Fwd: [Preferisco pentirmi!] Uomini, santa pazienza…

Fwd: [Preferisco pentirmi!] Uomini, santa pazienza…

(onore a Isadora)
Da: Isadora Drunken <isadoradrunken@gmail.com>
Data: 14 ottobre 2012 16:18:25 CEST
A: lei@womenusersmanual.com
Oggetto: [Preferisco pentirmi!] Uomini, santa pazienza…

Non che non mi avessero avvertita, lo sapevo. Persone competenti mi avevano detto che c’era il serio rischio che i miei primi tentativi di relazionarmi con gli uomini dopo la separazione potessero portarmi a trovare (scegliere?) persone molto simili all’uomo da cui mi ero da poco separata.

Io avevo sorriso. Figurati. Ormai li riconosco lontano un miglio quei tipi lì. Ho avuto per le mani un narciso, manipolatore, infantile ed egocentrico per un paio di decenni, ti pare che non riconosca l’aroma delle pretese di accudimento al primo incontro, foss’anche casuale? Ti pare che non capisca al primo sguardo se tira aria di predazione?
E infatti le ho riconosciute le tipologie, al primo colpo e senza errore. Quel che non mi aspettavo è che sarei stata disposta a tollerarne le stravaganze perché ne subivo comunque il fascino. O forse perché ero troppo presa da altri dettagli.
Entrambi impegnati, quindi presi a prestito, proprio perché non avanzassero pretese, perché in teoria non si chiede ciò che non si può dare.

Uno, il predatore intraprendente, ha trasformato un contatto agente-cliente in una relazione personale in meno di un’ora, “Ma sì, diamoci del tu, va. In fondo siamo coetanei.” Cosa platealmente non vera ma lusinghiera, un omaggio che ho accettato senza ribattere. Mi aveva già informata del fatto che aveva famiglia lasciando cadere nella conversazione il fatto che doveva tenere il cellulare sempre acceso perché aveva bambini piccoli e non si sa mai. Aveva anche chiarito che comunque gli piacevo, abbracciandomi e baciandomi come un’amica di vecchia data già congedandoci dopo la prima visita a un appartamento. Stupefacente e assolutamente inappropriato, ma l’avevo lasciato fare. In fondo alto, massiccio e biondo com’è, la confidenza non mi dispiaceva.
Alla seconda visita, lasciandolo fare, quell’appartamento vuoto aveva assunto potenzialità da Ultimo Tango a Parigi, magari più allegro e meno faticoso, visto che la cucina era ancora arredata. Quando si è trattato di dare un’occhiata al soppalco, e scale per arrivarci non ce n’erano, nella sua intraprendenza il biondo ha allacciato le mani a predellino e ha detto, “Dai, metti un piede qui che ti spingo su.” E davanti al mio muto stupore ha pensato che avessi paura di cadere, “Allora metti un piede sul mio ginocchio e io ti reggo.” Ho avuto un piacevole flash delle sue mani intorno ai miei fianchi, o forse un po’ più giù, e del seguito, quando fossi scesa, e mi sono chiesta se imbarcandomi in attività X-rated con l’agente immobiliare in una casa in vendita, poi l’avrei dovuta comprare. Lui si stava proponendo come incentivo? A me sarebbe venuto da comprarla per una specie di riparatorio senso del dovere?
Per non correre rischi e gratificarlo comunque, gli ho fatto spostare il tavolo della cucina fin sotto al soppalco. L’ha alzato come fosse un fuscello, a onor del vero. Ho finto di non vedere la mano che mi offriva per salirci e dalla mia nuova elevata posizione ho esaminato il soppalco. Ovviamente ero conscia  che nel frattempo il predatore intraprendente esaminava il mio nadir, visto che se lo ritrovava più o meno all’altezza del naso. Crudele, mi sono sollevata sulle punte dei piedi, in un effetto tacco dodici. Lui, non pago della dimostrazione data col sollevamento-tavolo, si è aggrappato al bordo del soppalco (lo vedi quanto sono alto?) e si è tirato su (lo vedi quanto sono forte?). Direi che i pavoni hanno vita più facile, in fondo gli basta aprire la coda, ma un po’ di ammirazione me l’ha estorta. Solo che non riusciva a capacitarsi del mio non voler procedere oltre, “Semmai ne riparliamo quando non ci saranno potenziali passaggi di soldi di mezzo.”, proprio non lo convinceva come motivazione. Ma tant’è…

L’altro, il pavido predatore, si è lasciato sedurre. Invitato a pranzo, non ha preso l’iniziativa nemmeno quando sono rimasta immobile davanti al lavello della cucina mentre lui ci metteva dentro la tazzina del caffè ormai vuota. Lo stavo costringendo a una distanza che di sicuro non aveva più nulla, roba di centimetri, avrebbe potuto abbassare il viso e baciarmi, ma non l’ha fatto. Un insicuro abituato a giocare sul più che certo, non prende iniziative.
Mi è capitato di rado di incontrare uomini che pretendevano di essere travolti, li credevo estinti, e invece eccone uno di nuova generazione. Trovata infine la via del mio letto (con reciproca soddisfazione, va detto), la cosa non gli bastava. Ha iniziato a parlare di sentimenti, a pretendere coinvolgimento, gelosia persino. Che non fossi gelosa proprio non lo sopportava, non lo capiva, la mia apparente indifferenza lo indignava. Un po’ vessata, io mettevo paletti su paletti e lui me li strappava via tutti: voleva che mi innamorassi, e che lo facessi nel giro di poche settimane, come lo pretende una pulzella che ha dato la ‘prova d’amore’. Fin dall’inizio si era detto ‘niente morti e feriti’, ma lui sembrava non voler più considerare che nessuno dei due, per ragioni diverse, poteva permettersi una relazione così.
Visto che mantenevo le distanze e mi ostinavo a non chiedergli ciò che non poteva darmi, ha chiuso la storia mentre ero lontana con un lungo messaggio recriminatorio sul social network d’elezione, adducendo mie responsabilità fumose, ma soprattutto il mio essere così diversa da lui, cosa che da liberi ci avrebbe impedito di stare insieme, anche se lui era impegnato. (!)
Incidentalmente stavo già sbrigando pratiche funerarie, quindi non mi sembrava il caso di trasformare un pedestre episodio di  egocentrismo in un altro lutto. Ma quando con buona grazia non ho fatto storie, le ha fatte lui. Che diavolo! possibile che non mi dispiacesse neanche un po’?! Come mai non volevo vederlo per parlarne faccia a faccia? A tu per tu, come si faceva quando non esisteva internet… Nemmeno rendendosi conto dello smaccato controsenso dell’usare la messaggistica per chiudere, ma di non considerarlo un mezzo valido per chiarire. No, non gliel’ho neanche fatto notare, non sarebbe servito. Son ragazzi…

Che dire? Le donne saranno anche quelle con il gusto per il dramma, ma a volte gli uomini sguazzano beatamente inconsapevoli nella commedia. Le loro logiche semplicistiche, che si avvitano e precipitano in fiamme davanti a una donna che in fondo applica le loro stesse regole, quasi mi inteneriscono. Ce ne sarà qualcuno che non dia tutto per scontato o che non voglia segnare un punto tanto per mettere un fermino alla propria autostima? Che mi ascolti e mi prenda sul serio quando dico che non mi pare il caso di mischiare le compra-vendite immobiliari con il sesso, o che non voglio storie impegnative? Chissà.


Postato da Isadora Drunken su Preferisco pentirmi! il 10/14/2012 04:18:00 p.

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