Apologia della promiscuità

Apologia della promiscuità

Sottotitolo: perché la monogamia non esiste.

Foto del 27-05-16 alle 09.20

Qualche eone fa*, ho letto “Cattivi è meglio”* e ci ho trovato un Zacco di spunti interessanti. Primo fra tutti, un’apologia della promiscuità che parte raccontando di un congresso di urologia, continua mostrando un relatore con i pantaloni abbassati, va avanti citando Bukowski (che paragonava il fare sesso “a prendere la morte a calci in culo mentre si canta”) e finisce confermando quel che tutti (ma proprio tutti) sanno benissimo e quasi nessuno dice.

Ovvero che il sesso fa bene. Punto.

Ora, considerando che l’essere umano non è un uccello,  e che la monogamia, a livello biologico, è diffusa quasi esclusivamente fra i volatili (e anche qui, per alcune specie, le scappatelle non si contano) e fra pochi-pochissimi mammiferi*, perché ostinarci a ritenerla basilare?

Vuoi saperlo davvero?

Perché ce la facciamo sotto dalla paura. Ecco perché.

Di cosa? Di essere abbandonati, di essere scartati, di essere lasciati soli. Di non essere i preferiti.

Da dove arrivi questa colossale smania di primeggiare in solitaria, di vincere la partita senz’avversari, di avere il cento per cento delle quote di mercato senza concorrenti, non ne ho la più pulfida idea.

A noi, a noi bipedi, a noi castori e gerbilli, ci piace vincere facile. Non ci piace rischiare. Ma ci ammazziamo di seghe immaginando di farlo. Quando però, dall’astrofisica si passa alla versione live e ci troviamo di fronte aR pericolo, andiamo in sbatti.

– C’è una che mi gira intorno.

– Ah, sì?

(Lei finge indifferenza. Lui già suda, ma è coraggioso e prosegue)

– E com’è?

-Figa.

-Te la faresti.

Il panico, ora apre due versioni, A e B. Nella A, lui molla, rassicura lei e dice che per quanto figa possa essere l’altra, mai e poi mai potrebbe raggiungere la figaggine dell’unico vero amore della vita sua. Nella B, non cede e mette alla prova il quadretto, conscio dei rischi.

– Perché no? Ci esco domani, mentre tu sei a Pilates. Poi ti racconto.

A Fantasilandia, a questo punto, lei ride e lo invita ad aggiornarla appena possibile. Si comporta con lui come farebbe con la sua amica, quella un po’ vacca, ma simpa. Lui esce con la tizia, fa quel che gli gira e al ritorno, lo racconta pure, come farebbe con l’amico simpa e un po’ svampi che conosce da una vita.

Tra i due potrebbe finire a causa della rivelazione, certo, così come a causa di un parcheggio ad minchiam, di una multa non pagata, di una mitragliata di puntini di sospensione o di un’altra qualsiasi motivazione. La verità, quella vera-vera, è che potrebbe finire comunque. Che finirà comunque. Prima o poi. Che niente è per sempre. Nemmeno le rocce. Nemmeno gli oceani. Ma che – caso mai – ci riuscissero, il tizio e la tizia – parlandosi – avrebbero una chance in più di durare. Un’altra settimana. Almeno.

__________________

Mammiferi monogami:

  1. pipistrelli (a parte Batman);
  2. lupi (tranne il mio);
  3. volpi;
  4. gibboni e altre scimmiette;
  5. castori (non tutti, solo quelli MADE IN USA);
  6. qualche topo (maschio);
  7. lontra gigante e altri due-tre roditori ammericani;
  8. alcune foche (F -O-C-H-E);
  9. un paio di antilopi africane estinte.

Fonti (dell’eterna giovinezza):

  • Esseri viventi monogami, dal National Geographic
  • Focus
  • “Cattivi è meglio” è il primo libro di Richard Stephens, che insegna psyco all’università di Keele, UK, ed è addirittura il Presidente  della British Psychological Society.
  • “Finalmente un libro che fa giustizia delle trasgressioni, svelandone i vantaggi nascosti, e arrivando alla conclusione che se le buone abitudini allungano la vita, le cattive aiutano a sfruttare meglio il tempo guadagnato.
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