Come litigare con qualcuno che ti piace.

Come litigare con qualcuno che ti piace.

Se qualcuno ti piace non è vero che non ci litighi. Anzi, ci litighi di più.
Con chi non ti piace, nemmeno ci discuti, figurati se ci litighi!
Al massimo sbuffi e poi, con tre dita su Control + Alt + Canc, cancelli.

Se qualcuno ti piace molto, poi, può essere che nel litigare tu t’imbestialisca e dica cose così brutte che se fossi una brava bambina ti toccherebbe lavarti la bocca col sapone.

Meno male non lo sei e non lo sei mai stata, tu, tortellina-WUM, una brava-bambina, che il sapone in bocca ti fa schifo e lo sai, perché l’hai provato, al posto del Muller.

Eri già cattiva da piccola. 

“Indemoniata” e “posseduta”, sentenziava madre Grazia, alle Orsoline, spedendoti da Ignazia, la preside.
Sei cresciuta ribelle, tutta ribelle, fuorché nei ricci, che non ne vogliono sapere di restare, nemmeno arrotolati come fanno vedere i tutorial di youTube.
Sei diventata alta e tutta spigoli. Hai mantenuto l’altezza (reale) e barattato uno spigolo dopo l’altro per pranzi e cene da mille e una notte innaffiati da fiumi di vino che neanche nel giardino dell’Eden, a Capodanno.
Brava, tu, non lo sei mai stata.
“Non hai abbastanza talento” sibilava Genoveffa. “Non ti laureerai mai” – gufava, sempre lei.
Non sei mai stata abbastanza brava per disegnare. Secondo lei.
Che oggi ti pubblichino e ti paghino pure per farlo, sarà un dettaglio. O solo culo. Che di quello abbondi.
Non eri brava da fidanzata. Come moglie sei stata uno schifo. Da mamma single, sei diventata un supplizio.
Tre o quattro cose le sai fare mica male.
Sai cucinare.
Hai una cassetta degli attrezzi da far invidia a un meccanico. Pazzo. E sai come usarla.
Sai scrivere per altri infilandoti nella testa di chi ti paga.
La quarta non mi viene. Pazienza.
Non sai però, ancora litigare.
Una volta scappavi.
Smettevi di parlare, ti giravi e sparivi.
Anche all’estero.
Hai imparato a restare. Non ancora a respirare. Hai letto un sacco di solfe sull’intelligenza emotiva, ne hai perfino scritto, ma ancora, Wummina, non ti entra.

Eppure le cose da fare, quando litighi, le conosci…

  1. Mettiti nei panni dell’altro.
  2. Non accusare, che non sei Torquemada.
  3. Non dire cose come “Tu fai SEMPRE così”. 
  4. Invece di chiuderti come una trappola a scatto, apriti e ascolta. Anche “apriti” e basta va bene.
  5. Non fare paragoni con il passato. Se hai avuto storie di merda, la colpa è solo tua.
  6. Non parlare in generale. Sii sempre specifica, sul pezzo.
  7. Non cercare di avere ragione. Con quella non mangi e non ci dormi nemmeno meglio.
  8. Non andare a dormire arrabbiata, che ti vengono le rughe.
  9. Non cercare l’ultima parola, punta all’ultimo limone.
  10. Se alla fine non sai più che pesci prendere, levati la maglietta, oppure bagnala. Funziona sempre.
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