ATTENZIONE ALLE AVANCES

ATTENZIONE ALLE AVANCES

Rifletto sulle confidenze di un amico incontrato di recente (ad un appuntamento al buio, ma questa è un’altra storia…), il quale mi ha confessato di non sopportare le avances plateali che spesso riceve dal regno femminile.
Definiamo innanzitutto “plateali”: dicesi avances plateali l’insieme di atteggiamenti esplicitamente provocatori (e non graditi) rivolti da un essere umano ad un altro. Esempi di conversazioni con avances plateali:
caso A
– Lui: “mi passi il sale?”
– Lei: “non hai voglia di strapparmi tutto e scoparmi qui e subito?”
– Lui: “abbiamo finito il pane, adesso lo ordino”.
caso B
– Lui: “la situazione è tesa: il mio capo potrebbe non rinnovarmi l’incarico, quest’anno ci hanno chiesto di fare più nove e noi siamo a meno quaranta”
– Lei: “ho voglia di baciarti”.
– Lui: “… peraltro continuano le defezioni dei commerciali che passano alla concorrenza”.
Considerazioni:
Lei non gli piace. Non molto in ogni caso. La trova simpatica, magari piacente, ma non ci ha perso la testa. Lui è uscito con lei perché sentiva in qualche modo in dovere di farlo. Il DRAMMA è che Lei non se ne rende assolutamente conto.
Dopo essere stata ripetutamente rimbalzata (spesso senza preavviso), lei interpreta la concessione di ogni nuovo appuntamento come una possibile chance caduta dal cielo (e pensa “lo sapevo, era davvero mooolto preso, ma alla fine vuole me”), lui come una Cosa Che Deve Fare (“ci tiene, a me non costa nulla, magari me la trombo, tanto lo sa che ho altro per la testa”).
Nel caso A, a lui cadono le braccia e passa ogni velleità di continuare la serata. Nel caso B, lui fa addirittura finta di non aver sentito, poi chiacchiera del più e del meno per altri dieci minuti e chiede il conto (quant’era figo Pieraccioni che urlava “ilcooonto” senza il minimo ritegno? Per contare le occasioni in cui avrei voluto replicare la scena ci vorrebbe un pallottoliere! ).
Per di più (e per di peggio), lei nemmeno ascolta cosa sta dicendo lui, segno che è concentrata solo su se stessa, sulla propria capigliatura (che continua a spostare e a far ondeggiare) e sul secondo tempo che prevede si svolgerà fra le lenzuola .
Nella sua testa – bionda dentro – il sesso è un’arma e lei crede di avere una certificazione europea per usarla. Ma sbaglia. Perché a lui non piace (lei, non il sesso). E se anche fosse stato lì lì per cambiare idea, ora è più ammosciato di un purè pfanni.
Per arrivare al nocciolo della questione, farò un giro largo passando per due tre concetti cardine da tenere bene a mente:
1. Nell infinito ego del cromosoma XY,  ogni uomo si sente in qualche modo dio (molti lo pensano segretamente, qualcuno lo racconta in giro, e c’è perfino gente che raccoglie proseliti scrivendo libri e tenendo convegni!).
2. Secoli di catto-marketing, portano l’inconscio maschile a percepire la donna giusta come vergine (anche Mitra, il cui culto fu interamente acquisito con una fusione di ramo d’azienda dalla falange cristiana, si diceva nato da un’imene integro).
3. L’uomo è cacciatore. Due cacciatori nella stessa foresta spesso si sparano a vicenda: ciò significa che un cacciatore cerca una preda; se la preda lo insegue smette di essere una preda e lui smette di cacciarla.
A questo punto è arrivata l’ora di snocciolare perle di saggezza (coltivate, ma brillanti come fossero selvagge):
per LUI:
se una non vi piace, non usciteci. Mai. O più. Se ci uscite (di nuovo), la poverina non capirà che è ora di cambiare panorama e continuerà ad aspettare i vostri sms invece che rispondere a quelli che cancella indispettita. Per toglierla dall’empasse potreste addirittura farle sapere (da lontano, non invitandola a cena!) che SIETE INNAMORATO di un’altra (segnatevi questa, perché se usaste altre locuzioni non capirebbe, o si immaginerebbe addirittura una sfida).
Per LEI:
1. Se un uomo è uno a cui non piacete, non usciteci più.
2. Se state uscendo con un vero cacciatore, non azzardatevi a mollarlo (si contano sulle dita di una mano monca), anzi, tenetevelo stretto e cominciate a correre: vi seguirà.
3. Se lui vi insegue, è realmente interessato a voi, vi tempesta di telefonate e paroline dolci, vi regala biancheria della perla e vi tiene la mano a tavola… ma non gradisce le vostre avances e lo vedete in palese imbarazzo, chiedete il conto alla velocità della luce e sparite (nella migliore delle ipotesi è gay, ma vuole una famiglia per non dare un dolore a mammina).
Ok. Vedo facce perplesse. Come riconoscere uno a cui non piacete è semplice (da fuori), ma so che da dentro i vapori dei bollenti spiriti offuscano la visuale e rendono opinabili molti concetti lapalissiani. Quindi ecco una check list in tre punti per sapere se il bellimbusto che vi fa sorridere nel traffico NON ricambia il vostro ardore:
• vi ha più volte dribblato adducendo scuse da manuale;
• in almeno un’occasione vi ha fatto capire che non siete la donna della sua vita;
• risponde ai vostri messaggi (con velocità inversamente proporzionale alla vostra), ma difficilmente ne manda spontaneamente.
Se avete spuntato almeno uno dei tre punti precedenti, non abbiate esitazioni nel definirlo uno a cui voi non piacete (se i punti sono due, aggiungete “affatto”; se avete fatto tre su tre, ritiratevi in convento per una settimana a meditare portandovi un libro di Roberto Vacca: non tornerete più sagge, ma certamente un po’ meno ignoranti di quando siete partite).

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