L’amante perfetto? Abita lontano.

L’amante perfetto? Abita lontano.

L’amante, nella sua accezione letterale e non necessariamente letteraria, per essere perfetto deve stare lontano.
La vicinanza sciupa la fiction, distrugge l’immaginazione e fa coriandoli del desiderio che poi quando s’incastrano nei tappeti non vengono più via e senza fiction, immaginazione e desiderio, anche il più torbido degli amori si schianta contro la polvere, s’incaglia nei capelli dentro la doccia e si arrotola su se stesso come gli auricolari del telefono.
Se l’amante abita lontano, deve cercarti e tu devi rispondere come si deve. Il filo si mantiene teso e la fiamma abbastanza alta per croccare la superficie mantenendo soffice il contenuto.
Se sta dietro casa, diventa routine e la routine è fragilissima: basta un soffio per mandarla in pezzi, uno sguardo sbagliato per farla crepare e trasformarla in piccole schegge di vetro sotto le unghie alle quali resistere non è proprio facile.
Se invece l’incontro richiede pianificazione, spostamenti, viaggi in treno o in autostrada, la voglia dura di più.
Ecco perché l’amante, nella sua accezione letterale e non necessariamente letteraria, per essere perfetto deve stare lontano.

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