Preferisco pentirmi!: Le verità del guanciale. Ovvero, mai farsi coinvol…

Preferisco pentirmi!: Le verità del guanciale. Ovvero, mai farsi coinvol…

Preferisco pentirmi!: Le verità del guanciale. Ovvero, mai farsi coinvol…: “E una bella sera, mentre sei in procinto di abbandonarti al meritato sonno ristoratore, lui fa: ‘Sono un po’ preoccupato.’ Eporcadiquellamis…”
(posted by Isadora Drunken)

ISADORA, BRONTOLO E IL MISSISTRIPPI.

Eri innamorata. Innamoratissima. Anzi, “innamoratERRIMA”.
Poi qualcosa ha cominciato a stridere, sono arrivati i primi attriti, i primi attriti sono diventati dolci ricordi e sono stati sostituiti da leggeri fastidi. Quando i leggeri fastidi si sono trasformati in sordo (e muto) rancore, hai deciso di fermare la scena e rivedere il copione. Hai fatto un bel respiro, sistemato la chioma e abbassato il sopracciglio. E hai chiamato a rapporto il protagonista. Ma lui non ti ha cagato di striscio, continuando a girare come nulla fosse e come se, in fondo, non fosse davvero coinvolto e/o in alcun modo responsabile.


“Di cosa ti lamenti” ti ha detto Brontolo.
“Quanto tempo hai, in anni luce??” Hai risposto tu.
“credi che gli altri (esseri umani accoppiati NDR) siano più felici?”
“E se non avessi un particolare interesse agli altri esseri umani accoppiati ma tristi? E se invece magari volessi essere felice CON TE?” hai pensato.
“guarda che è così per tutti”
Così come? Così che se ci parliamo è un miracolo? Che qualsiasi cosa io dica è una stronzata? Così che se faccio il riso hai voglia di pasta e se faccio la pasta “proprio stasera che mi era venuta voglia di riso”. Così che trombiamo così poco che se qualcuno nel vicinato prende la pillola, son coperta pure io? (questa sono io, Voce fuori campo)
E poi, delusa come lady gaga quando si guarda allo specchio, hai ingoiato il rospo, rimesso le lacrime in borsa (pronte ad essere ritirate fuori non appena da sola) e sei andata avanti.


Ti sei trascinata per altri enne mesi il tuo carico di speranze fritte e illusioni secche, cercando qua e là lungo la via, un mazzetto di sorrisi o due rametti di entusiasmo (a disposizione in offerta speciale nel prato del vicino). Finché, in una notte buia (come tutte) e tempestosa (dentro, che fuori c’erano le stelle), lui ha deciso che aveva voglia di parlarne.


Di parlarne?
Adesso?
Si adesso.
… ma gli è passata subito, sopraffatta dal sonno, che nel frattempo ha abbandonato te.
Isadora è in quella fase lì. Quella appena descritta. E WUM che invece ha chiuso il libro da un pezzo, vorrebbe avere la bacchetta magica (ma non quella della fata stordita di Cenerentola, che non funziona mai e scambia lucciole per battone) e traghettare la Signora Drunken di là dal Mississtrippi , su uno qualsiasi dei due versanti (visto che al momento la vede nel mezzo e sa che – per quanto uno si smazzi km su km di nuoto e pensi di resistere a lungo – star lì tra i flutti e le rocce alla lunga snerva).


WUM era molto innamorata quando decise di sposarsi. E probabilmente lo era ancora quando prese il toro per le corna e scelse di lasciarlo pascolare fuori dal proprio recinto ad inseguire tutte le micro-mucchette del pianeta (ci risiamo con i manzi, starà diventando una fissazione?!). E magari lo è stata – di nascosto pure da se stessa- ancora per un sacco dopo aver accettato il fatto che, dopo avergli chiesto di andarsene, lui effettivamente se ne fosse andato.
(in otto anni mi ha preso in parola una volta sola. Quella.)
Perché per quanto lunatica, perennemente insoddisfatta e un po’ stronza pensiate che lei possa essere (cosa che in effetti alle volte è), avanzando su dodici centimetri di Caovilla verdi verso don beppi, WUM era convinta che con la TIGRE DI MOMPRACEN , il suo boscaiolo-poeta, sarebbe durata per sempre.


Ma si sbagliava.
La sua confezione di famiglia perfetta, una volta aperta, raggiunse presto l’expiring date.
E per quanto avesse meditato, mescolato, pastellato e mantecato la sua decisione e ne fosse – allora più che mai- fortissimamente convinta, una volta siglato il Doc. Uff. Di Sep., WUM pianse. E pianse così tanto che finì tutte le sue lacrime e quelle di 3 isolati intorno a casa sua (pieni di condomini). In realtà pianse anche prima, che prendere quella decisione fu una delle cose più complicate di tutta la sua vita. Pianse prima, pianse dopo, ma rimase fermissima e sorridente nel durante (Ha!BruceWillis dei miei stivali, non mi vedrai in ginocchio!).


E per quanto sia passato del tempo, un sacco di tempo, e WUM sia professionalmente molto presa, cerebralmente incasinata e sentimentalmente fertile (incoraggiata dal corteggiamento di qualche esemplare di maschio adulto), non è la donna bionica (e non quindi niente “rat- ta-ta -tat –ta”). E se ogni tanto, cambiando canale alla radio, becca un pezzo dei Doors o dei Bran Van, ancora s’intristisce.


Quando s’intristisce troppo, WUM ha un rimedio infallibile per farsela passare: prende il black berry, schiaccia H e con una scusa qualsiasi lo fa parlare dieci secondi. (e mentre lui parla, a WUM viene subito in mente che vivere da soli è davvero una figata).

 
 

3 pensieri su “Preferisco pentirmi!: Le verità del guanciale. Ovvero, mai farsi coinvol…

  1. Bene, tanto per cominciare, grazie di avermi svelato che il mio format commenti ha un limite di caratteri – Blogger è una continua fonte di sorprese, ma prima o poi ne verrò a capo, deve ancora nascere un programma (o format, o come picchio si chiamano) più testardo di me – e poi…
    Sì, in effetti è parecchio scomodo stare abbarbicata a 15 cm2 di scoglio emergente dai flutti del Mississtrippi o MoonRiverifica che dir si voglia, e magari avessi una fata traghettatrice! Al momento mi andrebbe bene anche un Caron dimonio dagli occhi di bragia, un Passator anche scortese, oppure un passante, una bretella, una cintura del dottor Gibaud, perfino, pur di raggiungere una riva (o una decisione) qualunque. Ma…
    Ci sono quei due-trecentomila “ma”. Di ordine sentimental-emotivo, ma anche pratico. Troppi per essere elencati in un commento che non abbia almeno 6 mesi luce di capienza. Di fatto, sensibile WUM, come dicevo proprio ieri a un Anonimo commentatore, Isadora è la Signorina Punti Perfetti reincarnata, e quindi smonterà dallo scoglio solo quando sarà sicura di poter nuotare, o rimbalzare, o camminare sull'acqua (sembra si possa fare se sei abbastanza veloce – ho visto il video di una lucertola che lo fa, giuro!) fino alla riva, sana e salva.
    Quindi, Isadora stringe i denti, manda giù, scrive un sacco di minchiate sul blog, e si prepara all'impresa. Confortata dalla saggezza e dalla sensibilità (l'ho già detto che sei sensibile?) di WUM.

  2. Esattamente come capita a mio figlio (di quasi sei anni) quando viaggiamo in auto salendo i tornanti che ci separano da una bellissima vetta nevosa, ho la nausea. Mi devo fermare e scendere per respirare un po’ di quell’aria non inquinata dalla troppa cattiveria, dalla troppa durezza e dalla troppa insensibilità che leggo spesso in questi post, certo dettata dalle esperienze passate, ma che indiscutibilmente contraddistingue oggi anche una moltissima parte della popolazione che arriva da venere. Ecco dove mi ha portato l'essere troppo sincero, disponibile, amorevole, presente ed istintivo nei confronti dell’altro sesso. Davvero “l’altro” rispetto a noi maschietti con (ben) poco cervello e tanto pisello (quando c’è). Due universi paralleli che probabilmente non s'incontreranno mai, due entità che viaggiano su due binari che si, ci conducono in qualche luogo lontano, ma che al tempo stesso difficilmente si uniranno.
    In queste ultime settimane, dove ancora si è assaporato il retrogusto dell’estate, tutto ciò che mi circonda mi ricorda che, questo mio pessimismo cosmico, è sinceramente determinato da un’estrema ratio dettata dagli eventi. Di solito non sono abituato a pensare in negativo eppure adesso ho davvero chiuso per restauri e le femminucce possono proseguire certamente a fluttuare sul mio stesso pianeta ma il loro profumo, i loro tacchi alti, la loro personalità, la loro individualità e la loro falsa comprensione per ora non toccherà nessuna trasmissione sinaptica del mio cervello (probabilmente senza che questo causi traumi di nessun genere a chicchessia).
    Ricordo che tempo fa una bellissima ed orgogliosa rappresentante del genere femminile mi ha scritto una lunga ed enfatica missiva cartacea (fortunatamente la carta esiste ancora! Verba volant….!) dove mi dichiarava il suo grande amore, dicendo che voleva vivere “per sempre” al mio fianco, cucinare per me, litigare per poi provare piacere nel fare la pace, asserendo che voleva costruire con me una nuova esistenza ricca e piena di emozioni, che non aspettava altro che incontrare un uomo come me ed ancora millemila parole. Era forse venuta da un altro pianeta? Ma no, non era certo un’aliena, anzi, con il passare dei giorni ho capito che probabilmente quelle erano solo parole scritte dopo aver bevuto un bicchiere di chablis di troppo o dopo aver mangiato una partita di funghi allucinogeni con i quali aveva cucinato il risotto. Perché tutto successivamente e come per incanto era diventato molto più importante di me e di tutte quelle bellissime parole dette al vento: la sua famiglia, le sue amche, il suo lavoro etc.
    Ma il fatto più grave resta che io, purtroppo, le avevo creduto. Ed ancora, pur essendo passato del tempo che ha reso già quella figura un po’ sbiadita, faccio fatica a ingoiare il doloroso bolo. Ma è assolutamente tutto nella norma.
    Di quell’esperienza un po’ amara ed infelice oggi mi resta solo quella bella e sentimentale lettera d’amore d’altri tempi, piena di parole romantiche ed appassionate che ogni tanto rileggo masochisticamente per intristirmi un po’, lasciando che i sogni di un amore per sempre e non “once in a while”, ancora una volta facciano capolino nella mia testa come a ritrovare il mio vecchio e saggio nonno quando mi raccontava del suo grande e speciale Amore per la mia nonna.
    Al tempo stesso però, è anche un vero monito che mi ricorda quanto meglio si possa stare da soli se in qualche modo questo status di solitudine possa mettermi al riparo da sofferenze pleonastiche ed inutili.
    Good life!

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