Uncommentable histories of normal abnormality.

Uncommentable histories of normal abnormality.

Uncommentable histories of normal abnormality.
UNA DI DUE
Dieci anni sotto lo stesso tetto, una pila di giornaletti immobiliari sul tavolino fronte divano e qualche approfondimento genetico qua e là per immaginare, ma sì, dai, perché no, pure un figlio. 
“La coppia perfetta” dicono di loro gli amici.
(Per inciso, se siete accoppiati, pensate di essere felici, vi piacerebbe continuare ad esserlo, e sentite dire una cosa così da uno dei vostri amici, uccidetelo.)
Tutto bene, già, certo, almeno fino a che, una sera qualsiasi, un amico di lui non interpreta nel modo sbagliato una frase di lei, che – in risposta a un banale come stai – si dichiara “distrutta”; l’amico pensa lo sia dopo la confessione di lui e dei di lui perpetrati peccati e ribatte: “meno male ha avuto il coraggio di dirtelo. Erano mesi che insistevo”.
Tempo zero si alza il sipario e salta fuori una relazione pluriennale a distanza con una compagna –altrettanto ufficiale- ma dislocata oltre dogana.
“cosa posso fare per farti stare meglio?” domanda poco dopo – convocato in diretta – il fedifrago all’esterrefatta compagna numero uno.
“comincia col fare i bagagli e poi, gentilmente, non appena puoi e compatibilmente con i tuoi impegni, crepa” risponde lei.
DUE DI DUE
Lei è una Giovanissima Single Mamma di un nano in età scolare. Lui parte in panchina come corteggiatore tripla classe A (affabile, affascinante, attraente) e dopo tre mesi di filo spietato entra in campo come NuovoStraordinarioAmore di lei, che s’innamora come un’ostrica e – pezzettino dopo pezzettino – si convince di aver fatto sei al superenalotto incontrando quell’unico meraviglioso essere adatto a ricoprire il ruolo della metà mela perfetta. Una sera, poi, per caso (termine che possiamo declinare per lei in un colpo di culo of the madonn’ e per lui in sfiga abbinata a demenza allo stato puro) la GSM incontra un’amica che non vedeva da un po’ e decide di mostrarle se non live per lo meno on line, una foto del bellimbusto che occupa il proprio giovane e focoso corazon e accede – rullo di tamburi – a FLICKR.
Due “è, beh” e tre “ahperò” più tardi, sul tavolino fronte divano da cui GSM e la di lei amica fan scorrere pic da un banalissimo ipad, cala il silenzio.
Dopo un mezzo busto di lui al mare, pelle dorata e muscoletti a fuoco uno in fila all’altro, ecco un quadretto che GSM non pensava di poter vedere: lui in abito grigio scuro, con cravattino in seta. Sull’altare. Che sorride. A sua moglie.
Segue telefonata:
       Hei…
       Ciao. Dove sei?
       In giro in centro, tu, amore?
       Cazzi miei. Dimmi una cosa: sei sposato?
       —silenzio
       RISPONDI!
       Amore ascolta…
       Ascolta un cazzo. Rispondi: SEI SPOSATO???
       Piccola, senti… aspetta … non è come sembra
       RISPONDI CRETINO: SEI SPOSATO O NO? NON è DIFFICILE. RISPONDI E BASTA.
       …sì ma no…
       Sìììì MA NOOOO? Sììììììììì MA NOO? HO CAPITO BENE: HAI DETTO “Sì, MA NO”?
       … sì non è semplice vorrei spiega
       TU TU TU TU TU TU TU.

Un pensiero su “Uncommentable histories of normal abnormality.

  1. Il signor Q. gode discrete condizioni di salute e, benché sia consapevole di dover mettere in calendario un appuntamento con il tristo mietitore ha dato indicazioni alla sua segretaria, la signorina M., di rinviarlo a una data da destinarsi, che sia comoda per entrambi. L'attuale crisi economica è una benedizione per gli affari del signor Q., che dunque non ha alcuna intenzione di valicare il confine che separa il di qua dal di là, convenendo con Heidegger sul fatto che l'evento fatale non abbia significato in quanto tale ma in quanto possibilità. Riguardo invece le compagnie terrene, il signor Q. ha una predilezione particolare per alcune ambiguità che forse la signorina W. non apprezzerebbe. Ma egli, ahimè, è uomo terreno, al contrario della signorina W., creatura celeste.
    (L)

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