ALEJANDRO, LADYVAGA E LA PRUDENZA.

ALEJANDRO, LADYVAGA E LA PRUDENZA.

Al tempo della narrazione, Alejandro e LadyVaga si guardavano da un anno solare, da uno scolastico si frequentavano e da uno canino si congiungevano l’un l’altra.

Prima di Alejandro, LadyVaga usciva qua e là (ovvero senza planning o scadenze programmate) con Fernando. Fernando era impegnato. O meglio. Condivideva il domicilio con la sua legittima coinquilina e convivente, ma lasciava il talamo alle prodezze centellinate di LadyVaga.
Nel regime Fernandiano, si contraevano molti dei tonicissimi apparati muscolari di LadyVaga, tranne uno. Quello cardiaco. Che invece si mosse e cominciò a palpitare prepotentemente con l’arrivo sulle scene dell’affascinante e tribolato Alejandro.
Alejandro, al tempo passato (remoto da un pezzo) della narrazione, risultava grigiamente invischiato in una relazione con un’iperaccondiscendente fidanzata part time (quando lavoro, non mi chiamare, ci vediamo dalle alle una sera alla settimana , ma se fai la brava tutti i week end + le vacanze comandate sono tuo giuro).
Lei era da lui fortissimamente attratta. Lui ricambiava guardandola con un paio di occhioni che neanche il gatto con gli stivali di shrek nella sua migliore interpretazione. Ma. Lei si diceva “ma dai non posso.” E si domandava “e se poi mi io innamoro e lui non la molla?”. E mentre lei si ripeteva “NO NO E NO”, passavano le settimane. LadyVaga e Alejandro cominciarono a studiarsi a distanza di sicurezza. Il NO perentorio della lady di ferro cominciò a vacillare e divenne prima un traballante MAYBE e più avanti un timido WHAT IF.
Poi, il caso volle che si trovassero sempre più spesso negli stessi locali (che uno non se lo aspetta ma alle volte anche New York può essere piccola) e, com’è come non è, diminuirono il divario e ridussero gli spazi. LadyVaga fece una ed una sola domanda: “sei innamorato” chiese. E quando lui disse “NO”, lei – già piuttosto al dente- tirò un sospiro di sollievo e lasciò che il distacco si accorciasse ulteriormente e si arrotolassero – finalmente – le lingue.
LadyVaga con i battiti a mille iniziò così con Alejandro una relazione IN ZONA.  Ovvero a blocchetti di uscite. Con  una lista di divieti tassativi e manciate di metaforiche perle di olio di pesce da mandar giù.

Pochi zuccheri, molto moto. Niente domande.

Silenzio stampa fuori zona: niente messaggi, ne telefonate durante il fine settimana, o nella sera del di lui ritiro comandato.

Appuntamenti ad almeno 150 km dal centro cittadino (nonché dalla residenza di potenziali amici dell’altra).

La lady, oltre ad avere un cuore d’oro, godeva di tempra d’acciaio e  così per i primi sei sette mesi riuscì a mantenere ben illuminati di siffatta bislacchissima (ma tanto comune) corrispondenza d’amorosi sensi.
Mangiando pane e pazienza e spalmando badilate di tolleranza sui propri spasmi d’irrequietezza, LadyVaga rimandò, tollerò e giustificò, temporeggiò e sopportò e poi continuò ad aspettare e a prorogare.
Finché, esaurito anche l’ultimo barattolino di indulgenza, arrivò un bel giorno a domandarsi “e adesso?”.…”avrò mica aspettato troppo?”.
Così, tra il lusco e il brusco, iniziò ad infilare una battuta qua e una frecciata là sperando che Alejandro si decidesse a manifestare un minimo di attaccamento (al di là di quello fin troppo evidente delle di lui mani ai di lei scolpiti fianchi).
Ma come lei infilava, Alejandro defilava e a furia di infilare e defilare, sfiorare e scartare, ammiccare e nicchiare … passarono i mesi.
Lui restava CARINO E COCCOLOSO, ma muto come uno sgombro sotto sale. Rimaneva presente e disponibile (entro i limiti della zona, s’intende), e  se lei spariva, lui partiva alla ricerca della pietra verde come un crociato con il graal.
Con il tempo (tanto, tantissimo … arrivati a questo punto), il bicchiere da mezzo pieno, diventò quasi vuoto e poi cominciò a creparsi, la mano a pesare e il tavolo a traballare.
Del resto Alejandro non aveva mai fatto promesse. Un “ti fidi di me” ripetuto come un mantra non è un patto, non fa sentenza, ne costituisce precedente.  E certo, mica poteva prendere una decisione così su due piedi, d’amblé, in soli otto – forse nove chi lo sa – mesi di relazione in dolby.
L’indecisione – si sa- è una brutta bestia (peggio del magalasso bolognese di rossi) e non è che uno solo perché si è dichiarato NON INNAMORATO dell’una debba lasciarla per l’altra. E consideriamo poi che se uno non ha mai tradito (ma è stato TAAANTO TRADITO, il pover uomo), non è pronto, non sa decidersi e rimane attanagliato nel dubbio (nonché rimors-esente, a quanto pare). Che poi l’altra magari non è nemmeno innamorata. Che è tutto da vedere… Si certo che mi piace ma come faccio a dirlo a quella là che ha detto che non mi avrebbe mai lasciato? e se poi la lascio per lei e lei mi dice chi te l’ha chiesto stattene a casa tua per cortesia?

Finì che mentre Alejandro meditava e ponderava e bilanciava i pro e i contro, e si ripeteva quanto difficile fosse scegliere, LadyVaga (Oh parbleu!) incontrò Hulio Con L’acca Aspirata.

Che era libero. Spagnolo, focoso, molto più istintivo e molto meno fracassa maroni e aspetta-che-ci-penso di Alejandro. E Hulio Con L’acca Aspirata portò via la Segnora Baga (suona male, ma detto da lui giuro che fa tutto un altro effetto) senza battere ciglio. Alejandro il prudente, con la solita faccia da sgombro, ci rimase – obviously -di sale.
Ah. E poco dopo fu mollato pure dall’Una, quella che non lo avrebbe mai lasciato. Perché, per quanto fanta-accondiscendente fosse, Una non era scema e com’è come non è venne a sapere della scappatella di Alejandro e LadyVaga durata SOLO quasi un anno.
Morale:

Caro Alejandro, se il vecchio adagio recitava “La prudenza non è mai troppa”, in certi casi, toccherebbe riesumare William il visionario Blake per fargli urlare:la prudenza è una ricca e ripugnante vecchia zitella corteggiata dall’incapacità e forse anche il dottor Johnson (quello de “l’inferno è lastricato di buone intenzioni”), che già duecento e rotti anni fa diceva: “La prudenza è un modo di comportarsi che preserva la vita, anche se spesso non la rende felice”.

A buon intenditor…dell’altro, che se tu Tribolato-Alejandro fossi stato un buon intenditor questo post avrebbe avuto tutt’un’altra fine.

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