vicina al lato oscuro della forza, è fotterlo. Come? Se opti per la versione Darth Vader, non ho niente da aggiungere. Immagino tu abbia le tue buone ragioni e una lista di idee su fogli excel pronte a essere sfornate. E in cuor mio, un po’, devo dirtelo, gongolo.
Ma se invece decidi di strasbattertene e vedere cosa succede, un paio di consigli voglio darteli. Anzi tre, giusto per partire:

  1. molla il silenzio ascetico e i musi lunghi: la pippa non ti dona e lui continuerà a farsi i cazzi suoi, ancora più convinto della differenza fra la vecchia musona (cioè tu) e la nuova super figa da competizione (cioè l’altra);
  2. dimenticati le ripicche da terza elementare (vedi: rovinargli i piani dicendogli che esci e poi non esci);
  3. togliti la divisa da Tom Ponzi e smettila di farti venire le occhiaie pensando a dove sia, con chi sia, cosa stia facendo o chi stia ciulando: se hai deciso di aspettare, aspetta, ma fallo davvero.
Se per qualche motivo hai preso la vecchia strada dell’attendismo, del “magari-passa” e del “supereremo anche questa”, l’unica opzione che hai – se vuoi che funzioni – è fregartene davvero. O meglio, fare almeno finta, ipnotizzando pure te stessa, se serve. 
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10 modi per riconoscere un traditore seriale

10 modi per riconoscere un traditore seriale

UNO. Guarda le premesse.

Se arriva da te già impegnato, parti malissimo. Quello che sta facendo all’altra oggi, potrebbe essere fatto a te domani. 
Certo, magari ti dici che anche a te è capitato di conoscere uno alla fine di una storia e che se la storia non fosse già morta e sepolta prima del rito funebre, nemmeno ti saresti sognata, tu, di aprirti (in senso letterario e pure letterale) ad altro, ma sappi, che è un alibi che non regge, questo. 
Potrebbe dirti che con sua moglie non c’è più nulla da tantissimo tempo, che lui e lei sono come fratelli, che lei magari ha già un altro. Ma finché vivono sotto lo stesso tetto, non ne avrai mai la certezza. 
O sparisci ora (subito) o ti inginocchi e ingoi (il rospo) e ti impegni pure a non lamentarti (che di ragioni, credimi, ne avrai a pacchi e ciuffi).

DUE. Chiedi.
Domande chiare, chiuse e che non ammettano mezze risposte.
Preferibilmente a raffica e imbuto. Senza imboccarlo.
Lo imbocchi  – tocca spiegarti tutto – quando gli dici che non esci con uomini impegnati (lascia perdere i giri di parole. Ci sono uomini, con due o più famiglie che non si sentono impegnati manco per niente), e poi gli chiedi: “e tu non lo sei, vero? vero che sei single?”. 
Se lo fai, stai sprecando tempo e risorse. Molto meglio mollare le perifrasi e andare al sodo: “Sei sposato/accasato/fidanzato?” Sì, beh, questa potrebbe andare, ma anche qui l’immaginazione di certi Pifferi potrebbe stupirti e loro, i Pifferi, potrebbero risponderti “No”, intendendo in realtà: “Sì, ma non lo chiamerei un vero matrimonio/relazione”.
“Vivi da solo?” è una domanda perfetta per la prima conversazione, ancora prima di andarci a cena. 
Se risponde sì, non mollare e chiedi da quanto. 
Quando poi risponde (se risponde), a questo punto chiedi a quanto tempo risale l’ultima frequentazione. Oppure sbraga e domanda:”Vabbè, sei single, abbiamo capito, ma, dimmi, ti scopi qualcuno o vivi di poesia e immaginazione?
Se si scandalizza è una zuppa, quindi tanto vale perderlo.
TRE.Apri gli occhi.
Prima di ascoltare quel che dice, leggere quel che ti scrive e bearti di quel che senti, fermati a dare un’occhiata a quello che fa. 
Ti porta a cena sul lago di Como (e tu abiti a Pavia)? 
O organizza spettacolari fine settimana fuori porta (e alle volte pure confine)? Non hai mai incontrato nemmeno mezzo dei suoi amici?
Mmh. Gatta-ci-cova. Fossi in te, andrei a fondo. 
Se poi si dichiara più singolo di una confezione monodose di TicTac, ma dopo le otto di sera sparisce e nel weekend evapora nel nulla, forse, non ti ha raccontato tutta la verità. 
E SE NON BASTA ECCOTI IL QUATTRO.  Prendi appunti. 
E verifica la coerenza di quel che racconta. Con tutte le cose che hai da fare, pensa a quante te ne dimentichi ogni giorno (mica solo tu, eh) e considera che se vuoi davvero avere qualche mezza chances di capirci di più, quel che ti dice che fa, non va scordato.
Cinque, sei e sette e otto (squot- giravolta- squot).
Non servono. A questo punto, il 5, il 6, il 7 e l’8 non servono: se sei invischiata in una relazione con uno di cui non ti fidi, hai poco da fare (salvo andarti a rileggere l’ottava riga e applicarla alla lettera). E quindi? Niente: o ti rassegni, o molli il balino e ti rilassi. Tanto più che (chicca finale in chiusura di post) fonti attendibili hanno dimostrato come la fedeltà maschile non sia indimostrabile. 
(Ma sia davvero vicino alla fisica dei quanti.)