NESSUNO

NESSUNO

Esiste l’Amore?
O e’ il fertilizzante della letteratura e il viagra della poesia?
O “AMORE” e’ il nome che diamo all’istinto di riproduzione della specie?(E se cosi fosse come si spiegherebbero le relazioni omo?)

E’ l’Amour – ah l’amour – un souffle di leggenda, romanzo, caramello e ormoni che lievita col calore umano e si imbeve di baci?

O e’ un’insalata di corpi in salsa piccante, con occhi, mani, abbracci e pensieri ricorrenti, sorrisi e bronci insensati che condiscono una crudite’ di realta’ (sopravvivenza e perpetrazione ) too raw per le umane anime sopraffine?

E se esiste, come si distingue quello vero, THE ONE, dagli innamoramenti multipli che ogni adolescente ha provato?

…E’ il nick-name della chimica che scatta tra due individui? Un semplice USERNAME, la cui password e’ come quella dell’Admininistrator di windows
“User=admin; PSW=admin” che traslato dall’informatichese, si legge piu’ o meno cosi:
User=sex; PSW=love.

O un nome in codice la cui chiave e’ un codice alfanumerico a 89 cifre (altro che superenalotto…)?
E se azzecchiamo la password, ed “accediamo al file”, ma poi dopo un tot di GigaByte (alle volte anche solo qualche Mega), il programma “smette di rispondere”…e tocca fare CTRL ALT CANC..allora significa che non eravamo nel programma reale (magari era una Demo?!)?…
E poi perche’ in questo caso non possiamo far analizzare la periferica o mandare il segnale a windows?

Ecco. Io le risposte NON le ho. Se qualcuno le avesse, e volesse pure condividerle, qui staremmo tutti meglio..
——continua——–

2 pensieri su “NESSUNO

  1. Non sono in possesso di risposte, e francamente forse non averne è il segreto.

    E' proprio necessario dare una definizione a tutto, procedurare tutto, costruire ogni passaggio, catalogare con inglesismi
    rumorosi ma asettici e comunissimi, è davvero necessario spiegare il perchè ci siamo innamorati,
    perchè vogliamo essere felici, perchè godiamo nello stare bene con noi stessi e accanto ad un'altra persona: compagno, marito, amica….

    altre definizioni in cui cerchiamo di intrappolare desideri aspettative, luoghi comuni e status….
    Impegnando in questa meticolosa attività, disperdiamo il gusto di viverlo questo amore, di vivere anche la fine,
    ammettendo che fa male da morire quando si perde, quando non c'è più,

    che fosse quello per tutta la vita, che fosse quello adolescenziale, o semplicemente quello plastico
    unilaterale, croce e delizia …. poco importa, lascia un segno, anche miserrimo quanto un graffio.

    c'è tanta paura quando si è perso, quando è svanito, rabbia, e chissà quante cose diverse per ognuno di noi… mai uguale, mai replicabile…
    vano è il tentativo di incasellarlo,
    perchè deve essere un fallimento?
    perchè non può essere un'occasione da vivere…una parte di noi?

    che non sia solo paura, lo spettro di ogni definizione, di ogni gabbia, di ogni procedura?
    promettendoci di non cedere mai più, a quella cosa lì?
    quella cosa a cui non riusciamo a dar controllo, che sfuggiamo, quasi ad accresce il desiderio di essere raggiunti….

  2. certo che è paura. è subdola, sottile e blu (come la fifa). ma non è altro se non paura di rivivere ancora e ancora un momento di sofferenza.
    quando ero PICCOLA, mi innamoravo ogni due per tre. poi cambiavo idea. ma – per quanto poco durasse l'innamoramento – era sempre una meraviglia…

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