LA RIVINCITA DELLE CASALINGHE!!!

LA RIVINCITA DELLE CASALINGHE!!!

“Bisogna tornare alle origini. La famiglia non può durare se andiamo avanti così. La donna deve occuparsi dei figli e della casa. (Le storie ) … falliscono perché gli uomini non sono più uomini e le donne non sono più donne. La parità fra sessi è come il comunismo: un’utopia, e come tale non può funzionare. Bisogna tornare indietro a quando la donna si occupava della famiglia e vedrai che fra qualche anno ci arriveranno tutti.”

Questo è l’estratto di una conversazione recente fra la sottoscritta e un suo conoscente appena uscito da un matrimonio travagliato.

Secondo il NeoSingle, in sostanza la principale e più importante fra le cause di separazione di oggi, è da attribuire alla parità fra i sessi(al fatto che le donne votano, escono di casa, hanno dei pensieri propri e cose così…)!
Il fatto che la famiglia del 2010 sia molto diversa da quella del 1910 e che le signore di oggi si debbano dividere tra casa e carriera, rende tutto molto più difficile e porta inevitabilmente alla rottura.

A questo punto mi faccio una domanda: come staresti a casa? Se da domani un tuo ipotetico marito pretendesse di chiuderti fra le mura domestiche (magari concedendoti un giretto al villaggio once in a while..), saresti più accomodante, felice, serena..e magari “fertile” di oggi? Mmh. Mi sa di no.
Penso a mia madre, casalinga Deep-inside, e me la ricordo davvero poco ilare (a dirla tutta più sull’incazzato andante e per ovvie ragioni) presa com’era tra montagne di biancheria da stirare, una casa gigante da ribaltare come un calzino ogni giorno, due tonnellate di verdure da mettere via, un’idrovora come consorte (preoccupato a pranzo per la cena successiva) e davvero poche soddisfazioni … penso alle mamme casalinghe che conosco/ho incontrato e nemmeno da loro mi arrivano felici esempi da seguire. E se poi guardo le blondies che popolano i quartieri più chic della mia cittadina di provincia … preferisco di gran lunga la mia giornata alla loro :

bimbi fuori dai suv ore 8, cappuccino e spetteguless fino alle 9, pilates fino alle 12, poi massaggio al miele, parru e un giro si shopping fino all’ora del ritiro pargoli che vanno accompagnati a nuoto, scherma e cavallo prima di andare a lezione di grammatica…(i bambini delle blondies, non si sa come, ma vanno a ripetizione dal secondo anno di asilo).

Io adoro lavorare. Amo quello che faccio. Mi piace incontrare gente, emettere fatture, raggiungere i budget e farne di nuovi. Mi piace perfino avere a che fare con le banche e con le assicurazioni… E non sono una di quelle che davanti a un fornello va in paranoia, perché cucino. Mica male anche. E sono in grado di tenere in ordine una casa, un figlio e un marito (perché uno ce l’ho avuto, ma al settimo anno è uscito di scena).
Se il mio matrimonio è fallito non era certo perché io lavoravo.  Magari io sarò anche una stronza (e non occorre che vi affrettiate a commentare), magari lo sarà stato anche lui (un po’ stronza), o magari – molto più semplicemente-  insieme non funzionavamo.
IO ero innamorata pazza di lui.
Poi le cose sono cambiate. Non ci parlavamo più. Non ci divertivamo più. Non giocavamo più (tantomeno facevamo altro) da mesi. Io pensavo addirittura di essere “fatta così” e poco scopifera per natura (mi sbagliavo. Eccome … ).
Erano silenzi, pacchi e ciuffi di divano- sky e ancora silenzi. Eravamo due persone diverse (molto molto molto diversi) sotto lo stesso tetto. E abbiamo cominciato ad odiarci.
Così io ho preso la situazione in mano, l’ho ringraziato e l’ho lasciato andare per la sua strada (che l’ha riportato dritto dritto dai suoi genitori). L’ho sposato perché con lui ero felice come non mai. quando ho smesso di essere felice, l’ho lasciato. Ed è successo quando mi sono accorta che non era mai stato innamorato di me, ma che la sua era una scelta razionale (ero la migliore opportunità per metter su famiglia, triste, no?!) e che per lui potevamo tranquillamente stare zitti e tristi per i prossimi 50 anni, come tutte le altre coppie sposate.
E in ogni caso, per qualche mese di una delle mie sette vite, sono stata CASALINGA e posso assicurarvi che non ero per nulla più easy di oggi, e che la mia giornata era forse anche più frenetica : avevo una produzione settimanale di marmellate da far invidia alla Hero, per non parlare delle tonnellate di pasta fresca appesa per ogni dove dalla cucina alla lavanderia su dedali di fili volanti.
Avevo solo qualche problema con il ferro da stiro (non ci siamo mai piaciuti), ma per il resto me la cavavo benissimo ed ero più esaurita che mai.
Quindi – a meno che non mi si proponga una malga con formaggiaio incluso, sperduta in un bosco, circondata da un panorama mozzafiato e tanti cervi quante qui sono le zanzare a luglio- io PASSO e continuo a far fatture. (magari il mio secondo marito sarà un commercialista, chi lo sa?!).
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