AMA L’UOMO CHE. PERCHè TU SEI UNA CHE.

AMA L’UOMO CHE. PERCHè TU SEI UNA CHE.

C’era quel post, quello geneticamente modificato dopo l’espianto di quasi tutti gli organi dalla catena di santa speranza, quello che faceva “AMA L’UOMO CHE”. 
E nel giro di vite della pubblication su She Noir, è arrivato  l’InquiStoner.

… è arrivato. 
Si è guardato in giro e ha iniziato a sospirare e a sbuffare, con un’aria condiscendente da seduttore navigato. 
E poi ha fatto – spostando di lato il complice ciuffo fonato – “ah Ha!! E quale donna si merita un uomo così??”
E noi, che andiamo in giro sbattendo contro i pali da tanto guardiamo  per terra in cerca di guanti, potevamo forse lasciarne uno tanto succulento lì a far la muffa?
Macchè.
Velasquez. (Venere allo specchio)
E quindi, Ladies and Gentleman, here you are: ama l’uomo che. Perché tu sei una che.



Ama l’uomo che ti chiama per dirti che sei la cosa più sexy del mondo (dopo che gliel’hai già data).
Anche perché tu NON sei una di quelle che smettono di farsi la ceretta dopo la terza sera insieme (VERO?) pensando tant’ ormai, né si presentano in busta vestite come la sorella racchia dell’omino michelin. 

Una di quelle che un po’ grazie a madre Natura, padre Ormone  (e soprattutto Zia Costanza), non si trasformano in DanetteDanone dalla sera alla mattina (magari -come dice L’inquiStoner- solo uscendo dalla guepiere contenitiva). 

Una di quelle che mettono il push up, e quando lo tolgono si senton dire: “oooh” e non “ah.” Ma, balconi fioriti a parte, tu sei una sexy per come cammina, per come mangia e per come ride. Sì. “RIDE”! Tu sei sexy perché ridi.

Stai bene in quello che metti,  hai smesso da almeno un quinquennio di saltellare nei camerini infilandoti in  jeans di una taglia in meno pensando “tanto tra una settimana mi vanno”, e quando ti guardi allo specchio e ti senti dire “uff” subito dopo pensi “…Tutto sommato…” e ti sorridi.


Che se gli attacchi il telefono viene lì subito a dirti cosa cazzo stai facendo dammi un bacio stronza.
E anche se tu sei una di quelle che ingoiano pacchi e ciuffi di  “lo sapevo non gli piaccio”,  e “dice così ma non è mica vero”, che non hanno il coraggio di pronunciare quella cosa che inizia per ti e finisce per ancona milano otranto, che han paura solo a pensarci, che si raccontano di non crederci, che scrivono pezzi pazzeschi e pieni di pathos, con le lacrime agli occhi, e poi li modificano impostando la data di pubblicazione automatica al 17 novembre 2019, o li nascondono in mezzo al sussidiario di quinta elementare nella scatola del barbour col pelo e dei dottor marteens… anche se sei così cervellotica che alle volte sono le tue sinapsi a mandarti affanculo (prima ancora delle tue amiche) e quattro giorni dopo il primo appuntamento han già scritto(o immaginato)  tre  lettere d’addio (che se finisce davvero almeno ti sei portata avanti). 
Tu sei anche una che subito dopo avergli agganciato in faccia il telefono, sei capacissima di chiamarlo e dirgli “vabbe scherzavo mi perdoni?”

Che ti baci in continuazione. E faccia fatica a trattenersi.
Perché tu fai così. Tu non ti trattieni. Almeno con i baci. Almeno con il contatto. Non lo hai mai fatto. E anche quando ci hai provato e ci sei riuscita (magari perché faceva brutto piantargli un metro di lingua in gola davanti a mammà e a tutta la sagrada familia riunidas), i tuoi occhi, veloci come furetti, non han smesso un attimo di solleticare il di lui ego (E la sua zip. ma non se ne saranno accorti, no?).

Che sia più ordinato di te ma meno maniaco.
Vabbe. Lo sappiamo, sai aggiustare un tubo che perde. Hai più cacciaviti di una ferramenta e attrezzi che farebbero invidia al presidente di leroymerlin. E vai in brodo di giuggiole tra gli scaffali dei trapani. Ma…visto che cambi posto a tutto, e sposti i mobili in continuazione, in casa tua trovare una pinza è più complicato che far passare un broker dalla cruna di un ago.

Che se ingrassi non ti dica niente ma ti porti per caso all’improvviso a correre, ti faccia il solletico inseguendoti per casa e aumenti il numero notturno di prestazioni funamboliche.
E visto che il tuo peso (come quello di qualunque essere vivente a parte  il plancton ) oscilla, tu sei alla costante ricerca di un equilibrio. Il che equivale a dire che ti piace mangiare (bene). 
E non ce la fai a dire di no ad un risotto con il tartufo bianco. 
E a un bicchiere di vintage tunina ghiacciato.
 E a –massì maddai- quella mousse al cioccolato fondente e pere con la faccia da stupro che il cameriere sta – appoggiando sul tavolo vicino. 
E il giorno dopo giassai che starai attenta. E magari anche quello dopo ancora. Ma non vivi in zona. Anche se sai che i residents del quartiere ne fanno una filosofia di vita e – a differenza dei macrobiotici- hanno una bellissima cera.

Che se ti viene la fissa della dieta a zona, e stai rasentando l’anoressia ma non lo sai perchè ti vedi obesa, ti porti in posti in cui non riesci a resistere fino a che non ti passa.
Perché tu che fino a ieri prendevi in giro i residents di cui sopra, dalla sera alla mattina, magari per via di un libro comprato in autogrill, sei capace di entrare in loop e blocchettizzare tutto. compresi gli esseemmeesse. (uno dolce, uno piccante e uno leggero. Come contorno.)

Che se il letto è monotono dopo enne anni di convivenza, ti inchiodi sulla lavatrice o nei bagni di un cinema.
Anche perché, dopo tutto, sei ancora lì che gli mandi bollenti segnali diurni di  irripetibili pensieri notturni nel mezzo di pallosissime riunioni  pomeridiane. Perché tu ogni volta che lo vedi (e che sia once in a while o every morning poco cambia) pensi ancora “a testate, ti prendo.”, leccandoti i baffi al solo pensiero.
Tieni conto che… Prima di lui soffrivi di nevralgie. Di tremende – improvvise- lancinanti-non -ce-la-faccio-scusa- nevralgie.  Di quelle strettamente connesse alla mancanza di erotismo del tuo ultimo animale domestico ufficiale. Ma da quando è arrivato lui, usi l’oki solo per far germogliare gli amarillis. E non hai mal di testa. E anche se  ce l’hai e lui ti guarda con quella faccia da schiaffi, tu un giro ce lo fai lo stesso (tanto poi lo sai che ti passa.  in un act).


Che ti cucini qualcosa di speciale (uova al burro e pan carrè possono bastare se uno non è Vissani) o di banalissimo mettendocela tutta.
Si. Anche ogni tanto. Mica sempre. Perché visto che di solito sei tu la cooking mama, quella capace di tirar fuori una cena per otto da un frigo così magro da meritarsi le sovvenzioni del fondo alimentare. Quella che senza corsi e senza pedigree culinario -s’ingegna e s’impegna, si arrabatta, manteca e spadella (riducendo of course la cucina un campo profughi) fino a far salivare i piatti e commuovere le posate.

Che ti guardi mentre siete con i suoi amici.
Lui ti guarda. 
Ti cerca. E ti guarda e ti cerca perché tu a lui piaci. E a te piace lui. Ti piace tutto (o per lo meno te ne piace buona parte. O ti piace tutto quello che hai visto ad oggi… ) e nel pacchetto FULL OPTIONAL ci hai trovato anche i ticket per la condivisione delle passioni.

Se hai culo, e ti va di lusso, sei la morosa del velocista. Di quello che da piccolo voleva fare il pilota (ma lavora in Jp Morgan dal lunedì al venerdì salvo trasformarsi nel cugino di Schumi, cognato di Pedrosa e  fratello di Rossi, durante moto mondiale e gran premio).
E puoi far finta di star sveglia tra una gincana e l’altra (basta aprire gli occhi ogni tanto, sorridere, guardare il quadratino della pole, dire “chi vuole una birra”, portare la birra e richiudere gli occhi accoccolandosi sul lato più esterno del divano). Alla peggio ti toccherà qualche sessione dal vivo in giro per l’europa, ma per sopravvivere e mantenere un udito stabile, ti basterà  andare al brico a comprare le cuffie gialle, quelle dei trapanatori d’asfalto per intenderci. non sarai elegantissima, certo, ma almeno non rischierai di capire “andiamo tutti al gay pride” quando il tuo capo dirà: “aspettiamo il budget dalla price”.

Oppure. Se non hai culo (che di solito non ce l’hai)… sei la fidanzata dell’arrampicatore. Quella con la faccia da vedova, seduta sulla roccia, con altre 3 povere pazze con il naso verso la vetta, il mega zaino a terra e i piedi come due cotechini senza nemmeno il beneficio di facebook (al campo base, sopra i duemila per intenderci, o lavori per la cia, o col piffero che il tuo iphone prende). Sei quella che si annoia, che conta i sassi e le crepe sulla parete di fronte, che ad ogni nuova arrampicata pensa “tanto stavolta cade”, sei quella che fa le ferrate (ripetendosi tipo mantra “non soffro di vertigini non soffro di vertigini non soffro di …”). Sei quella derelitta senza speranza che appena sente il clan clan clan dei suoi ganci di sicurezza gli vola al collo sprezzante del pericolo in agguato sotto le di lui ascelle. E sei anche la stessa che lava quegli zombie dei suoi calzini radioattivi la domenica sera sapendo che se li lasciasse nel cesto fino alla mattina successiva rischierebbe un’irruzione coatta dei nas per colazione.

O – ancora e pure peggio – sei la fidanzata del surfista. Quella in piedi sulla spiaggia ogni domenica al lago con i capelli a insalata riccia. E gli occhi più rossi di quelli di un coniglio (dopo una canna. Solo che almeno il coniglio sballato se la ride. tu no). 
Quella che mentre lui salta, non respira nemmeno (o la foto si muove e poi chi lo sente). Quella che se si dimentica l’acqua piuttosto muore di sete, ma non perde un colpo. Quella che se a un certo punto molla la videocamera per rispondere alla mamma, e vede lui con la coda dell’occhio pronto allo zompo, attacca senza nemmeno salutare.  Quella che se non sai cosa vuol dire passare quattro ore a dicembre dentro un iradiddio di vento, non conosci il significato della parola freddo.


—continua—
(maybe)
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3 pensieri su “AMA L’UOMO CHE. PERCHè TU SEI UNA CHE.

  1. Interessante quadretto. Ma Stoner ha beccato nella sua vita donne incapaci di rinunciare anche solo a una telefonata con l'amica che vedono ogni giorno. Stoner ha dovuto scrivere di notte mentre lei dormiva e dopo aver fatto il suo dovere tra le lenzuola perché lei se ne strafrega della scrittura di Stoner, figurarsi se Stoner crede che esistano donne capaci di andare dietro all'arrampicatore al surfista o al velocista 😉 Ma Stoner apprezza i buoni intenti ed è pronto a crederci come è pronto a rappresaglie degne della più violenta Desert Storm nel momento in cui questi sono disattesi.
    Bella questa donna, senza dubbio si merita un uomo come quello descritto. Sarebbero una coppia perfetta una di quelle che si può permettere di far circolare un TI AMO senza che le funeste ire del destino gli si scatenino contro.

    Sam Stoner

  2. Non lo so, Wum, siamo sicure che si debba per forza soffrire per essere la fidanzata di qualcuno? Che fine hanno fatto le affinità elettive? Insomma, non sarebbe meglio condividere la passione per il qualsivoglia sport, oppure lasciare che lui/lei lo pratichi e approfittarne per fare un'altra cosa? Sono in favore degli spazi personali, io…

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