TRAPPOLE CON LA FACCIA DA TRAPPOLE E MALINCONIA ALLA COQUE.

TRAPPOLE CON LA FACCIA DA TRAPPOLE E MALINCONIA ALLA COQUE.


Non dovevi infilartici. Lo sapevi. Del resto sapevi anche che la più pericolosa delle trappole non è quella mica subdola, ma è quella che riconosci al volo, lontano un miglio, senza nemmeno doverti mettere gli occhiali.

Se ti affacci dalla finestra e guardando giù dal 15 piano dici “ehssì,  se cadessi da qui ci lascerei le penne”, e poi salti giù, le penne ce le lasci comunque. Anche se lo sapevi.

Ma tu hai guardato la trappola dritta negli occhi, hai sbattuto i ciglioni e sorridendole le sei andata incontro.  A braccia aperte.   E adesso sei lì che dici “mammachemale”, il coro delle voci bianche alle tue spalle intona l’ode del telavevodetto e quella roba incartata nel cellophane, quella che non sapevi nemmeno di avere e che quelle con più buonsenso di te chiamano coscienza, ti si sta rivoltando contro come una peperonata per colazione (e Wum sa che nella fattispecie il paragone calza).
Non dovevi infilartici. E invece ti ci sei buttata come zio paperone in una piscina di paperdollari, come una scimmia in un container di banane o  come una zanzara in un centro trasfusioni.
Fino all’altro ieri avevi gli occhi innamorati di Raperonzolo, la bocca a cuore di Fiona (di giorno) e le speranze di immortalità di Monica Bellucci. Oggi vicino a te Nonna Papera sembra Missa America. Sei così incazzata che non solo ti molleresti su due piedi, ma ti cancelleresti pure dalle amicizie di facebook.
Sei così arrabbiata e delusa e mortificata e maddaicazzo che non hai più parole. Gli spaccheresti la faccia. Giusto perché la tua fa già schifo così e almeno pareggeresti i conti. Se solo avesse un senso. E sei così arrabbiata anche perché non stiamo parlando di una cosa fresca, appena successa. Ma stiamo parlando di un refolo di tristezza&sconforto che non ti abbandona da più di due mesi. Cioè da quando, nodo in gola e palle in mano, hai affrontato l’inaffrontabile e hai chiuso la serranda della tua relazione bifamiliare in comodato pro tempore.
Lui era fidanzato,  e dopo il primo biennio si stava avviando verso la specializzazione. Non era innamorato dell’altra. Frequentava un Master In Noia Profonda.  E guardava te come fossi la Madonna di Medjugorje e l’altra come un ispettore del fisco.
… Con quegli occhi gigioni, le braccia forti e quel cazzo di sorriso capace di bucare l’ozono, lo schermo dell’iphone nonché il tuo tanga, si era venduto benissimo.
Non avresti dovuto. Dicevi “mi farò male”. E quando hai preso la prima uscita di sicurezza e hai pensato “ecco. Fa male. Sul serio. Ma lo sapevo” quello che davvero ancora non sapevi era che sarebbe andato avanti a bruciare a lungo. Come un bastoncino indiano di quelli che accendi e non finiscono mai, impuzzando tutto il circondario di patchiulli, sandalo e rabbia postuma.
Quando il comodato è finito, pensavi che sarebbe passato un po’, ma non così tanto prima di girare pagina. Ci avevi fatto due progettini. Giusto un paio. Di nascosto magari, senza dirlo a nessuno (tanto meno a lui), ma ce li avevi fatti. O se non tu, i tuoi ormoni. Nel cassetto del forseungiorno, loro i biokiller in agguato riproduttivo, avevano buttato l’occhio sulle sue doti di potenziale padre di una nidiata di pargoli. E avevano sorriso, commossi (basta poco per commuoverli del resto, ma lui sembrava proprio bravo in quel ruolo che hai immaginato così di nascosto che ora che leggi ti girano le palle).

Lo sapevi. Sapevi che ti saresti schiantata. E in effetti ti sei proprio schiantata. Ma. Sai chettidico? Ti dico che hai fatto bene. In barba a scienza, coscienza e usciere. In barba a Wum, alle sue regoline che predica un attimo prima di rimangiarsele crude, in barba e baffi a chi ti dice che non ne valeva la pena “per uno così”. Perché se qualcosa ha da dire stanotte la tua Wummina è che NE VALE SEMPRE LA PENA. Qualunque cosa ci sia scritta su quella cazzo di pagina che stai leggendo oggi. E su quella che leggerai domani. Fino alla fine del libro.
Ne è valsa la pena. Se non altro per vedere i tuoi sorrisi ebeti al pirulì-pirulì dell’iphone. O le stelline del dopo plug&play. E anche i cirri e i nembi piovosi e carichi di lacrime in quei tuoi occhioni umidi pronti a scoppiare un minuto prima di andare da lui, suonare e dirgli addiopersempre.
Perché non si vive di sole settecef. O di sole riba. O di misererrime convention in paesi esotici (tra sandonato e cinisello) in tenuta di gala. Non si vive di iban, di fatture emesse, di km percorsi e dei biglietti d’auguri dei clienti che nutrono l’ego.
Non si vive nemmeno di perfezione. La famiglia del mulino bianco non esiste. Chi ce l’aveva ha dovuto darla dentro per non fare la muffa in cambio di un pacchetto di serena singletudine coatta. E quei pochi fortunati (illuminati e splendidi) che ancora ce l’hanno, sanno quanto sia difficile trovare un antitarme contro i morsi della routine.

Si vive solo d’Ancona milano otranto roma empoli. Solo ed esclusivamente d’amore (wum sta facendo progressi: ha scritto amore senza un filo d’esitazione!). Di quello possibile, di quello impossibile, di quello immaginato e di quello vissuto. Di quello in itinere, di quello finito, e di quello che arriverà e che è già scritto e basta solo andare avanti a leggere.  Ma sempre di amore si tratta (è la terza volta in un capoverso. Ve ne rendete conto?!).

E sappi che anche se Wum è una che si è rimangiata la fede, ha ingoiato la speranza e con la carità ci ha fatto coriandoli,  dopo tutto quello che ha visto e sentito,  se si trovasse a passare OGGI sul ponte di Einstein-Rosen (quello dei viaggi nel tempo nrR), rifarebbe tutto from the beginning senza nemmeno chiedere lo sconto, armata al massimo della tessera per la raccolta punti paradiso.
Quindi, cara la mia noncicasKopiù, sappi che Wum è con te. E ci sta anche quando dice che l’amore non esiste. O quando scrive che tanto è solo un gioco. Che sa che tutto è mortale. E destinato a finire. Quando scappa a gambe levate. Quando ha così paura di non ricevere risposta che decide di non mandare nessun messaggio. 
È con te quando ti vede limonare l’ultimo corteggiatore per salvarla (o lo baci entro 15 minuti o giuro che faccio lingua in bocca con la drag). È con te quando non chiami il tuo dolcissimo Tboy perché è lui che deve chiamare te. È con te quando urli di rabbia perché quello scimmione del padre dei tuoi figli non si degna nemmeno di fare una telefonata ai nani. E a loro  che ti chiedono perché mamma tu rispondi amore il babbo è via per lavoro ma poi chiama anzi proviamo noi a chiamarlo, vi va?. È con te quando dici che è lui che vuoi. E lo dici sapendo che lui forse non vuole davvero nessuno, ma di certo non vuole te.  È con te che ti fai 250 km ogni volta che hai voglia di vederla. Ed è con te che mentre leggi dici questo wum è il tuo post più bello in assoluto.

E te. Punto. (FMNCS).


6 pensieri su “TRAPPOLE CON LA FACCIA DA TRAPPOLE E MALINCONIA ALLA COQUE.

  1. vedo che wum non parla di donne e di uomini ma parla di wum e degli uomini di wum.
    il che mi confonde. e in post come questo sam si perde…
    chiederò alla mia parte femminile di decriptarlo.

    Sam Stoner

  2. Io, invece, in post come questi mi ci accomodo con aplomb psicanalitico, ci faccio la fossetta con il culo e mi guardo intorno con espressione mesta.
    Vera vita, in d'orate lettere (as you know).
    Non si vede spesso ed è prezioso. E' comunque tutto tanto prezioso.

    Ti bacio

    P.S.
    I caratteri da digitare per postare questo commento mi compongono la parola: PUBE
    Secondo me è un chiaro segno che dobbiamo ridere.

  3. The last but not least:
    As usual. Impara dall'esperienza Wum, l'essere masochisti/e, cercare l'impossibile o credere che la nutella non faccia ingrassare sono scelte che si rinnovano ogni mattina. Perchè la vita è sempre fatta solo di scelte: ti svegli e scegli a che ora farlo, ti vesti e scegli cosa indossare, fai colazione e scegli cosa mangiare, prendi l'auto e, sempre scegliendo, infili un cd nel lettore e così via per tutto il giorno fino a sera… Tu hai sempre scelto. A volte bene ed a volte inconsapevolmente meno bene. Ma ciò è fatto ormai è solo storia, è passato, è finito.
    Se vuoi un consiglio da fratello maggiore, non voltarti indietro e prosegui il tuo viaggio verso l'Amore Wum. Forse (ma solo forse)hai trovato la via giusta.
    Good trip!
    Xam

  4. A parte che “d'orate” era talmente bello che credevo fosse stato scritto apposta, cara LaMangrovia, mia ad'orata Wum, per poco non mi commuovo… quando scrivi roba come questa, metti una zeppetta sotto le mie traballanti giornate.

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