IL PRIMO AMORE

IL PRIMO AMORE

Il mio primo Grande Amore risale alle elementari: dalla prima alla quinta (maggio, se non ricordo male), ogni sera mi addormentavo pensando ad un bellissimo bambino moro per poi risvegliarmi la mattina felice di andare a scuola pur di vederlo di nuovo.

Andavo in apnea quando – per sbaglio – i suoi occhi, neri, grandi con le ciglia lunghissime, incrociavano i miei e letteralmente in delirio se, per puro caso, capitava che mi rivolgesse la parola (bastava un “mi passi il rosso” per farmi svenire).

Quando finalmente raccolto tutto il coraggio dell’istituto religioso che frequentavo, sudori freddi, occhi pallati e tutto il resto, decisi di DICHIARARMI, lo feci con un biglietto profumato sul quale c’era scritta una frase che LUI, il bellissimo bambino moro di cui ero pazza nemmeno lesse, prendendo la bustina (rosa, of course) con due dita e restituendomela immediatamente.

“Tu non mi piaci, non mi piacerai mai e da te non voglio niente”

mi disse.

Questa fu la mia prima delusione.

Così forte che se ci penso ancora brucia.

Così cocente che al secondo round (altro bambino moro, questa volta dalla prima alla terza media), decisi di stare zitta, ed evitare se non altro di essere presa in giro da tutta la classe.


A sua (parziale) discolpa devo ammettere che all’epoca avevo tutti gli optional connessi all’aggettivo “simpatica”.

Ovvero ero un cesso certificato.

Le mie compagne di classe erano bellissime, portavano i capelli lunghi ed erano super magrissime, mentre la sottoscritta veniva amorevolmente soprannominata “polpa-bella”; non che fossi sovrappeso, ma ero per così dire “morbida”.

Poi ero piuttosto piccola.

Capelli tagliati SEMPRE a caschetto (ogni due settimane: ZAC per la paura mamma mi portava dal parrucchiere “che così si rinforzano”).

Con gli occhiali di plastica rosa.

Per un certo periodo avevo anche la benda beige del corsaro sfigato (andava di moda, ce l’avevano tutti, poi ad un certo punto hanno ammesso che era una bufala e l’han ritirata dal commercio).

Quindi, povero ex-bambino bellissimo, tutti i torti non li avevi, solo che avresti potuto avere più tatto (invece di creare un mostro).

E se da grande sono stata accusata di essere una stronza, forse un po’ della colpa è sua, del primo bambino che poi non è cresciuto (restando piiiiiiiccccolo…piccolo quasi un bonsai) e che nel giro di pochi anni ha smesso di essere bellissimo.

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