Ssh. scappo

Ssh. scappo

SCAPPO dalla città 

(la vita, l’amore e … gli asini).

Sì.
Scappo.
Scappo dall’eco di tutti i cazzo di “sì-certo” e “non c’è problema ci penso io” che avrebbero dovuto essere “vaffanculo,stronzo” e “strozzati, iena”.

Scappo dagli urli mancati, dalle lacrime segrete e soffocate. Scappo dal ricordo del riflesso del trucco sbavato nel retrovisore e dal pietoso Tempo che lo sfumava per mascherare la rabbia.

Scappo dal profilo linkedin e dal suo curriculum e da una casa spaziale troppo bianca e fredda. Comprata di corsa,per scappar via da un’altra. Disegnata da una me che non era in sé.

Scappo aspettando di avere di nuovo degli alberi, e un prato spettinato con una panchina sopra.
Scappo dal condominio, dai vicini arrabbiati, dagli ascensori, dagli allarmi. Scappo dalle scadenze, dalle banche,dalle agenzie immobiliari e da quelli che vengono a vedere la mia casa in vendita e dicono “oh, com’è grande, com’è bella… Ma noi abbiamo la metà di quel che chiede” e “ma i mobili ce li lascia vero?” (certo. Anche i tanga, é ovvio, no?).

Scappo dalla città. E un giorno tornerò in campagna (che se una nasce in mezzo alle galline vere, tra quelle finte poi si sente a disagio).

Scappo dal grigiume, dai mezzi toni, dalle mezze frasi e dalle mezze (never enough) misure. Scappo dagli uomini sposati (soprattutto dal ricordo di quello che ho sposato io), dai fifoni e dai pusillanimi.
Scappo dal silenzio, e faccio l’amore urlando alla tastiera qwerty del mio blackberry.

Scappo. Sì! E m’innamoro. Pure. Alle volte. Poi mi passa (e quasi sempre per almeno un valido motivo). Ma finché dura é sempre wow alla quinta.

Scappo dalle protezioni privacy e dai clienti che no, non vorrebbero leggermi allegra. Piuttosto depressa, o malata, ma allegra e cazzona no, che diamine!

E non importa se fra di loro ci sono manager che su Facebook ci han preso la residenza: io sono il fornitore, il fornitore non può.

Scappo dai controlli di quelli che in teoria pago (troppo) per lavorare per me, e che mi mettono un’ansia addosso che neanche fossero strozzini castrati.

Scappo. Yes, Madam… E a gambe levate.
Scappo dal buio. Dalla malinconia. Da quel che avevo in testa mentre dicevo “sì lo voglio”. Dalla paura. Dai sogni che non dovrei fare.

Scappo dentro un bit, in cerca d’elettricità e di luce. 
Scrivo, blatero e twitto da sola.

Che ci sian 4 gatti che mi leggono, e 2 che mi parlano, é una coccola inaspettata, ma resta una gran sorpresa.
Non ho una faccia solo per chi non voglio che la veda.

Ma il nascondiglio del mio avatar é una betulla. Con un elefante dietro.

E tu, che leggi, sì, a pezzi, forse, ma tu un pelo, almeno, questa mascherina la conosci.

E un giorno, magari da una veranda agreste, smetterò di scappare. E farò outing. Ma per ora no, tocca correre.
Ciò detto scappare non sempre é una sconfitta. Alle volte darsela a gambe non salva un cavolo, ma può anche salvare capra e cavoli, o -in casi eccezionali- il culo.

E non sempre scappare é da conigli.
(Wum, per esempio, vestita da coniglietta sta una favola!) :D

2 pensieri su “Ssh. scappo

  1. NON CREDO TU SIA CAPACE DI SCAPPARE…..
    SEI TROPPO FORTE…. E IL MONDO NON TI PIEGA FACILMENTE..
    COMUNQUE AGURONI..
    UN ABBRACCIO
    LUCALUCA

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