DAl BLOG SORELLE D’ITALIA. TITOLO: "UNA CARA PROPOSTA"

DAl BLOG SORELLE D’ITALIA. TITOLO: "UNA CARA PROPOSTA"

Quello che segue è un post riportato integralmente da sorelleditalia punto net, a sua volta riportato da sarataricani punto com (the author).

Ho messo i miei commenti alla fine dell’articolo. Buona lettura.

Cara donna che mi leggi,


è giunto il momento di fare un certo discorso. In termini chiari, se non anche un po’ brutali. Da donna a donna. Perché questi sono tempi amari e l’ipocrisia regna sovrana.


Quante volte ti sei preparata per uscire, magari una sera, e hai scelto appositamente quella minigonna, quella che ti mette in evidenza le gambe, i polpacci torniti, le cosce snelle conquistate dopo regimi alimentari estenuanti? Quante volte hai fatto determinate scelte attingendo dal tuo armadio per attirare lo sguardo su di te? Non mentire, ché lo so bene, lo so. Anzi, ti dirò di più, quando sei entrata in quel negozio e hai misurato quella minigonna sapevi benissimo che l’avresti indossata per renderti seducente.


E adesso cosa vorresti ribattermi, sentiamo, che magari vuoi sentirti libera di indossare quello che più ti va? O che forse il tuo modo di porti non deve andare ad articolare un pregiudizio sessuale nei tuoi confronti?


Mia cara, sbagli di grosso, lascia che te lo dica. Se tu esci, consapevole della tua bellezza enfatizzata da ore di prove trucco e vestiti, tu rischi. Perché l’uomo se da una parte è cacciatore, e non puoi contestare questa verità ancestrale, dall’altra è anche animale. Ti vedo che ridacchi. Ma cosa ridi. Non lo sai che l’uomo è animale dentro e cacciatore fuori?


E non farti fregare da quelle chiacchiere assurde femministoidi. Fosse per quel manipolo di mezze matte oggi saremmo estinti, te lo posso assicurare. I tempi non sono cambiati, sono sempre essenzialmente gli stessi. E chi può farcela secondo te nella lotta per la sopravvivenza? La razza biologicamente inferiore? Che ogni mese perde sangue? Ma su, come puoi pensare una cosa del genere. Sopravvive la razza più forte. Che non è necessariamente quella che si adatta ai mutamenti, ma quella che, istigata dall’urgenza della selezione naturale, cerca di tramandare profusamente il proprio gene, in pratica, anche senza un benestare esplicito.

Beh non è una gran cosa l’accoppiamento senza benestare esplicito, concordo. Magari puoi prenderci anche qualche cazzotto nel corso dell’avvicinamento, diciamo. Ma, amica mia, devi capire che tutto questo non va biasimato. Non è nient’altro che la natura primitiva che ruggisce dentro i jeans. È il fremito animale che il tuo passaggio profumato provoca consapevolmente.


Non è neanche colpa tua, del resto, se hai il cervello pieno di capriccetti. L’autonomia, l’autodeterminazione, l’autogestione. Troppi auto a cantar non fanno giorno, fidati.


Invece, io una modesta proposta ce l’avrei. Facciamo firmare a tutte le donne che escono di casa un consenso informato.


Io sottoscritta …

dichiaro di indossare

Stivale/Scarpa tacco … cm
Gonna lunghezza … cm o pantalone aderenza minima – media – massima
Scollatura frontale – dorsale di … cm
Trucco tendente al nero – altri colori – naturale
Prendo visione dei potenziali rischi connessi e dei benefici derivanti dal tornare definitivamente a casa o optare per un cambio d’immagine.

Data e ora

Firma

Alla fine basta davvero poco, come vedi, basta un minimo di ragionevolezza.

e adesso, finalmente, il mio commento.
Posso dire mawaffa?
Dici “da donna a donna”, parli di uomini “cacciatori fuori e animali dentro” e butti lì che l’ipocrisia regna sovrana.
Well. Su questo sono d’accordo, ma sul resto, perdinci, se fosse così brutale come ce la dipingi, non ci resterebbe che infilarci un bel burka e mostrare le nostre grazie solo ed esclusivamente all’interno di “case sicure”, protette da quattro mura e persone fidate.

Certo così avremmo meno chances di essere ribaltate dietro un cespuglio in un parcheggio di periferia (e contemporaneamente rientrerebbero in gioco una miriade di over seventy tagliate fuori dalla minaccia di stupro), ma non credo ne saremmo felici.

Faccio un po’ di chiarezza su quanto intendo:
non discuto che certe mise attraggano maniaci più di altre e che per millemila ragioni che non sto qui ad elencare, le strade non sono più quelle di una volta (anche se sospetto che il numero di strupri sia inferiore oggi di quella di un secolo fa, con la differenza che allora non se ne faceva parola), MA, SUL SERIO, pensiamo di doverci intabarrare come mummie influenzate per non doverci guardare le spalle?

E poi mi rivolgo direttamente all’autrice:
scusa, ma da dove ti viene “la razza geneticamente inferiore”??? chi ti ha cresciuta? Hitler? O magari Maometto?! …

che ogni mese perde sangue
 ma va’?! davvero??

Non ti sei mai fermata a leggere le statistiche (molte delle quali redatte dalle compagnie assicurative) sulla longevità della femmina rispetto al maschio? … longevità garantita al nostro genere esattamente (non in parte, ma “esattamente”) dal riciclo che il nostro sangue può avere grazie (grazie signore grazie) alle mestruazioni.

E – ommioddio – quelle che tu chiami “mezze matte”, tra slogan più o meno coloriti e magari anche grazie a qualche esemplare borderline, hanno ottenuto tra le altre cose per noi – esemplari di razza inferiore –  il diritto al voto.
Sempre che ti interessi, certo, perché – azzardo – è possibile che ritenga questo risultato una quisquilia.

La proposta  mi inquieta.
Il tuo pensiero su questo tema anche.
La tua scrittura mi piace.
Questo pezzo mi schifa. Peccato. Tornerò a leggerti. Perché sono fiduciosa (magari il tuo “neurone funzionante” era un attimo in stand-by).

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2 pensieri su “DAl BLOG SORELLE D’ITALIA. TITOLO: "UNA CARA PROPOSTA"

  1. Sapevo che scegliendo di ammiccare a certe prese di posizione orripilanti avrei corso il rischio di essere fraintesa.

    Il mio post era una provocazione dall'inizio alla fine, in realtà.

    Il titolo stesso, non a caso, si ispira a un'opera di jonathan swift (http://it.wikipedia.org/wiki/Una_modesta_proposta).

    In pratica, un tentativo di colorare satiricamente certi pregiudizi che purtroppo, ancora oggi, ostacolano l'emancipazione.
    Nel blog di sorelle d'italia i commentatori hanno generato una conversazione molto interessante al riguardo, infatti.

    A presto 🙂

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