L’Alieno, il superbollo, l’IMU e la matematica che ha una sola funzione

L’Alieno, il superbollo, l’IMU e la matematica che ha una sola funzione

Mi chiamo Italia, ho quasi 66 anni, e li porto mica male.
Quando capita, lavoro. E lavoro duro. Quello che faccio mi piace, e ci metto anima e corpo.
Per sei mesi l’anno, quello che guadagno serve a costruire caserme-fantasma, a pagare le auto blu di gente che ordina Chateau Lafite-Rothschild a pranzo sciabolando la VISA di Stato e i poveri cristi che – a turno- aspettan fuori leggendo il giornale.
Per 180 giorni su 360, esco alle otto e torno alle otto, sapendo che quello che faccio non lo faccio per me. Né per la mia famiglia.

Né per i miei amici o i miei figli, ma per un’entità aliena (e temo davvero alienata) che cambia nome, faccia e colore ma non sostanza e stile.
Quest’entità, l’Alieno, ad un certo punto quest’anno ha deciso di farla pagare a quei bastardi che si possono permettere i macchinoni. Già. E ha imposto un superbollo  che dovrebbe portare nelle casse dell’Alienato erario qualcosa come 50 milioni di euro.
Beh. Una bella sommetta, non c’è che dire.
Peccato che il mercato delle auto di lusso, solo nel primo trimestre del 2012 abbia registrato perdite per 1.431.600.000, che tradotto in lettere fà, euro più, euro meno, un miliardo quattrocentotrentuno milioni e seicento mila euro.
Wow.
Ma questo qua, quest’entità Aliena, era in classe con il Trota? Mentre spiegavano matematica, dov’era? In bagno a fumare lavanda, gelsomino e lexotan? E quando è arrivato il momento delle sottrazioni, mi domando, cosa c’era di poco chiaro nelle parole del profe? Mah. La lingua, forse. Che l’albanese non gli suonava bene.

Bello, no? Di qua forse portiamo a casa (loro, mica nostra) 50 monetine, e di là – al pronti via – ne perdiamo di sicuro più di mille e quattrocento.
Solo che non basta, no, perché non è che ne perdiamo mille e quattrocento e ciao, no.
Macchè: insieme a quel miliardo e mezzo (di perdite cumulate di Ferrari e Maserati, senza considerare il segmento premium di BMW, Audi e Mercedes), vanno a patrasso anche quelli che lavorano nel settore, e non parlo solo della forza-lavoro, tutelata di diritto (lasciamo perdere con quale efficacia) dai sindacati, ma anche dei settori collaterali, di quelle mille-mila aziende collegate all’auto di lusso, dalle piccole-medie aziende all’artigiano che lavora la pelle con l’impresa familiare.
Già.
Ma questo l’ Alieno non l’ha considerato, o forse sì, imputando il tutto alla voce “danno collaterale”.

No. Io non ho un’auto di lusso. A dire il vero non ho nemmeno un’auto.
Ma -porcapaletta- ho una casa.
Sì, ho il gran culo di avere una prima casa e pure una seconda. Entrambe regalo dei miei, che hanno sgobbato come muli (insegnando a me a fare altrettanto) una vita intera, iniziando prima di finire le medie, passando per la guerra e la dolce vita (ma solo alla TV) fino ad arrivare alla tristezza del GrandeFratello, del Bungabunga e della pensione che non avranno. Mai.
E mentre sgobbavano, quei miei poveri genitori, pagavano anno dopo anno, dopo anno, le tasse per mantenere l’alieno.
Ma torniamo un istante in su, là dove dicevo che lavoro per l’alieno sei mesi l’anno. Ecco. E una volta finita la tassazione sul reddito, pagato tutto quanto devo pagare, posso spendere il resto, vero?
Sì. Cioè, non proprio. Perché su quello che compro, su QUALSIASI COSA, c’è l’IVA, o imposta sul valore aggiunto (che farebbe meglio a chiamarsi “atteso”, che così uno se lo aspetta).
Se compro una casa, poi, devo pagare la casta dell’alieno, che fa finta di guardare i documenti ma se ne strasbatte i maroni degli atti e non controlla una cippa. Se poi qualcosa va storto, e quella casa là non la posso più tenere e la voglio vendere, non posso. Almeno per 5 fottutissimi anni.
Altrimenti “speculo” e mi tocca pagare le tasse sulla differenza fra il prezzo pagato per l’acquisto e quello forse riscosso dalla vendita.
Lascia perdere che se compri a 100, e ne spendi 200 per rimetterla in piedi, poi per forza la rivendi a 300. Che son dettagli e all’alieno i dettagli non interessano. E non pensare che ci devo pure pagare l’IMU. Perché – a sentire il capo dell’alieno – l‘Alfa-Alieno, così fanno in tutti i Paesi civili del mondo.
(ma lo saprà, lui, che fino alla guerra di secessione, la schiavitù era considerata normale in tutti i Paesi “civili” del mondo di cui lui parla? E gliel’avranno mai detto che il fatto che una cosa sia fatta da qualcun altro non la rende giusta o equa o sensata o replicabile tout-court?!)
E quindi, alla fine, NO, non posso spendere tutto il resto.
Ma non c’è problema. Perché non ho resto da spendere. Alla fine dei conti.
C’è solo la voglia di fuggire. Come fanno i migliori cervelli che prendono il volo. Solo che io da esportare non ho più neanche quello. Ho dovuto venderlo in nero, per evitare la tassa sulla speculazione delle sinapsi, aumentate, nel corso degli anni, a dispetto dei programmi pedagogizzanti che pensavano di propinarmi e che io dribblato d’amblè, non  avendo (ah ha!) in casa mia un televisore ( per evitare ovviamente la tassa sul possesso).

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2 pensieri su “L’Alieno, il superbollo, l’IMU e la matematica che ha una sola funzione

  1. Continuo a considera la fuga come l'unica soluzione per evitare questa leggera ma continua “ansia da futuro” che mi opprime da qualche anno in questo paese.
    Codardo? Forse.
    Più probabilmente stanco di questo triste spettacolo che l'Italia sta riproponendo in scena da decina di anni.

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