ME LA DAI O NO? (un’inedita versione di apollo e dafne)

ME LA DAI O NO? (un’inedita versione di apollo e dafne)

Lei pensa: “Non gliela do. Non posso.”
Lui: “Me la da, me la da, siiiii che me la”
E mentre lui pensa, con la lingua intarsiata in quella di lei e tre mani impegnate a sfilare, spostare, verificare e(OpperbaccoLaSignora!!!) confermare, lei sospira e dice:
“Apollo, fermati ti prego dai fermati”….”Ci vedono!”
“Ma chi? Non vedi che non c’e’ un anima?…Siamo nel deserto dei tartari?!”
“No, si, insomma…nooo li no…potrebbe arrivare qualcuno!”
“…tipo chi? …un naufrago?
“è che con quello che si sente al Tg, magari sbarca un gommone dall’albania e finiamo su you tube”

(A quello ci penso io, tesooora)
“Ma va là..è fine settembre e se ne sono andati anche i tedeschi…stai tranquilla che non ci vede nessuno”
“Ma. ..dai, no…Non è solo per quello…”
“Ah no? E allora cosa? Non dirmi che non hai voglia”

NdR. Ecco. Se sento io una cosa così, la voglia non solo mi passa, ma esce proprio dal mio vocabolario.

“No, Apollo, sì …insomma certo che ce l’ho…ma…”
“Ma cosa Dafne?”
“Ma voglio aspettare”

E fu così che Apollo si distrasse un attimo perso in pensieri suoi e non riportabili e Dafne fu trasformata in betulla (che assomiglia moltissimo all’alloro) da una gelosissima Venere che passava di lì e che -non avendo gli operatori occupati- pensò bene di eliminare l’ostacolo indeciso e fare un take away con quel fanta figo di apollo). o vogliamo credere a quello che si dice in giro (secondo voi una piuttosto che darla a uno come apollo si suicida? maddai!!!)

Tornando alla di lei ultima affermazione, diciamo che ha ragione (sono seria! Anzi serissima: ci credo davvero)
Ma non può dirglielo. Non così. Anzi. Non può dirglielo. (punto)ù
… Quella roba lì, quella del “try later you ll be luckier”, è una di quelle cose che si fa e non si dice.
Non puoi, nella legislazione intergalattica dei rapporti femmina-maschio, portare uno sul cancello (magari pure aperto), fargli dare una sbirciatina all’aiuola e poi azionare il telecomando e -come nulla fosse-uscirtene con un “gli operatori sono momentaneamente indecisi. Si prega di restare in linea per non perdere la priorità acquisita”.

E allora come si fa?…visto che Wum predica che almeno almeno toccherebbe tenere la ginger in freezer un paio di mesi, prima di servirla all’ospite. (Che così a entrambi i commensali vien davvero fame)
Si fa semplice. Anzi: semplicissima. Ed ecco come…

UNO
Nel preparare la tavola, evitare le posate da dessert.
Ok. Metafora alimentare complessa. Lo ammetto! … Traducendo, basta non apparecchiarsi in modo da facilitare le operazioni d’assalto: niente abiti svolazzini, niente armamentario da guerra (autoreggenti, giarrettiere e corsetti sono armi riservate ai capitoli successivi e tassativamente vietati nell’introduzione e nel prologo) e niente lampo dall’aria facile.
DUE
Niente mete solitarie.
No ad un caffè da lui. (E non fate le furbe che da voi e’ uguale!)
No anche alle passeggiate in riva al mare (è vero che dove abita Wum il mare non c’è, ma l’Italia è una penisola!) o in riva ai fossi o in Riva (per le lacustri).
No totale, senza eccezioni, ai passaggi in ufficio fuori orario lavorativo. E attenzione anche di giorno: se il Conquistadores ha un ufficio suo e chiude la porta…siete a cavallo (nel senso che lo stallone è un furbiS e voi – e le vostre speranze di prolungare l’attesa -state per essere …”trombè”).
TRE
Chi non risica non rosica. Il che equivale a dire “chi risica troppo, poi non si lamenti se rosica anzi tempo”. Se è pur vero che la femmina tentatrice nasce (leggere con cadenza siciliana, please), l’homo è marrano di default e –stuzzicato- reagisce. Non potete pensare di spalmarlo di attenzioni e grattini, imburrarlo di baci e strusciatine, giocare alla sottiletta nel toast, o infilarvi sotto le sue iniziali (e non parlo di quelle sulla camicia), senza suscitare un minimo di (sia-benedetto-il-cielo) meritato sconquasso … per cui, tentate pure care ladies, ma con tutta la moderatio di cui eran dotate le vostre nonne (le vostre. Sulla mia non ho certezze).

Fair enugh?
…per essere fair è fair. Ma dal dire al fare c’è di mezzo l’ormone. Quello marrano. Quello che una volta azionato, come accade per i missili terra aria, non torna più alla base. E non sempre i messaggi dei serissimi neuroni della suspance arrivano a destinazione … con il risultato che il messaggio originale trasmesso dal cervello ai centri del controllo (“A TUTTE LE UNITà. A TUTTE LE UNITà. Stasera non gliela diamo. Ripeto: stasera. Non.gliela. diamo.”), finisce per perdersi tra un capezzolo e l’altro! E noi, e le nostre benemerite buone intenzioni, finiamo (literally) a gambe all’aria.

4 pensieri su “ME LA DAI O NO? (un’inedita versione di apollo e dafne)

  1. Sono indecisa tra l'andare a fare un esame ormonale che determini la mia effettiva appartenenza al genere XX, e l'attribuire la mia assoluta degenerataggine al fatto che ho iniziato a frequentare gli Xy (Sì, con la y minuscola. Perchè? Vai a cercare una foto del suddetto cromosoma e capirai. Io mi sono fatta le matte risate.) nei lontani anni '70, in cui se avevi 15 anni e non avevi ancora “saltato il fosso”, ti guardavano strano. Fatto sta che il procrastinare non è mai stato il mio forte. A volte ho dubitato che “se ti piace, dagliela” fosse la politica migliore, ma alla fine mi sono sempre ricreduta.
    A inizio anni '80, io e la mia allora amica del cuore conosciamo A. Un bonazzo da far evaporare un tanga al primo sguardo. Dopo una rapida consultazione tra me, l'amica e i rispettivi fremiti, me lo porto a casa io. Cose turche per un po', poi si dilegua. Va beh, pazienza. Riappare dopo un periodo e si mette alle calcagna della mia amica, seguace del motto “se ti piace, non dargliela”. La storia decolla, diventa seria, i due comprano casa, con due mutui, entrambi intestati a lei, e l'affittano in attesa di essere pronti a convolare. Dopo un anno o poco più, A. le confessa che ha cambiato idea. Niente più confetti. E l'accanna 4 a 0 con i due mutui. Forse se anche lei gliel'avesse data subito, lui sarebbe sparito prima di fare danni… (l'ha detto lei, non io, eh?)

  2. Le posate da dessert era una metafora spassosissima!
    Ma il punto chiave è l'ormone! Per me l'ormone è quel lato imprevisto della vita che fa andare diversamente le cose, rompe gli schemi, cambia i programmi. Spesso inguaia, ma come facciamo a non amarlo?
    E non solo l'adrenalina, eh?!

  3. Interessanti queste regole, viste dal punto di vista maschile…(eh, sì, sono un ometto, a me SERVE il manuale).
    Chissà perché pensavo che dietro ci fosse una tenera ritrosia femminile, non una tattica programmata.
    Prendo atto.
    Poi vedo il commento di Isadora.
    Che preferisce pentirsi.
    E allora sono confuso: che dice il manuale di Isadora (che evidentemente tiene a casa una versione riveduta e corretta).
    Nel dubbio, mi sono rassegnato ad una strategia di ripiego.
    Sto lì. Attendo. Prima o poi qualcuna farà una mossa.

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