Per sempre o “once in a while“?


Se i fautori del 4ever sostengono che la vita vada vissuta in dolby, chi invece percorre la via della singlitudine si dichiara più propenso al “once in a while” e rifugge ogni forma di relazione stabile (uscire più di tre volte con lo stesso partner configura una relazione, come diceva qualcuno in un film che -ovviamente-ho dimenticato).


Entrambe le fazioni hanno una parte di ragione e una parte di torto: come dire…grazie al piffero che se trovi una persona con la quale stai da dio, ti diverti, c’e’ complicità, feeling, chimica e fisica e magari anche poesia, stai benone, sorridi di più ed e’ tutto molto divertente e romantico … Il problema e’ che prima devi trovarla, conoscerla piano piano (chi compra a scatola chiusa, 9 volte su 10 compra una sola e poi se ne pente), poi incastrare la tua esistenza con la sua (con meno attriti as possible), e infine cercare di non routinizzare troppo il menage.
D’altro canto, la sottoscritta – pur innamorandosi volentieri- ha sempre preferito sei-a-zero-cappotto starsene in solitaria piuttosto che condividere un silenzioso divano, cene rancorose e lenzuola inerti…al punto da mandare alle ortiche quello che secondo l’auditel* di quartiere era il “matrimonio perfetto”.


A proposito di SuperSingle, qualche sera fa, su un canale Sky, forse su Lei, ho visto la storia di una procace single convinta. Poiché’ la mia memoria RAM e’ ancora in attesa di essere potenziata, ovviamente non mi ricordo come si chiamava ma posso dirvi che, nata a Padova, la Signora in questione vive tra Venezia, Milano e Bologna, e’ colta, decisamente ironica e (come spesso accade in questi casi) mora, formosa e anche un po’ radical chic.


Quello che mi ha colpito ascoltando il suo racconto era la scioltezza e la meravigliosa sfrontatezza con cui approciava l’argomento.


“Vuoi sposarmi, mi chiedi? Ma davvero non hai di meglio da propormi?! Che ne so, magari di condividere un pezzo di strada insieme, di far parte della tua avventura..allora si che sarei davvero felice…mi sentirei orgogliosa di essere la tua compagna di viaggio!”


Continuava sottolineando come nelle sue esperienze avesse finito per fare da nave scuola ai suoi (ex) fidanzati, che dopo aver chiuso con lei si riscoprivano più maturi, cresciuti nello spirito e pronti per una vera relazione e facendo una distinzione a suo dire (ma un po’ anche a nostro) fondamentale:
“Io non sono SOLA. Io sono DA SOLA, e’ molto diverso (…) Non e’ affatto la stessa cosa. La mia vita e’ piena e io ho un sacco di amici, ma sono DA SOLA”.
…Ma per quanto spiritosa, smart e affascinante fosse l’opinione della Veneziana Singola, alla fine condivido il pensiero dell’intervistatrice, chiedendomi se sotto tanta convinzione non ci sia un realtà’ un doppiofondo di delusione e amarezza…


Del resto, se le relazioni fossero facili, il tasso nazionale di divorzi non sarebbe, year by year, in continuo aumento. O no?
Wum


*…ma l’Auditel, si sa, si basa su un campione statistico, fornisce dati opinabili e non sempre…rappresentativi!
😉
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3 pensieri su “

  1. X (come mister)
    …già, l'arcano da svelare è: per sempre o once in while? come recita la nostra cara ed energica WUM. L'importanza, il valore e soprattutto l'interesse dell'argomento mi porterebbe a scrivere decinaia e decinaia di pagine webscritte (una volta sarebbe stato dattiloscritte) ma probabilmente risulterei vecchio e pedante… Mi limiterò invece ad esprimere una mia semplice e rapida (quanto opinabile) considerazione partendo da “once in while” (ovvero per chi non conosce la lingua anglosassone leggasi più semplicemente : una volta ogni tanto)
    Ebbene, nella vita si sa, quasi sempre si rincorre l'utopia del “per sempre” ma, sempre più spesso per una questione di destino avverso, sfortuna, iettatura, malasorte o come volete chiamarla voi, si cade nella trappola del: mi accontento di quella volta ogni tanto. Ma chi vive once in a while è triste, solo, deluso dal mondo che lo circonda(sia maschile che femminile), passa le sue giornate (non credo affatto alla procace ed avvenente signora veneziana)cercando senza trovarlo il vero senso della propria esistenza. Perchè a mio avviso, senza un Amore incontaminato, le persone diventano aride ed insensibili. Se però pensiamo ad un vecchio e saggio adagio che recita: chi s'accontenta gode, forse potrebbe valere la pena adattarsi ma chi invece è caratterialmente un combattente tenace, ostinato ed irriducibile, non lo farà mai. Cercherà sempre in mezzo ad una quantità di femminucce o di maschietti anaffetive/i, insensibili, egoiste/i, intolleranti ed egocentriche/ci: Lei/Lui, The One, l'Unica/o, l'Ultima/o! E se poi non riuscisse mai a trovarla? beh, almeno potrà dire sempre a se stesso ed al Mondo intero, se mai glielo domandassero, di averci sempre provato!
    saluti a 35°

  2. F. Funghetta trallalla'!
    Caro Mister X,
    hai una vaga idea di quanti esseri umani vivano stabilmente dentro prigioni tristi e disilluse, pur apparecchiando la tavola ogni sera per due??!
    A volte, penso possa sentirsi più solo chi in apparenza non lo e'. E forse, il popolo di maschietti e femminucce che tu definisci insensibile/anaffettivo/egoista/intollerante/egocentrico…e' quello in verità più concreto/attento/innamorato/altruista e libero.
    Saluti meno torridi….i pensieri si ossigenano meglio!

  3. X (come mister)
    cara Funghetta trallalà, immagino che tu possa parlare di un'esperienza di tipo personale…
    E per quasto ti chiedo: hai una vaga idea di quanti esseri umani si sono cacciati, volendo farlo e senza più vedere ad un palmo dal loro bel nasino, in quelle che tu definisci “prigioni tristi e disilluse”? Ne conosco moltissimi.
    Le persone mentono a se stesse, creandosi sempre alibi utopici e spesso immaginari nei quali si crogiolano masochisticamente per anni. Idealizzano, sublimano e trasfigurano ciò che non esiste ma che in qualche modo sono loro stessi a volersi creare. Credimi (e parlo per esperienza) gli insensibili, anaffettivi, egoisti, intolleranti ed egocentrici nulla hanno a che fare con coloro che tu, non so con quale ratio, possa definire concreti, attenti, innamorati, e altruisti ma forse da un punto di vista dei legami affettivi sono sicuramente più “liberi”. Beh, cara Funghetta, io posso solo assicurarti che sono assolutamente felice di non esserlo!
    L'ossigeno ai miei pensieri non manca (per fortuna) ed i torridi saluti (non vivendo sui monti) vsono generati solamente dal gran caldo di questi giorni.
    saluti

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